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  • VERSIONE DI LATINO (41951)

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dbz90
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Crassus in illius orationis suae, quam contra conlegam censor habuit, principio dixit: quae natura aut fortuna darentur hominibus, in eis rebus se vinci posse animo aequo pati; quae ipsi sibi homines parare possent, in eis rebus se pati non posse vinci; qui laudabit quempiam, intelleget exponenda sibi esse fortunae bona; [46] ea sunt generis, pecuniae, propinquorum, amicorum, opum, valetudinis, formae, virium, ingeni et ceterarum rerum, quae sunt aut corporis aut extraneae; si habuerit bene rebus eis usum; si non habuerit, sapienter caruisse; si amiserit, moderate tulisse; deinde, quid sapienter is, quem laudet, quid liberaliter, quid fortiter, quid iuste, quid magnifice, quid pie, quid grate, quid humaniter, quid denique cum aliqua virtute aut fecerit aut tulerit: haec et quae sunt eius generis facile videbit, qui volet laudare; et qui vituperare, contraria."
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silmagister
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CICERONE - De Oratore 2, 11[44]

Crassus in illius orationis suae, quam contra conlegam censor habuit, principio dixit: quae natura aut fortuna darentur hominibus, in eis rebus se vinci posse animo aequo pati; quae ipsi sibi homines parare possent, in eis rebus se pati non posse vinci; qui laudabit quempiam, intelleget exponenda sibi esse fortunae bona;
Crasso, nell'esordio di quel suo discorso, che in qualità di censore tenne contro il collega, disse (questo): è possibile tollerare con animo sereno di essere superati in quelle qualità, che vengono concesse agli uomini dalla natura o dalla sorte; non si può (invece) sopportare di essere superati in quelle qualità, che gli uomini possono procurarsi da soli; chi esalterà con lodi (sarà un celebratore di) qualcuno, capirà di dover far conoscere i favori della fortuna;



[46] ea sunt generis, pecuniae, propinquorum, amicorum, opum, valetudinis, formae, virium, ingeni et ceterarum rerum, quae sunt aut corporis aut extraneae; si habuerit bene rebus eis usum; si non habuerit, sapienter caruisse; si amiserit, moderate tulisse;
questi sono i beni della stirpe, della ricchezza, della parentela, degli amici, del potere, della salute, dell'aspetto fisico, del vigore, del talento e degli altri attributi, che sono o propri del corpo o esterni ad esso; valuterà che abbia usato in maniera giusta quei vantaggi, se li ha posseduti; se non ne ha avuto il possesso, che ne abbia sentito la mancanza con ragionevolezza; se li ha perduti, che l'abbia tollerato con rassegnazione;


deinde, quid sapienter is, quem laudet, quid liberaliter, quid fortiter, quid iuste, quid magnifice, quid pie, quid grate, quid humaniter, quid denique cum aliqua virtute aut fecerit aut tulerit: haec et quae sunt eius generis facile videbit, qui volet laudare; et qui vituperare, contraria."
poi (dovrà valutare) che cosa colui, che elogia, abbia compiuto o subìto con saggezza, con generosità, con coraggio, con giustizia, con grandezza d'animo, con devozione, con gratitudine, con umanità, e infine con una qualche virtù: chi vorrà essere un elogiatore vedrà con facilità queste situazioni e quelle che sono di tal genere; e chi vorrà screditare, vedrà facilmente gli aspetti contrari (a questi).


ciao dbz90 :hi
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