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  • Potete tradurmi questa versione ?!

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elnino98
elnino98 - Ominide - 33 Punti
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Potete tradurmi questa versione ?!

mus rusticus olim ad cenam invitavit murem erbanum, veterem amieum. in paupere cavo (buco) inter veteris turris ruinas, hospiti superbus miseras dapes apposuit: grana ciceris et adoris, uvas aridas et duras glandes. sed conviva fastidiosus vix dente tangeba vilia cibaria. denique sic dixit:" cur, amice, tam miseram vitam agis inter imbres et frigora nivium? cur famem et sitim tam saepe toleras? migra in urbem: in aedibus divitum hominum etiam muribus est copia omnium deliciciarum". muri rustico placuit consilium, et nocturno itinere migravit cum comite in magnificas aedes urbis. Ibi, dum avide devorat copiosas epularum reliquias, subito fores strepunt, lacunaria conclavium resonant vocibus canum, servi irrumpunt cum facibus. mus urbanus confugit in notas cavernas; mus rusticus, ignarus loci, amens terrore, cursitat per parietes. postquam servi recesserunt, sic dixit:" gaude, amice, tua condicione; ego magis probo paupertatem meam". statimque ad nemora reverbit.
VI PREGOO !!
ShattereDreams
ShattereDreams - VIP - 99865 Punti
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Un giorno il topo di campagna invitò a cena il topo di città, vecchio amico. In un misero buco tra le rovine di una vecchia torre, servì al superbo ospite cibi semplici: chicchi di cece e di farro, uva secca e dure ghiande. Ma il commensale, schizzinoso, a stento con i denti toccava gli umili cibi. Allora disse così: «Perché, o amico, conduci una vita così povera tra le piogge e i freddi delle nevi? Perché così spesso sopporti la fame e la sete? Trasferisciti in città: nelle case dei ricchi c'è abbondanza di ogni delizia anche per i topi». Al topo di campagna piacque l'idea, e con un viaggio notturno si trasferì con l'amico in una magnifica casa di città. Lì, mentre divora avidamente gli abbondanti resti del banchetto, all'improvviso le porte sbattono, i soffitti delle stanze risuonano delle voci dei cani, i servi irrompono con le fiaccole. Il topo di città si rifugia nelle conosciute cavità; il topo di campagna, ignaro del luogo, delirante per la paura, corre qua e là per le pareti. Dopo che i servi si allontanarono, disse così: «Rallegrati, amico, della tua condizione; io apprezzo più la mia povertà». E subito ritorna nei boschi.
elnino98
elnino98 - Ominide - 33 Punti
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Grazie mille !! Ho aperto un altro post per l'altra versione
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