bibbina..
bibbina.. - Sapiens - 410 Punti
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mi serve urgentemente qst versione..spero proprio che qlcn me la trovi..
disperazione di ottavia per la perdita del figlio augusto. seneca.
inizio : octavia, soror augusti, amisit filium iuvenem marcellum, adulescentem animo alacrem, ingenio potentem, patientem laborum, voluptatibus alienum.
grazie.
freddytvb
freddytvb - Genius - 10322 Punti
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Prova su questo sito:
http://www.splash.it/latino/?path=/seneca
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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la fine?
bibbina..
bibbina.. - Sapiens - 410 Punti
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su quel sito nn c'è.. e nn capisco cosa intendi con la fine.. :lol
freddytvb
freddytvb - Genius - 10322 Punti
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Ti chiedeva la fine della versione credo...
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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freddytvb : Ti chiedeva la fine della versione credo...
SI!
bibbina..
bibbina.. - Sapiens - 410 Punti
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te la scrivo tutta..
octavia, soror augusti, amisit filium iuvenem marcellum, adulescentem animo alacrem, ingenio potentem, patientem laborum, voluptatibus alienum.
nullum finem per omne vitae suae tempus flendi gemendique fecit; ne avocari quidem se passa est intenda in unam rem et toto animo adfixa talis pero omnem vitam fuit qualis in funere, non solum non ausa consurgere, sed etiam adlevari recusans. nullam habere imaginem filii carissimi patiebatur, nullam sibi de illo fieri mentiorem. in odium habebat omnes matres. tenebris et solitudini familiarissima, ne ad fratrem quidem respicens, carmina celebrandae marcelli memoriae composita reiecit et aures suas ad fratrem quidem respicens, carmina celebrandae marcelli momorie composita reiecit et aures suas adversus omne solacium clusit. a sollemnibus officiis seducta et ipsam magnitudinis fraternae nimis circumlucentem fortunam exosa, defodit se et abdidit. adsidentibus liberis, nepotibus, lugubrem vestem numque deposuit
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Octauia et Liuia, altera soror Augusti, altera uxor, amiserunt filios iuuenes, utraque spe futuri principis certa: Octauia Marcellum, cui et auunculus et socer incumbere coeperat, in quem onus imperii reclinare, adulescentem animo alacrem, ingenio potentem, sed frugalitatis continentiaeque in illis aut annis aut opibus non mediocriter admirandae, patientem laborum, uoluptatibus alienum, quantumcumque inponere illi auunculus et, ut ita dicam, inaedificare uoluisset laturum; bene legerat nulli cessura ponderi fundamenta. Nullum finem per omne uitae suae tempus flendi gemendique fecit nec ullas admisit uoces salutare aliquid adferentis, ne auocari quidem se passa est; intenta in unam rem et toto animo adfixa, talis per omnem uitam fuit qualis in funere, non dico non [est] ausa consurgere, sed adleuari recusans, secundam orbitatem iudicans lacrimas mittere. Nullam habere imaginem filii carissimi uoluit, nullam sibi de illo fieri mentionem. Oderat omnes matres et in Liuiam maxime furebat, quia uidebatur ad illius filium transisse sibi promissa felicitas. Tenebris et solitudini familiarissima, ne ad fratrem quidem respiciens, carmina celebrandae Marcelli memoriae composita aliosque studiorum honores reiecit et aures suas aduersus omne solacium clusit. A sollemnibus officiis seducta et ipsam magnitudinis fraternae nimis circumlucentem fortunam exosa defodit se et abdidit. Adsidentibus liberis, nepotibus lugubrem uestem non deposuit, non sine contumelia omnium suorum, quibus saluis orba sibi uidebatur.

Ottavia e Livia, la prima sorella di Augusto, l’altra moglie, persero i figli giovanetti, entrambe con la sicura speranza di un futuro imperatore: Ottavia perse Marcello, al quale aveva cominciato a dedicare le proprie attenzioni lo zio e suocero, su cui riposare il peso dell’impero, giovanetto animoso, dall’acuto intelletto, ma di parsimonia e di moderazione sommamente ammirevoli in quegli anni e con quei mezzi, resistente alle fatiche, estraneo ai piaceri, capace di sopportare tutto ciò che, per grande che fosse, lo zio volesse imporgli e, per così dire, costruirgli addosso; aveva scelto bene delle fondamenta che non sarebbero venute meno sotto nessun peso. Per tutta la sua vita Ottavia non smise mai di piangere e di gemere, non ascoltò nessuna parola apportatrice di un qualche conforto, e non si lasciò nemmeno distrarre; con la mente rivolta ad un’unica cosa e con un solo pensiero nell’animo, trascorse l’intera sua esistenza come ad un funerale, non dico che non osò risollevarsi, ma rifiutando di farsi sollevare, ritenendo il cessare dalle lacrime come un secondo lutto. Non volle avere nessuna immagine del figlio carissimo, né che le si facesse nessun accenno su di lui. Odiava tutte le madri e soprattutto inveiva contro Livia, poiché le sembrava che fosse trasmigrata nel figlio di lei la felicità promessa a lui. Rifugiatasi nel buio e nella solitudine, senza dare ascolto neppure al fratello, rifiutò i carmi composti per celebrare la memoria di Marcello ed altre onorificenze letterarie e chiuse le proprie orecchie ad ogni conforto. Si tenne in disparte dalle funzioni solenni e, presa in odio la stessa fortuna della grandezza del fratello che troppo le rifulgeva attorno, si seppellì e si nascose. Non dismise la veste da lutto in presenza dei figli e dei nipoti, non senza offesa per tutti i suoi, dei quali si sentiva priva, pur essendo essi vivi.

La tua vers è un adattamento di questa, fai una selezione dei pezzi che ti sono utili!
bibbina..
bibbina.. - Sapiens - 410 Punti
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grazie mille..mi hai salvato.
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Prego;)!
pukketta
pukketta - Mito - 72506 Punti
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-closed-
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