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pasqualesiciliano23
pasqualesiciliano23 - Erectus - 76 Punti
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Buonasera a tutti,
gentilmente potreste aiutarmi a tradurre la versione allegata in foto, tratta dal libro Codex esercizi 2? Grazie mille
Entro stasera, se possibile

Pinchbeck
Pinchbeck - Moderatore - 4924 Punti
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Si dice che non ci fu alcun ripudio fra moglie e marito fino al centocinquantesimo anno dalla fondazione di Roma. Spurio Carvilio ripudiò per primo la moglie per sterilità. E lui, nonostante sembrasse essere mosso da una motivazione accettabile, tuttavia non fu privo di biasimo, giacché i nostri antenati ritenevano che nemmeno il desiderio di avere figli (lett. di figli) sarebbe dovuto essere preposto alla fedeltà coniugale. Una volta l'uso del vino fu ignoto alle donne romane affinché, s'intende, non si abbandonassero a gesti indecorosi (lett. a qualcosa di indecoroso). Del resto affinché il pudore delle donne non fosse tremendo e melanconico, ma raffinato, coi mariti accondiscendenti erano solite usare molta porpora e oro in abbondanza e, per rendere più avvenente il loro aspetto, tingevano con molta cura i capelli di rosso con la cenere. Ma ogni volta che v'era un qualche alterco fra marito e moglie andavano nel tempietto della dea Viriplaca, che è sul Palatino, e là, dopo aver detto alternativamente le cose che volevano, abbandonato il litigio (lett. deposta la contesa degli animi), tornavano concordi. Si dice che la dea ottenne questo nome dagli uomini che devono essere placati.

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Corra96

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