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  • Correzione di : Mario vincitore dei Cimbri e dei Teutoni

daddo--093
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Buondì a tutti..ho in programma domani di farmi fare la prima interrogazione del quadrimestre..e volevo chiedervi giusto se potevate coreggermi questa versione..grazie in anticipo :)

Mario vincitore dei cimbri e dei teutoni
Cum Romani cognovissent Cimbros et Teutones ex finibus Germaniae excesisse et in Galliam atque in Italiam descendisse, magno timore perterriti sunt. Recordabantur enim Germanos olim in Galliam migravisse et Gallos gravissimis cladibus adflictavisse. At senatus animo non defecit (si perse) et contra eos Marium Consulem, virum fortissimum et rei militaris peritissimum, cum ingentibus copiis misit. Tradunt rerum scriptores barbaros a Mario bis devictos esse, primum apud Aquas Sextias in Provincia Gallica, deinde apud Vercellas in Gallia Citeriore. Cum Marii nuntii Romam nuntiaverunt Romanos in duobus proeliis victores fuisse et barbaros profligatod esse, magna fuit in urbe omnium civium laetitia quia videbant rem publicam salvam esse et ingens periculum depusum esse. Sperabant enim Germaniae feras gentes, post tot et tantas clades, numquam rursus in Italiam descensuras esse.

Avendo i Romani saputo che i cimbri e i teutoni erano usciti dai confini della Germani e che si erano diretti in Italia, furono spaventati dal grande timore. Si ricordavano infatti che i Germani una vota erano migrati in Gallia e che i Galli li avevano sconfitti con grandi stragi. Ma il senato non si perse di animo e mandò contro quelli il console Mario, uomo fortissimo e assai esperto di arte militare con ingenti truppe. Dicono che gli storici che i barbari siano stati vinti due volte da Mario, la prima presso le acque Sestie nella provincia gallica, la seconda presso Vercella nella gallia citeriore. Quando i nunzi di Mario annunciarono a Roma che i romani erano stati vincitori in due combattimenti e che i barbari erano stati sconfitti, grande fu in città la gioia di tutti i cittadini poichè vedevano che lo stato era salvo e che il grande pericolo era stato scacciato. Speravano infatti che i feroci popoli della germania, dopo tali e tante stragi, mai si sarebbero avvicinati in Italia.
silmagister
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Mario vincitore dei cimbri e dei teutoni


Avendo i Romani saputo che i cimbri e i teutoni erano usciti dai confini della Germania e che si erano diretti erano scesi in Italia, furono spaventati ( meglio = colpiti )da una grande paura. Si ricordavano infatti che i Germani una vota erano migrati in Gallia e che i Galli li avevano sconfitti avevano abbattuti con grandi stragi gravissime sconfitte. Ma il senato non si perse di animo e mandò con ingenti truppe contro quelli il console Mario, uomo fortissimo e assai esperto di arte militare . Dicono che gli storici che i barbari fossero stati vinti due volte da Mario, la prima presso le acque Sestie nella provincia gallica, la seconda presso Vercelli, nella gallia citeriore. Quando i messaggeri ( portavoce )di Mario annunciarono a Roma che i romani erano stati vincitori in due combattimenti e che i barbari erano stati sconfitti, grande fu in città la gioia di tutti i cittadini poichè vedevano che lo stato era salvo e che il grande pericolo era stato scacciato. Speravano infatti che i feroci popoli della germania, dopo tali e tante sconfitte, non sarebbero mai scesi nuovamente in Italia.



Cum Romani cognovissent /// Cimbros et Teutones ex finibus Germaniae excesisse et in Galliam atque in Italiam descendisse, /// magno timore perterriti sunt. Recordabantur enim /// Germanos olim in Galliam migravisse et Gallos gravissimis cladibus adflictavisse. At senatus animo non defecit (si perse) et contra eos Marium Consulem, virum fortissimum et rei militaris peritissimum, cum ingentibus copiis misit. Tradunt rerum scriptores /// barbaros a Mario bis devictos esse, primum apud Aquas Sextias in Provincia Gallica, deinde apud Vercellas in Gallia Citeriore. Cum Marii nuntii Romam nuntiaverunt /// Romanos in duobus proeliis victores fuisse et barbaros profligatos esse, /// magna fuit in urbe omnium civium laetitia /// quia videbant /// rem publicam salvam esse et ingens periculum depulsum esse. Sperabant enim Germaniae feras gentes, post tot et tantas clades, numquam rursus in Italiam descensuras esse.

principali
cum narrativo
infinitive
causale
temporale

ciao daddo--093 :hi
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