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basket
basket - Sapiens - 464 Punti
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Mi potete aiutare a tradurre questa versione per giovedì 21?
Grazie in anticipo!!! :hi

Il pavone si lamenta con Giunone per la sua sgradevole voce
Pulcher pavo obsonam vocem suam aegre ferebat et lusciniae invidebat propter eius suavem vocem. Saepe enim, dum luscinia in silva canit, pavo clam eius tantum audiebat et miram eius vocis suavitatem imitari (=imitare) volebat. Sed, cum pulcher pavo coram aliis avibus canebat, eius vox sempre abbona et inincunda sonabat, itaque ille (=quello)ab omnibus irridebatur. Tum pavo, postquam crebras contumelias pertulerat, ad Iunonem adivit et de iniusta sorte sua deploravit: “Cum luscinia canit – inquit – omnia animalia suavitate eius vocis illiciuntunr, ego autem, cum cano, risum omnium moveo”. Deorum regina, quod misero animali solarium praebere volebat, eius pulchritudinem valde laudavit, sed pavo deae respondit: “Muta pulchritudine mea gaudere non possum (=posso), quia ab omnibus irrideor propter absonam vocem meam!” Tum Iuno: “Natura – inquit – dotes dissimiles animalibus dedit: tibi formam, leoni vim, vulpi astutiam, cani fidelitatem, lusciniae vocis suavitatem. Omnia alia animalia suis dotibus contenta sunt: querela tua igitur vana stultaque est”; denique minaciter addidit: “Nunc abi, nisi etiam pulchritudinem tuam perdere vis!”.
joe1
joe1 - Habilis - 230 Punti
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vedi se va bene questa!! l'ho trovata su questo stesso forum
Il pavone sopportava a stento la sua voce e spesso lodava la voce dell’usignolo. Mentre il piccolo uccello cantava in un bosco, il pavone ascoltava di nascosto e voleva imitare la straordinaria soavità della sua voce. Quando infatti il presuntuoso pavone cantava alla presenza dell’altro uccello, la sua voce era sempre stonata e sgradevole, e per questo motivo era deriso da tutti. Allora quello, dopo aver sopportato spesso l'oltraggio, andò da Giunone e si lamentò della sua ingiusta sorte: per la soavità della voce l'usignolo era ammirato da tutti, il pavone, invece, re degli uccelli, quando cantava, suscitava la risata di tutti. La regina degli Dei, dopo aver sentito le sue lamentele, volle offrire conforto all'animale e lodò fortemente la sua bellezza. Ma il pavone ripose alla dea:<<Non godo della mia silenziosa bellezza, quando sono deriso da tutti a causa della mia voce stonata >>. E Giunone, irata per l’ostinazione del pavone, disse:<<Le doti sono date agli animali dalla natura: la bellezza al pavone, le forze all'aquila, l'astuzia alla volpe, la fedeltà al cane, la voce soave all’usignolo. Tutti gli animali sono contenti per le loro capacità: le tue lamentele sono perciò inutili. Vai via, se non vuoi perdere la tua bellezza>>.
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