• Latino
  • URGENTE!! Versione di latino per domani 12 aprile.

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giuseppe120
giuseppe120 - Sapiens - 340 Punti
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Ciao, ho difficolta a trudurre questa versione, avrei bisogno, se è possibile della sua traduzione. la versione è: "Paupertas decet sapientem".

Pauperta decet sapentem
Si quis de felicitate Diogenis dubitat, potest idem dubitare de deorum immortalium statu. Num parum beatem degunt vitam, quod illi nec hortos habeant, nec rura pretiosa, nec grande fenus? Respice, agedum, mundum: nudos videbis deos, omnia dantes, nihil habentes. Eum tu pauperem putas an diis immortalibus similem, qui omnes divitias recusavit? Felicioremne tu eum vocas, quem non pudet locupletiorem esse Croeso? Paupertas decet sapientem. O beatum Diogenem! Eius servus unicus, Manes, fugit, nec illum reducere Diogenes curavit. "Turpe est - inquit - Manem sine Diogene posse vivere, Diogenem sine Mane non posse". Videtur mihi potius dixisse: "Age tuum negotium, Fortuna; nihil apud Diogenem iam tu es; fugit mihi servus; sed id non curo: immo ego liber sum".

Ringrazio anticipatamente per un vostro eventuale aiuto.
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Io ho trovato questa versione, molto simile alla tua: basta solo che la adatti un po' al tuo testo ed il gioco è fatto ;)!

Si quis de felicitate Diogenis dubitat, potest idem dubitare et de deorum immortalium statu, an parum beate degant quod nec praedia nec horti sint nec alieno colono rura pretiosa nec grande in foro faenus. Non te pudet, quisquis diuitiis astupes? Respice agedum mundum: nudos uidebis deos, omnia dantes, nihil habentes. Hunc tu pauperem putas an diis immortalibus similem, qui se fortuitis omnibus exuit? Feliciorem tu Demetrium Pompeianum uocas, quem non puduit locupletiorem esse Pompeio? Numerus illi cotidie seruorum uelut imperatori exercitus referebatur, cui iamdudum diuitiae esse debuerant duo uicarii et cella laxior. At Diogeni seruus unicus fugit nec eum reducere, cum monstraretur, tanti putauit: "Turpe est, inquit, Manen sine Diogene posse uiuere, Diogenen sine Mane non posse." Videtur mihi dixisse: "Age tuum negotium, Fortuna, nihil apud Diogenen iam tui est: fugit mihi seruus, immo liber abii."

Se qualcuno mette in dubbio la felicità di Diogene, può allo stesso modo dubitare anche della condizione degli dei immortali, se vivano poco felicemente per il fatto che non hanno né poderi né giardini né campi resi preziosi dal lavoro di coloni mercenari né grandi proventi dall'usura. Non ti vergogni di ammutofire, chiunque tu sia, davanti alle ricchezze? Guarda dunque l'universo: vedrai gli dei nudi, che dispensano tutte le cose, non possedendone nessuna. Giudichi tu povero o simile agli dei immortali chi si è spogliato di tutti i beni legati alla sorte? Chiami forse più felice Demetrio Pompeiano, che non si vergognò di essere più ricco di Pompeo? A lui, per il quale già avrebbero dovuto costituire ricchezze due schiavi vicari e una cella un po' più grande, ogni giorno veniva rifatto l'elenco degli schiavi come a un generale quello delle truppe. A Diogene invece scappò via l'unico schiavo ed egli non ritenne cosa così importante riportarlo indietro, mentre gli veniva mostrato. "t vergognoso" disse "che Mane possa vivere senza Diogene, e Diogene senza Mane non possa." Mi sembra che abbia detto: "Occupati dei tuoi affari, fortuna, ormai da Diogene non c'è più nulla di tuo: mi è scappato lo schiavo, anzi me ne sono andato io, libero. "
giuseppe120
giuseppe120 - Sapiens - 340 Punti
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Grazie x l'aiuto 6 stato molto gentile
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