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  • Versione: "Il più grande trofeo"

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guiduccio
guiduccio - Ominide - 23 Punti
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Pericles, vir egregia indole et acri ingenio praeditus, Atheniensium rei publicae complures annos praefuit. Domi militiaeque prudens administrator ac peritus rei militaris, Athenarum opes auxit semperque rei publicae bono profuit: merito igitur a rerum scriptoribus magnis laudibus celebratus est. Athenis tunc libertas vigebat et omnis potestat penes cives erat, at divitiarum cupiditas nondum civium animos invaserat. Athenienses super collem prope acropolim conveniebant, unde magistratus leges statuebat. Etiam iudices inter cives deligebantur: reus causam dicebat, deinde iudices tesseram aeneam in vase collocabant civemque damnabant aut absolvebant. Pericles igitur civium libertati numquam obstit immo iusta populi postulat semper audivit quare civitatis fama et potentia in dies crescebant. Leti die propinqui et amici moribundo adstantes, Periclis victorias et trophaea numerabant. Tum Pericles, sermones interpellans: "Sed summa et vera laus", inquit "est quod nullus civis umquam proper me (per causa mia) vestem lugubrem sumpsit".

Questa risposta è stata cambiata da ShattereDreams (31-08-13 13:54, 3 anni 3 mesi 10 giorni )
ShattereDreams
ShattereDreams - VIP - 99865 Punti
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Pericle, uomo di egregia indole e dotato di acuta intelligenza, per molti anni fu a capo dello stato degli Ateniesi. Saggio governatore in pace e in guerra ed esperto d'arte militare, accrebbe le ricchezze di Atene e fece sempre il bene dello Stato: dunque a buon diritto fu celebrato dagli storici con grandi lodi. Allora ad Atene vigeva la libertà e tutto il potere era nelle mani dei cittadini, ma la brama di ricchezza non aveva ancora invaso gli animi dei cittadini. Gli Ateniesi si radunavano sul colle presso l'Acropoli, da dove il magistrato decideva le leggi. Anche i giudici erano scelti tra i cittadini: il colpevole diceva la causa, poi i giudici mettevano delle tessere di bronzo in un'urna e condannavano o assolvevano il cittadino. Dunque Pericle non si oppose mai alla libertà dei cittadini, anzi chiede sempre cose giuste per il popolo e ascoltò sempre, perciò la gloria e la potenza della città crescevano di giorno in giorno. Nel giorno della morte i parenti e gli amici, mentre stavano accanto al moribondo, elencavano le vittorie e i trofei di Pericle. Allora Pericle, interrompendo i discorsi, disse: "Ma la più grande e vera lode è che nessun cittadino ha mai indossato la veste da lutto per causa mia".


:hi
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