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  • traduzione quintiliano pleaseeeeee

ladymarieclaire
ladymarieclaire - Habilis - 210 Punti Segnala un abuso
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questa è una versione di Quintiliano del "Institutio Oratoria" Liber XII
riuscite a farmi avere la traduzione???

I. Sit ergo nobis orator quem constituimus is qui a M. Catone finitur vir bonus dicendi peritus, verum, id quod et ille posuit prius et ipsa natura potius ac maius est, utique vir bonus: id non eo tantum quod, si vis illa dicendi malitiam instruxerit, nihil sit publicis privatisque rebus perniciosius eloquentia, nosque ipsi, qui pro virili parte conferre aliquid ad facultatem dicendi conati sumus, pessime mereamur de rebus humanis si latroni comparamus haec arma, non militi.
II. Quid de nobis loquor? Rerum ipsa natura, in eo quod praecipue indulsisse homini videtur quoque nos a ceteris animalibus separasse, non parens sed noverca fuerit si facultatem dicendi sociam scelerum, adversam innocentiae, hostem veritatis invenit. Mutos enim nasci et egere omni ratione satius fuisset quam providentiae munera in mutuam perniciem convertere.
III. Longius tendit hoc iudicium meum.

se almeno provate ad aiutarmi siete dei grandi, ma se riuscite a trovarla siete dei miti. xkè è impossibile!!! :thx:thx grazie 1000..
Stress
Stress - Genius - 2255 Punti Segnala un abuso
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ho trovato qst:
I. Sit ergo nobis orator quem constituimus is qui a M. Catone finitur vir bonus dicendi peritus, verum, id quod et ille posuit prius et ipsa natura potius ac maius est, utique vir bonus: id non eo tantum quod, si vis illa dicendi malitiam instruxerit, nihil sit publicis privatisque rebus perniciosius eloquentia, nosque ipsi, qui pro virili parte conferre aliquid ad facultatem dicendi conati sumus, pessime mereamur de rebus humanis si latroni comparamus haec arma, non militi.
II. Quid de nobis loquor? Rerum ipsa natura, in eo quod praecipue indulsisse homini videtur quoque nos a ceteris animalibus separasse, non parens sed noverca fuerit si facultatem dicendi sociam scelerum, adversam innocentiae, hostem veritatis invenit. Mutos enim nasci et egere omni ratione satius fuisset quam providentiae munera in mutuam perniciem convertere.
III. Longius tendit hoc iudicium meum.
Traduzione:
1. L'oratore che mi sono riproposto di formare con i miei insegnamenti deve essere quindi ?un uomo perbene esperto nell'arte del parlare?, secondo la definizione di Marco Porcio Catone. Ma quello che Catone ha messo al primo posto, e che ? l'aspetto pi? pregevole e pi? grande per la sua stessa natura, ? il suo essere un uomo perbene, e questo per due motivi. Se infatti quest'abilit? retorica fornisse a un simile oratore soltanto le armi della frode, l'eloquenza sarebbe ci? che vi ? di pi? dannoso per il bene comune e per il bene dei singoli cittadini; io stesso, che pure ho compiuto sforzi incredibili, per quanto era nelle mie possibilit?, nel tentativo di far progredire in qualcosa le possibilit? dell'arte oratoria, avrei fatto un pessimo servizio all'umanit? fornendo queste armi non a un soldato, ma a un brigante.
2. Perch? parlo di me? La natura stessa, proprio per aver dimostrato una particolare benevolenza nei confronti degli uomini e per averci voluto distinguere dagli altri animali, sarebbe stata una matrigna, e non una madre, se avesse inventato l'arte oratoria per farla diventare complice dei delitti, avversaria dell'innocenza, nemica della verit?. Sarebbe infatti stato meglio nascere muti ed essere totalmente privi dell'intelligenza piuttosto che trasformare i doni della provvidenza nella nostra rovina reciproca.
3. Ma, secondo me, la questione va ancora pi? oltre.
fabyolina93
fabyolina93 - Ominide - 2 Punti Segnala un abuso
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la mia versione è frutto della mia rielaborazione, non è sicuramente perfetta xò è più letterale di quelle ke si trovano su internet..."Dunque l oratore che stabiliamo x noi è colui che fu definito da m. porcio catone uomo onesto esperto nel parlare,questo sia xkè quello l ha detto prima sia xkè la natura stessa è più dignitosa e più nobile:se l'abilità nel parlare disponesse della cattiveria dalla natura, niente sarebbe più dannoso dell eloquenza sia alle cose pubbliche che a quelle private, e noi stessi che siamo dalla parte dell uomo che tentammo di giovare a qualcuno con la capacità oratoria ci comportiamo malissimo nei confronti delle cose degli uomini se diamo questi strumenti al ladro e non al soldato.Cosa si dirà di noi?la stessa natura delle cose in quello ke sembra essere benevolo agli uomini e in quello che ci distingue dagli animali, non madre ma matrigna sarebbe stata se avesse inventato l abilità nel parlare alleata della frode avversa all'onestà e nemica della verità. infatti sarebbe preferibile nascere muti e bisognosi di ogni intelligenza piuttosto che trasformare i doni della provvidenza in reciproca sventura.questo mio giudizio va più lontano.e infatti non solo dico ciò, colui che è un oratore è necessario che sia un uomo onesto ma (dico anke) ke non sarà un oratore futuro se non è un uomo onesto.''
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