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  • grazie mille! vi prego ankora qualcuna!!!

°Stellina93°
°Stellina93° - Erectus - 120 Punti
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..GRAZIE MILLE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! siete davvero grandi!! xò...me ne cerchereste ankora qlcn???!! davvero v prego!!!!!!! quelle ke nn trovate nn v preoccupate x nulla!!! siete già mitici anke se qlcn nn la trovate... grazie mille davvero....ora v passo i titoli e tutti...

IL DIO MARTE
inizio:mars, iovis e iunonis filius,...
fine:...;deus autem equorum partonus putabatur.

LO SCUDO DI MARTE
inizio:in templo ad portam Capenam custoditur ancile,...
fine:...; ab his sacerdotibus deus carminibus et saltationibus celebratur.

PUNIZIONE DEI LADRI NELLE LEGGI DI DRACONE E DELLE 12 TAVOLE
inizio: Athenis draco, vir rigidus et severus,...
fine:...; servi autem non solum verberibus afficiebantur sed e saxo Tarpeio praecipitabantur.

IL RATTO DI PROSERPINA
inizio: Cereri,frugum deae,filia erat venusta,...
fine:..,dimidia in umbrarum regno apud plutonem.

UN GESTO ECCEZIONALE (valerio massimo)
inizio:Cum a Porsenna, Etruscorum rege,...
fine:... .Postea et cognomen Scevolae inditur propter dextrae damnum.

CASSANDRA E TROIA
inizio:Multos per annos Graeci Ilion oppugnant et...
fine:..., sed Cassandra aliaeque mulieres Troianae in Greciam captivae trahentur.

IFICRATE (nepote)
inizio: Iphicrates Atheniensis non modo magnitudine rerum...
fine:..., mollitiem ac luxuriem nimiam repressit, pietatem fedemque coluit.

L'IMPERATORE TITO

inizio:Rerum scriptores imperatorem Titum tradunt...
fine: ... .Quapropter merito amor et deliciae generis humani a Romanis appellatus est.

ekko sono queste...vi ringrazio infinitamente del vostro stramegasuper aiuto!!!!! davvero!!!...senza d voi...il 3 era essicurato...ihihih...grazie mille!!! qnke queste versioni se potete farmele avere il prima possibile...
Scoppio
Scoppio - Mito - 26022 Punti
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Il Dio Marte

Mars, Iovis et Iunonis filius, belli deus, maximo honore Romae colebatur, quod Romulus et Remus Urbis conditores ab eo procreati erant. Mars etiam Gradivus appellabatur quia "gradi" procurrere ad proelium significat. Si in proelio milities terrebantur et de salute desperabant, dux: -Mars vigila!- exclamabat atque extemplo deus permovebatur et proelium redintegrabatur.

Marte, figlio di Giove e di Giunone, dio della guerra, a Roma era venerato con grandissima stima, perchè Romolo e Remo, fondatori di Roma, erano stati generati da lui. Marte era chiamato anche Gradivo perchè "Gradi" significa correre verso la battaglia. Se nella battaglia i soldati venivano spaventati e si disperavano per la salvezza, il comandante esclamava: " - Marte sorveglia! - e il dio era mosso subito e la battatglia era ravvivata.

Lo scudo di Marte

In templo ad Portam Capenam custoditor ancile, quod de caelo demissum dicitur. Scutum a Romanis Martis donum putatur et potentiae signum accipitur. Numa Pompilus rex vero undecim ancila pari fgura fecit; itaqe Martis ancile tuto inter alia conditur. Romanorum duces ante bella duodecim ancilia tangunt et Martis opem implorant. Quotannis ancilia mense, qui marti sacer est, per urbem moventur a saliis; ab his sacerdotibus deus carminibus et saltationibus celebratur.

In un tempio presso la porta Capena era custodito l'Ancile, che si dice caduto dal cielo. Lo scudo è considerato dai Romani un dono di Marte e lo prendono come simbolo di potenza. Il re Numa Pompilio in verità fece undici scudi sacri di aspetto uguale; e così lo scudo di Marte è nascosto al sicuro in mezzo agli altri. I comandanti dei Romani prima della guerra percuotono i dodici scudi e implorano l'aiuto di Marte. Ogni mese dell'anno, che è sacro a Marte, gli scudi vengono spostati attraverso la città dai Salii; da questi sacerdoti il dio è celebrato con preghiere e balli.

Il ratto di Proserpina

Cereri,frugum deae,filia erat venusta,nomine Proserpina; puella in Siciliae pratis libenter errabat et suaves flores legebat. Quondam Pluton ,Inferorum rex, Cereris et Iovis filiam in matrimonium petivit. Iuppiter autem respondit:<<filia mea sponte sua in Tartarum horribile et tenebricosum non descendet; tameneam rape in monte Aetna flores legentem>>. Itaque Pluton virginem rapuit et in regnum suum quadrigis avexit, ubi eam uxorem duxit. Diu Ceres Proserpinam quaesivit, omnia loca clamoribus et querelis implens : nam dea dolore intolerabili afficiebantur. Denique Iuppiter infelicis matris lacrimis movetur et sic statuit : Proserpina dimidia anni parte in Terra apud Cererem manebit, dimidia in umbrarum regno apud Plutonem.

Cerere, dea dell agricoltura, aveva una bella figlia, di nome Proserpina; la ragazza passeggiava volentieri per i prati in Sicilia e coglieva dolci fiori. Un giorno Plutone, re degli Inferi, chiese in matrimonio la figlia di Cerere e di Giove. Ma Giove rispose:<<Mia figlia non scenderà di sua spontanea volontà nel Tartaro orribile e tenebroso; rapiscila mentre raccoglie fiori sul monte Etna>>. Allora Plutone rapì la ragazza e la portò nel suo regno con la quadriga, dove la sposò. Cerere cercò Proserpina a lungo, piangendo in tutti i luoghi con urla e preghiere: infatti la dea era afflitta da un dolore intollerabile. Quindi giove fu mosso dalle lacrime della madre infelice e decise così: Proserpina per la prima metà dell'anno resterà nella Terra presso Cerere, per l'altra metà resterà nel regno delle ombre presso Plutone.

Un gesto eccezionale

Cum a Porsenna, Etruscorum rege, urbs Roma gravi et diutino bello urgebatur, adulescens nobilis atque audax, nomine Mucius, in eius castra penetrat, clam ferro cinctus. Is regem ante altaria immolantem interficére conatur, sed periculosum inceptum perficiens opprimitur. Mucius incredibili audacia regi Porsennae propositum patefacit et dextram suam inìcit foculo ad sacrificium accenso, quod in regis caede ministerium non perfecerat. Tum rex iram deponit et ultionem in admirationem vertit: Mucium incolumem dimittit. Postea ei cognomen Scevolae indìtur propter dextrae damnum.

Mentre la città di Roma era oppressa da Porsenna, re degli Etruschi, con una grave e duratura guerra, un ragazzo nobile e audace, di nome Mucio, entrò di nascosto, con l'armatura, nei suoi accampamenti. Egli provò ad uccidere il re davanti all'altare mentre fa i sacrifici, ma viene scoperto mentre attua l'impresa pericolosa. Mucio con incredibile audacia rivel al re Porsenna l'intenzione e introdusse la mano destra nel fuoco acceso per il sacrificio, perchè non aveva compiuto l'incarico dell'uccisione del re. Allora il re tralasciò l'ira e convertì la vendetta in ammirazione: laciò andare Mucio incolume. Dopo gli fu dato il cognome Scevola per il danno alla mano destra.

Cassandra e Troia

Multos per annos Graeci Ilion oppugnant et in planitie sub urbis moenibus ancipiti fortuna multa proelia gerunt. Cassandra, regis Priami filia et Apollonis sacerdos, futura prospiciens suis civibus patriae cladem perniciemque praedicit, sed Troiani, qui Cassandrae verbis nullam fidem tribuunt, in omnium rerum desperatione magnam victoriae spem servant.
Cum Graeci post longam annorum seriem Ilion expugnaverint et hostium acies urbem occupaverint, Cassandrae verba atrociter veridica apparebunt. Non solum a Graecis omnia ferro ignique vastabuntur, sed Cassandra aliaeque mulieres Troianae in Graeciam captivae trahentur.

Per molti anni i Greci assediano Troia e nella pianura sotto le mura della città fanno molti combattimenti con fortuna alterna. Cassandra, figlia del re Priamo e sacerdotessa di Apollo, prevedendo il futuro predice ai suoi concittadini la sconfitta e la rovina della patria, ma i Troiani, che non attribuiscono alcuna fiducia alle parole di Cassandra, mantengono nella perdita di tutte le cose la grande speranza della vittoria. Quando i greci dopo una lunga serie di anni espugneranno Troia e le schiere dei nemici occuperanno la città, le parole di Cassandra appariranno terribilmente veritiere. Non solo tutto sarà messo dai Greci a ferro e fuoco, ma Cassandra e le altre donne Troiane saranno portate come prigioniere in Grecia.

Ificrate

Iphicrates Atheniensis non modo magnitudine rerum gestarum sed etiam disciplina militari egregius fuit. Cum Tracibus pugnavit et prospere rem gessit, deinde Lacedaemoniorum moram interfecit et iterum omnes copias fugavit. Nam multa nova in re militari attulit, arma pedestria mutavit et maxime genum loricarum novum instituit; ad disciplinam militarem acies formavit, qua semper victories discesserunt. Praeterea bonus civis fuit et erga omnes fidem magnam servavit et in secundis et in adversis rebus; domi militiaeque contentiones et odia placavit. Usque ad senectutem vixit, semper rei publicae leges observavit, mollitiem ac luxuriam nimiam repressit, pietatem fidemque coluit.

Ificrate l'Ateniese non fu singolare solo per la grandezza delle imprese ma anche per la disciplina militare. Quando combattè con i Traci e trafficò favorevolmente, in seguito uccise la truppa degli Spartani e mise nuovamente in fuga tutte le truppe. Infatti apportò molte novità nella tattica militare, cambiò le armi della fanteria e soprattutto costituì un nuovo genere di corazze. Formò le truppe alla disciplina militare, che riuscirono sempre vincitrici. Inoltre fu un bravo cittadino e mantenne la parola verso tutti sia nelle situazioni avverse sia in quelle favorevoli; placò le contese e gli odi in pace e in guerra. Visse fino alla vecchiaia, osservò sempre le leggi dello Stato, represse la flessibilità e la troppa lussuria, esercitò la pietà e la fede.

L'Imperatore Tito

Rerum scriptores imperatorem Titum tradunt mitem ac munificum et excelsis virtutibus natura praeditum fuisse. Omnibus beneficia concessit, alienis rebus se abstinuit, in bello audacem strenuumque se praebuit, cum patre particeps et tutor Imperii fuit. Saepe amici Tito obicebant eum omnium preces exaudire; is autem dicebat se beatum esse omnibus benefacientem.
Quondam inter cenam recordatus se toto die nihil boni erga cives suos egisse, memorabilem voce edidit:-Amici,diem perdidi- quapropter Merito Amor et Deliciae Generis Humani a Romanis appellatus est.

Gli scrittori tramandano che Tito fu mite e generoso e dotato per natura di eccellenti virtù. Concedette benefici a tutti, si astenne dalle situazioni avverse, si mostrò audace e valoroso in battaglia, fu partecipe con il padre e difensore dell'Impero. Spesso gli amici rinfacciavano a Tito il fatto che lui esaudiva tutte le preghiere; ma egli diceva che lui era contento quando faceva bene a tutti. Un giorno durante la cena, ricordatosi che lui durante tutto il giorno non aveva fatto niente di buono verso i suoi cittadini, con memorabile voce disse: - Amici, ho perso la giornata - perciò fu chiamato dai Romani "Degno d'amore" e "Delizia del Genere Umano".

Non trovo il testo della terza, se scrivi tutto il testo possiamo tradurla ;)
:hi
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