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  • Versione corta il dado è tratto

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alexander97
alexander97 - Erectus - 67 Punti
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il dado è tratto pag 94 n 14
Praemissis confestim cohortibus, Caesar, nullam suspicionem inimicis suis daturus, per dissimulationem spectaculum publicum adiit; tunc formam qua (un progetto in base al quale);ludum gladiatorium aedificaturus erat, consideravit et ex consuetudine convivio frequenti se (si, rifles.) dedit. Dein post solis occasum, mulis ad vehiculum iunctis, occultum iter modico comitatu suscepit. Et cum, luminivus extinctis, via decessiset, diu errabundus tandem, duce reperto, ad lucem per angustos tramites pedibus evasit. Pervenit deinde ad Rubiconem flumen, qui (che, nom.) provinciae eius finis erat, paulumque constitit, ac multum secum reputans, conversus ad cohortes dixit: "Etiam nunc regredi possumus (possiamo tornare indietro): si tamen ponticulum transierimus, omnia armis agentur!" Tunc Caesari adhuc cogitanti ostentum tale se (si, rifes.) obtulit: vir eximia magnitudine et forma, in proximo sedens, repente apparuit harundine canes. Cum ad virum, praeter pastores, multi etiam ex stationibus milites ac aeneatores quoque concurrisent, rapta ab uno tuba, mirus vir prosiluit ad flumen et ingenti spiritu classicum canens pertendit ad alteram ripam. Tunc edixit Caesar: "Eatur (si vada, cong. esort.), milites, quo (avv.) deorum ostenta et inimicorum iniquitas vocat. Iacta alea est."
ShattereDreams
ShattereDreams - VIP - 99865 Punti
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Mandate subito avanti le coorti, Cesare, che non aveva l’intenzione di dare ai suoi nemici alcun sospetto, con un inganno (per mezzo di) andò ad uno spettacolo pubblico; allora considerò un progetto in base al quale era intenzionato ad istituire dei giochi gladiatori, e come d'abitudine si dedicò al convivio. Poi dopo il tramonto del sole, legati dei muli al carro, intraprese una strada nascosta con un piccolo seguito. E, dopo che si spensero le luci, essendosi allontanato dalla strada, vagando a lungo, alla fine, trovata una guida, uscì allo scoperto (alla luce) a piedi attraverso sentieri strettissimi. Giunse quindi al fiume Rubicone, che era il confine di quella provincia, e si fermò un po', e pensando molto tra sé e sé (lett: con sé), rivolto alle coorti disse: "Anche ora possiamo tornare indietro: tuttavia se attraverseremo il ponticello, tutto verrà trattato con le armi!". Allora a Cesare, che ancora rifletteva, si mostrò questo prodigio: un uomo di straordinaria grandezza e bellezza, sedendo lì vicino, apparve all'improvviso suonando (canens) il flauto. Essendo corsi verso l'uomo oltre ai pastori anche molti soldati dai posti di guardia e trombettieri, presa da uno la tromba, l'eccezionale uomo si precipitò al fiume e, suonando con gran fiato la tromba, si diresse verso l'altra sponda. Allora Cesare disse: "Soldati, si vada dove i prodigi degli dei e l'iniquità dei nemici chiamano. Il dado è tratto".

:hi


Cristina
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