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aniello_g
aniello_g - Habilis - 150 Punti
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raga mi servirebbe questa versione tradotta si intitola cosi : una vittoria inattesa sui Sanniti
Comincia cosi: cum romani iam diu ancipiti proelio contra sannites pugnarent.............e finisce cosi: tra dunt eo die viginti milia hostium caesa esse

grz in anticipo
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Cum Romani iam diu ancipiti proelio contra Samnites pugnarent, Papirius dictator romam revertit ut rursus auspicia peteret et q.fabio rulliano,magistro equitum,praecepit ut locum teneret neque,cum ipse obesset,cum hoste manus consereret.Q.Fabius post dictatoris profectionem per exploratores comperit hostium castra sine custodiis esse,tamquam si nullus romanus in samnio esset.Tum fabius, reputans sibi a fortuna opportunam occasionem datam esse ut in hostem impetum faceret atque una cum victoria magnam bellicam laudem obtineret,ad imbrinium exercitum movit,cum samnitibus conflixit eosque profligavit.Nam equites romani,cum hostium agmen perrumpere frustra temptavissent,consilio l. cominii tribuni militum frenos equis detraxerunt atque adeo eos calcaribus concitaverunt ut nulla vi retineri possent.Equi effrenati in hostes immissi longe lateque stragem dederunt;pedites, secuti impetum equitum, hostes turbatos fuderunt.Tradunt eo die viginti milia hostium caesa esse.

Combattendo i Romani già da lungo tempo contro i Sanniti con esito incerto (ancipiti proelio), il dittatore Papirio ritornò a Roma per chiedere di nuovo gli auspici (cioè per consultare di nuovo gli dei) e ordinò a Quinto Fabio Rulliano, maestro della cavalleria, di tenere la posizione e di non venire alle mani con il nemico, mentre lui era assente. Quinto Fabio dopo la partenza del dittatore per mezzo degli esploratori scoprì che l'accampamento dei nemici era senza difensori, come se nel Sannio non ci fosse nessun romano. Allora Fabio, pensando che gli fosse stata offerta dalla sorte un'occasione opportuna affinchè facesse impeto contro i nemici (assalisse i nemici) e ottenesse insieme con la vittoria una grande fama di guerriero (lett. lode bellica, lode per meriti di guerra), mosse l'esercito ("ad imbrinium" non l'ho trovato, mi sa che hai scritto male), si scontrò con i Sanniti e li sconfisse. Infatti i cavalieri romani, avendo tentato invano di sbaragliare l'esercito dei nemici, su consiglio del tribuno militare Lucio Commino tolsero i freni ai cavalli e li incitarono coi calcagni a tal punto che non potessero essere trattenuti da nessuna forza. I cavalli gettati senza freni contro i nemici fecero strage in lungo e in largo; i fanti, seguendo l'impeto dei cavalieri, dispersero i nemici atterriti. Tramandano che in quel giorno furono uccisi ventimila nemici.

Presa da**** che l'ha presa a suo volta da Yahoo Answer
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