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  • Versione [Duello fra Tito Manlio e un soldato Gallo]

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lifeisashow
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Ragazzi, questa versione mi serve entro domani verso le 6 del pomeriggio, aiutatemi per favore!E' troppo lunga: domani non riuscirei a farla tutta e oggi devo fare i compiti per domani...
La versione è tratta da "Urbis et orbis parte pratica 1" (usiamo ancora il libro dell'anno scorso...), ed è la numero 372 pagina 203.

Inizio: Gallus quidam eximia corporis magnitudine in pontem fluminis Anienis, in cuius citeriore ripa dictator castra posuerat, processit et, voce quam maxima potuit, provocavit....
Fine: Nomen Romanum tum quoque invictum superfuit.

Conto su di voi!!!:|
paraskeuazo
paraskeuazo - Genius - 74898 Punti
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Vedi 1 pò spero che vada bene...

Gallus quidam eximia corporis magnitudine in pontem fluminis Anienis, in cuius citeriore ripa dictator casta posuerat, processit et, voce quam maxima potuit, provocavit: "fortissimus Romanorum vir procedat, agedum, ad pugnam, ut mostri certaminis eventus ostendat utra gens bello sit melior". diu inter primores iuvenes Romanorum silentium fuit; tum Titus Manlius adulescens ad dictatorem pergit: "si permittis, certamini ego interero et illam beluam interficiam; nihil ei magna corporis statura nihilque vox ferina proderit, nihil exmiae vires proderunt; immo haec omnia oberunt. Adeste, milites, mihi clamore vestro; ego non deero; si superfuero, prodero vobis, Romae prodero; Gallus autem sua morte Gallorum spei oberit". Tum dictator: "macte virtute ac pietate in patriam, Tite Manli, esto. Certamini et interesto et superesto. di tibi adsunto". atrocissima fuit pugna. Denique autem Manlius, media statura adulescens, strnuo et obstinato animo, Gallum,
eximia magnitudine stolide laetum, pollentem viribus potentemque, uno potenti ictu in ventre vulneravit alteroque necavit. <nomen Romanum tum quoque invictum superfuit
Un Gallo di strordinaria grandezza di corpo (cioè gigantesco) avanzò sul ponte del fiume Aniene, sulla riva al di là del quale il dittatore (cioè il coomandante) aveva posto l'accampamento, e, con voce forte il più possibile (cioè urlando più forte che poteva) provocò (i nostri soldati): "Il più forte dei Romani (lett. l'uomo più forte dei Romani) venga avanti alla battaglia, (cioè si faccia avanti per combattere), orsù (noi diremmo: "Dai, su, fatti avanti se hai coraggio!" ), affinchè l'esito del nostro duello mostri quale dei due popoli sia migliore in battaglia".
A lugo ci fu silenzio tra i migliori giovani dei Romani, allora l'adolescente Tito Manlio si diresse dal dittatore (e gli disse): "Se permetti, parteciperò io al combattimento (cioè combatterò io) e ucciderò quella belva; a niene gli gioverà la grande statura del corpo e a niente la voce belluina, a niente (gli ) gioveranno le forze eccezionali, anzi tutte queste cose (lo) danneggeranno. Assistetemi, o soldati, col vostro clamore (cioè fate il tifo per me!); io non fallirò (lett. io non mancherò, cioè io non mancherò di fare la mia parte); se sopravviverò (lett. se sarò sopravvissut9; gioverò a voi, gioverò a Roma; invece il Gallo con la sua morte nuocerà alla speranza dei Galli".
Allora il dittatore (gli rispose): "Gloria a te, Tito Manlio, per il (tuo) valore e per il (tuo) amore verso la patria. Partecipa al duello e vinci (sopravvivi, cioè vinci). Gli dei ti siano accanto".
Il combattimento fu molto accanito.
Però alla fine Manlio, adolescente di media statura, (ma) di animo tenace ed ostinato, con un colpo potente ferì nel ventre il Gallo, stupidamente fiero della sua eccezionale statura, e che si sentiva e potente per le (sue) forze, e con un secondo (colpo lo) lo uccise.
Allora anche la fama di Roma vinse (lett. anche il nome romano risultò invitto, cioè vincitore, non sconfitto).
lifeisashow
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paraskeuazo : Vedi 1 pò spero che vada bene...

Gallus quidam eximia corporis magnitudine in pontem fluminis Anienis, in cuius citeriore ripa dictator casta posuerat, processit et, voce quam maxima potuit, provocavit: "fortissimus Romanorum vir procedat, agedum, ad pugnam, ut mostri certaminis eventus ostendat utra gens bello sit melior". diu inter primores iuvenes Romanorum silentium fuit; tum Titus Manlius adulescens ad dictatorem pergit: "si permittis, certamini ego interero et illam beluam interficiam; nihil ei magna corporis statura nihilque vox ferina proderit, nihil exmiae vires proderunt; immo haec omnia oberunt. Adeste, milites, mihi clamore vestro; ego non deero; si superfuero, prodero vobis, Romae prodero; Gallus autem sua morte Gallorum spei oberit". Tum dictator: "macte virtute ac pietate in patriam, Tite Manli, esto. Certamini et interesto et superesto. di tibi adsunto". atrocissima fuit pugna. Denique autem Manlius, media statura adulescens, strnuo et obstinato animo, Gallum,
eximia magnitudine stolide laetum, pollentem viribus potentemque, uno potenti ictu in ventre vulneravit alteroque necavit. <nomen Romanum tum quoque invictum superfuit
Un Gallo di strordinaria grandezza di corpo (cioè gigantesco) avanzò sul ponte del fiume Aniene, sulla riva al di là del quale il dittatore (cioè il coomandante) aveva posto l'accampamento, e, con voce forte il più possibile (cioè urlando più forte che poteva) provocò (i nostri soldati): "Il più forte dei Romani (lett. l'uomo più forte dei Romani) venga avanti alla battaglia, (cioè si faccia avanti per combattere), orsù (noi diremmo: "Dai, su, fatti avanti se hai coraggio!" ), affinchè l'esito del nostro duello mostri quale dei due popoli sia migliore in battaglia".
A lugo ci fu silenzio tra i migliori giovani dei Romani, allora l'adolescente Tito Manlio si diresse dal dittatore (e gli disse): "Se permetti, parteciperò io al combattimento (cioè combatterò io) e ucciderò quella belva; a niene gli gioverà la grande statura del corpo e a niente la voce belluina, a niente (gli ) gioveranno le forze eccezionali, anzi tutte queste cose (lo) danneggeranno. Assistetemi, o soldati, col vostro clamore (cioè fate il tifo per me!); io non fallirò (lett. io non mancherò, cioè io non mancherò di fare la mia parte); se sopravviverò (lett. se sarò sopravvissut9; gioverò a voi, gioverò a Roma; invece il Gallo con la sua morte nuocerà alla speranza dei Galli".
Allora il dittatore (gli rispose): "Gloria a te, Tito Manlio, per il (tuo) valore e per il (tuo) amore verso la patria. Partecipa al duello e vinci (sopravvivi, cioè vinci). Gli dei ti siano accanto".
Il combattimento fu molto accanito.
Però alla fine Manlio, adolescente di media statura, (ma) di animo tenace ed ostinato, con un colpo potente ferì nel ventre il Gallo, stupidamente fiero della sua eccezionale statura, e che si sentiva e potente per le (sue) forze, e con un secondo (colpo lo) lo uccise.
Allora anche la fama di Roma vinse (lett. anche il nome romano risultò invitto, cioè vincitore, non sconfitto).

Perfect!!!
Grazie!!!
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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