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  • Alessandro Magno,ubriaco, uccide Clito versione di GIUSTINO

silvia.gaudenzi
silvia.gaudenzi - Erectus - 50 Punti
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Alexander solemni die amicos .....
giu92d
giu92d - Genius - 7167 Punti
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Benvenuta!:lol

Ecco a te:

Alexander sollemni die amicos in convivium convocat. Ubi orta inter ebrios rerum a Philippo gestarum mentione, ipse se patri praeferre coepit,assentate maiore convivarum parte. Itaque cum unus e senibus, Clitus, fiducia amicitiae regis, memoriam Philippi tueretur, laudaretque eius res gestas, Alexander adeoira eraxit, ut telo a satellite rapto Clitum in convivio trucidaret. Sed postquam satiatus caede animus conquievit et in irae locum successit aestimatio, pigere eum facti coepit. Eodem igitur furore in paenitentiam, quo pridem in iram, versus, mori voluit. Primum in fletus progressus, amplecti coepit mortuum, vulnera tractare et confiteri dementiam; denique arreptum telum in se vertit, peregissetque facinus, nisi amici intervenissent. Mansit haec voluntas moriendi etiam sequentibus diebus. Paenitentiae enim accesserat nutricis suae, sororis Cliti, recordatio, cuius eum maxime pudebat, quod tam foedam illi alimentorum suorum mercedem reddiderat. Ob haec illi quadriduo perseverata inedia est, donec exercitus universi precibus exoratus est, ne ita morte unius doleret, ut universos perderet.

Alessandro in un giorno solenne Invita i suoi amici ad un banchetto. Quando sorse tra gli ubriachi il discorso sulle imprese di Filippo, cominciò a ritenere se stesso superiore a suo, padre con il consenso della maggior parte degli invitati. Allora quando uno dei vecchi amici, Clito, fidando nell'amicizia che lo legava re, prese le difese della memoria di Filippo e ne lodava le gesta, Alessandro si adiro a tal punto che, sottratto un pugnale da una guardia, uccise Clito durante il banchetto. Ma dopo che si calmò il suo animo, appagato dalla strage e subentrò la stima al posto dell’ira,cominciò a pentirsi del fatto. A quanto detto dunque, spinto dalla stessa follia che poco prima l’aveva spinto all’ira volle morire. Dapprima scoppiò in lacrime, e cominciò ad abbracciare il cadavere, a toccare le ferite mortali e ad ammettere la sua colpa; allora rivolse verso di sè il pugnale afferrato, e si sarebbe ucciso se non fossero intervenuti gli amici. Questa volontà di morire durò anche nei giorni seguenti. Infatti al rimorso per la sua nutrice si era sommato il ricordo, sorella di Clito, della cui mancanza egli si vergognava soprattutto perché le aveva dato una ricompensa così crudele in cambio dei suoi insegnamenti. Per questi motivi per quattro giorni egli proseguì il suo digiuno, finché fu convinto dalle esortazioni dell’intero esercito, a non distruggersi per la morte di un solo uomo al punto di mandare in rovina tutti gli altri.

Ciao Silvia
:hi
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