dado92
dado92 - Habilis - 153 Punti
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ciao mi servirebbero queste 2 versioni per favore: archimede pag 442 n2 expedite

bello punico secundo syracusas marcellus , romanorum dux facile expugnavisset........sed archimedes occidus est a milite, qui eum non agnoverat.


pag 432 n 1 expedite

vastata est italia barbarorum incursionibus, obsessa est urbs roma et expugnata...............vectigalia illis solvebant barbari nos vectigales barbaris sumus.
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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La prima dovrebbe essere questa:

Durante la seconda guerra punica Marcello, comandante dei Romani avrebbe espugnato Siracusa, se allora non fosse stato in città Archimede, esperto in arti matematiche, famoso osservatore del cielo e delle stelle e ammirevole inventore di espedienti bellici. Contro l'apparato navale dei romani Archimede dispose nelle mura molte e varie macchine da guerra affinchè i cittadini lanciassero grandi massi contro le navi dei nemici che erano lontane, e colpissero con frequenti frecce la navi che erano più vicine, affinché i soldati dei Siracusani lanciassero le frecce contro i nemici senza pericolo, aprì le mura della città con molti e angusti fori: così i Romani erano feriti di nascosta dalle frecce scaglate attraverso essi (i fori). Le navi invece che si avvicinavano alle mura erano sollevate da un uncino di ferro ed erano scagiate contro gli scogli con grande paura dei marinai. Così i Siracusani fronteggiarono l'assedio marittimo dei romani per 3 anni. Magari archimede fosse vissuto più a lungo! Ma quel famoso uomo sapiente, quando i romani espugnarono siracusa trovò una morte imprevista. Infatti Marcello che aveva conosciuto bene la grande fama dell'uomo comandò ai soldati che lo risparmiassero poiché lo voleva portare con sè a Roma. Ma Archimede fu ucciso da un soldato che nn lo aveva rinosciuto.

La seconda:

L’Italia è devastata dalle incursioni dei Barbari, la città di Roma è assediata e espugnata; tutto l’impero è preda delle genti barbare,. I Visigoti occuparono la Gallia; i popoli dei Vandali dilagarono nelle terre di Spagna e Africa. Tutte le cose che una volta furono grandi e sacre, ora sono state sottratte e distrutte: solo i vizi sono cresciuti. Dov’è la potenza dell’impero romano? Una volta i Romani erano talmente forti che sottomisero tutte le nazioni dei barbari, ora sono talmente deboli che sono sottomessi dai barbari. Una volta nei cittadini romani era tanto l’amore per la libertà che sceglievano la morte senza timore, che difendevano lo stato e la libertà, ora tanto è il timore della morte che volentieri rinunciano alla libertà per salvare la vita. I vecchi romani erano temuti, noi temiamo: i barbari pagavano a quelli i tributi, noi siamo tributari ai barbari.
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