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Elisabetta :)
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IL DISCORSO DI MARCO PORCIO CATONE CONTRO I CATILINARI

1)M. Porcius Cato orationem in curia habuit: <<Per deos immortales, vos ego appello, qui semper domos, villas, signa, tabulas vestras magni fecistis: si ista retinere cupitis, si voluptatibus vestris otium praebere cupitis, defendite rem publicam. Non agimus de vectigalibus neque de sociorum iniuriis: libertas et anima nostra in dubio est.
Saepe numero, patres conscripti, multa verba in hoc ordine senatorio feci, saepe luxuriam atque avaritiam nostrotum civium deploravi: quare multos mortales adversos habeo. Obiurgationes meas neglegebatis. Sed res publica firma erat. Nunc vero res publica in extremo sita est. Ne sanguinem nostrum profundamus neve, dum paucis sceleratis parcimus, bonos omnes perdamus. Ne existimemus avos nostros armis rem publicam ex parva magnam facisse.

2)Sed alia fuere, quae avos nostros magnos facere, quae nobis nulla sunt: domi industria, foris iustum imperium, animus liber, neque delicto neque libidini obnoxius. Pro his nos habemus luxuriam atque avaritiam, publice egestatem, privatim opulentiam. Laudamus divitias. Inter bonos et malos discrimen nullum, omnia virtutis praemia ambitio possidet. Coniuravere nobiles cives patriam incendere, dux hostium cum exercitu supra caput est; undique circumventi sumus. Catilina cum exercitu faucibus urget. Nefario consilio sceleratorum civium res publica in summa pericula venit. Quare de coniuratis supplicium sumamus>>. Postquam Cato adsedit, consulares omnes itemque senatus magna pars Catonis sententiam laudaverunt.
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1) Marco Porcio Catone tenne un discorso nella curia: «Per gli dei immortali, mi rivolgo a voi, che avete sempre avuto a cuore le case, le ville, le statue, le vostre tavole, se volete dedicarvi ai vostri piaceri, difendete la repubblica. Non trattiamo di tributi né di offese di alleati: la nostra libertà e la nostra vita sono in pericolo.
In molte occasioni, o senatori, in questa assemblea senatoria ho parlato molto, spesso ho deplorato la lussuria e l'avarizia dei nostri concittadini; per questo ho contro molti uomini. Ignoravate i miei biasimi. Ma la repubblica era solida. Ora invece la repubblica è in estremo pericolo. Non versiamo il nostro sangue, mentre risparmiamo pochi scellerati, non mandiamo in rovina tutti gli uomini onesti. Non riteniamo che i nostri avi da piccola abbiano fatto grande la repubblica con le armi.


2) Ma furono altre le cose che i nostri avi resero grandi, che a noi non sono: l'operosità in patria, un giusto governo fuori, un animo libero, non soggetto né alla libidine né al crimine. Al posto di queste cose noi abbiamo la lussuria e l'avarizia, la miseria in pubblico, la ricchezza in privato. Lodiamo la ricchezza. Tra i buoni e i malvagi non c'è nessuna differenza, la brama possiede ogni ricompensa di virtù. I cittadini nobili hanno congiurato per incendiare la patria, il comandante dei nemici ci sta sul capo con un esercito; siamo circondati da ogni parte. Catilina incombe alla gola con un esercito. La repubblica è giunta in grandissimi pericoli per un nefando complotto di cittadini scellerati. Per questo giustiziamo i congiurati». Dopo che Catone sedette, tutti i consolari e parimenti gran parte del senato lodarono la proposta di Catone.



:hi
Elisabetta :)
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