shark
shark - Genius - 8072 Punti
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Aemilius Paulus, nunc felicissimi, nunc miserrimi patris clarissima repraesentatio, ex quattuor filiis formae insignis, egregiae indolis duos iure adoptionis in Corneliam Fabiamque gentem translatos sibi ipse denegavit: duos ei fortuna abstulit. Quorum alter triumphum patris funere suo quartum ante diem praecessit, alter in triumphali curru conspectus post diem tertium expiravit. Itaque qui ad donandos usque liberos abundaverat, in orbitate subito destitutus est. Quem casum quo robore animi sustinuerit oratione, quam de rebus a se gestis apud populum habuit, hanc adiciendo clausulam nulli ambiguum reliquit: “Cum in maximo proventu felicitatis nostrae, Quirites, timerem ne quid mali fortuna moliretur, Iovem optimum maximum Iunonemque reginam et Minervam precatus sum ut, si quid adversi populo Romano inmineret, totum in meam domum converteretur. Quapropter bene habet: annuendo enim votis meis id egerunt, ut vos potius meo casu doleatis quam ego vestro ingemescerem

cerkate di trovarla
principexalexandra
principexalexandra - Genius - 4342 Punti
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ecco a te :

Emilio Paolo, chiarissimo esempio di padre ora al colmo della felicità ora al fondo della miseria, dei quattro figli di straordinaria bellezza e di nobile indole, egli stesso rinunciò a due (lett.: egli stesso negò a sé due) passati per diritto di adozione nella famiglia Cornelia e nella (famiglia) Fabia: due, (invece) glieli tolse la sorte. Uno di essi morì quattro giorni prima del trionfo del padre (lett.: precedette di quattro giorni con la sua morte il trionfo del padre), l’altro, dopo essere stato visto sul carro dl trionfo, spirò tre giorni dopo. E così colui che aveva avuto figli in abbondanza fino a donarli (lett.: aveva abbondato fino a donare i figli) all’improvviso ne rimase completamente privo (lett.: fu lasciato nella mancanza). E con quale forza d’animo abbia sopportato questa sventura, col discorso che tenne davanti al popolo sulle imprese da lui compiute, aggiungendo questo finale, non lasciò dubbi (lett.: dubbio) a nessuno: “Poiché, giunto al colmo (lett.: nel massimo successo) della mia felicità, o Quiriti, temevo che la sorte (mi) preparasse qualche sventura, pregai Giove Ottimo Massimo, Giunone regina e Minerva che, se qualche avversità (lett.: qualcosa di avverso) incombesse sul popolo romano, (la) riversasse tutta sulla mia casa. Perciò, va bene (così): accogliendo infatti le mie preghiere, fecero ciò, in modo che voi vi addoloriate per la mia disgrazia piuttosto che dovessi piangere io per la vostra”.
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Selisa

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