• Latino
  • latino...per favore domani interrogazione (41200)

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-selena-
-selena- - Genius - 4987 Punti
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ciao,,,,mi aiutate a analizzare questo pezzo?? grazie 1000

Quotiens ego hunc Archiam vidi, iudices, --utar enim vestra benignitate, quoniam me in hoc novo genere dicendi tam diligenter attenditis,--quotiens ego hunc vidi, cum litteram scripsisset nullam, magnum numerum optimorum versuum de eis ipsis rebus quae tum agerentur dicere ex tempore! Quotiens revocatum eandem rem dicere, commutatis verbis atque sententiis! Quae vero adcurate cogitateque scripsisset, ea sic vidi probari, ut ad veterum scriptorum laudem perveniret. Hunc ego non diligam? non admirer? non omni ratione defendendum putem! Atque sic a summis hominibus eruditissimisque accepimus, ceterarum rerum studia et doctrina et praeceptis et arte constare: poetam natura ipsa valere, et mentis viribus excitari, et quasi divino quodam spiritu inflari. Qua re suo iure noster ille Ennius sanctos appellat poetas, quod quasi deorum aliquo dono atque munere commendati nobis esse videantur.

Questa risposta è stata cambiata da Daniele (22-02-10 15:03, 6 anni 9 mesi 15 giorni )
persian
persian - Erectus - 73 Punti
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Ogni qual volta io vidi questo Archia, o giudici - abuserò infatti della vostra benevolenza- poiché guardate a me con tanta attenzione in questo nuovo tipo di discorso-
quante volte io notai che costui, pur non avendo scritto alcuna lettera, declamava , improvvisando, un gran numero di ottimi versi su quegli stessi argomenti in discussione.
Quante volte esponeva lo stesso contenuto, dopo un invito, dopo aver cambiato parole e frasï. Io vidi oggetto di approvazione le cose che in verità aveva scritto con cura e attenzione, così da sfiorare l'elogio dovuto ad antichi scrittori. E io non dovrei provare affetto per lui? non dovrei provare ammirazione? non dovrei stimare che va difeso in ogni modo? Eppure abbiamo appreso questo da grandissimi e coltissimi uomini, e cioè che le cure di altre discipline si basano su cultura, su insegnamenti e sull'arte; Il poeta vale per sua stessa natura e si esercita con le forze del pensiero, ed è indotto, direi quasi, proprio da divina ispirazione E perciò , a buon diritto il nostro famoso Ennio definisce sacri i poeti, perché danno quasi l'impressione di essere affidati a noi da un qualche magnifico dono divino.
-selena-
-selena- - Genius - 4987 Punti
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grazie
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