• Latino
  • ho bisogno di un'aiuto urgentissimo!!

venusina93
venusina93 - Erectus - 80 Punti
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sono due versioni di un'argomento che non ho fatto.....aiuto.

IMBOSCATA DEI NERVII CONTRO I ROMANI.
Caesari omnia uno tempore erant agenda: vexillum proponendum; signum tuba dandum; ab opere revocandi milites; qui paulo longius aggeris petendi causa processerant arcessendi; acies instruenda; milites cohortandi; signum dandum. Quarum rerum magnam partem temporis brevitas et successus hostium impediebat. His difficultatibus duae res erant subsidio, scientia atque usus militum, quod superioribus proeliis exercitati quid faciendum esset ipsi sibi praescribere poterant, et quod ab opere singulisque legionibus singulos legatos Caesar discedere nisi munitis castris vetuerat. Hi propter propinquitatem et celeritatem hostium nihil iam Caesaris imperium exspectabant, sed per se quae facere oportebat administrabant.

IMBOSCATA DEI NERVII CONTRO I ROMANI (2)
Romanorum dux, necessariis rebus imperatis, ad cohortandos milites decucurrit et ad legionem decimam devenit. Milites oratione hortatus ut(dopo aver esortato a..., completiva) suae pristinae virtutis memoriam retinerent neu perturbarentur animo hostiunque impetum fortiter sustinerent, quod non longe hostes aberant, proeli committendi signum dedit. Atque in alteram partem item cohortandi causa profectus pugnantibus occurrit. Temporis tanta fuit exiguitas hostiumque tam paratus ad dimicandum animus ut non modo ad insignia accommodanda, sed etiam ad galeas induendas scutisque tegimenta detrahenda tempus defuerit. Quisque(ciascuno) opere deserto quae prima signa conspexit, ad haec constitit, ne in quaerendis suis pugnandi tempus dimitteret.
...........grazie........
ho24anni
ho24anni - Sapiens Sapiens - 1683 Punti
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Cesare doveva fare tutto nello stesso istante: (c’era da) alzare il vessillo, che era il segnale, quando bisognasse correre alle armi, dare il segno con la tromba, richiamare dalla fortificazione i soldati, che erano avanzati più lontano per cercare materiale, spronarli, schierare l’esercito, esortare i soldati, dare il segnale. Ma la brevità del tempo e l’assalto dei nemici impediva la maggior parte di quelle cose. A queste difficoltà due erano le cose d’aiuto, l’esperienza e l’abilità dei soldati, che esercitati dai precedenti scontri: cosa occorresse fare, non meno chiaramente essi stessi potevano ordinarselo che farselo insegnare da altri ed il fatto che Cesare aveva vietato che i singoli legati si allontanassero dalla fortificazione e dalle singole legioni, se non fortificati gli accampamenti. Questi per la vicinanza e la velocità dei nemici ormai non attendevano per nulla l’ordine di Cesare, ma da sé organizzavano quello che sembrava.

IL GENERALE DEI ROMANI ordinate le cose necessarie corse giù ad esortare i soldati, in quella parte che la sorte offriva e venne alla decima legione. Esortati i soldati con un discorso non più lungo, del fatto che mantenessero il ricordo del proprio antico valore e non si turbassero nell’animo e sostenessero saldamente l’attacco dei nemici, perché i nemici non distavano più lontano di quanto si potesse lanciare un giavellotto, diede il segnale di attaccare battaglia. E partito verso l’altra parte similmente per esortare, corse dai combattenti. Fu così grande la pochezza del tempo e così pronto l’animo dei nemici a combattere, che non solo per preparare le insegne, ma anche per indossare gli elmi e togliere le protezioni agli scudi, mancò il tempo. Nelle parte in cui ognuno casualmente giunse e le prime insegne che vide, presso queste si fermò, per non perder l’occasione di combattere nel cercare i suoi.
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