cirospecial
cirospecial - Inattivo - 0 Punti
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salve ragazzi.. mi servirebbero delle versioni...voi ditemi qll ke avete trovato...

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Fatale esitazione di annibale - Lexis pag 108 n 1

in proelio apud Cannas inter romanos poenosque magna Romanorum militum multitudo occubuit. parvus superstitum...

...et Hannibalis superiores victorias frustraverunt.
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L'inganno delle Sirene - Lexis pag 109 n 2

Inter furorem procellarum et asperas insidias scopulorum et dolos gurgitum, antiqui in mari videbant etiam Sirenes...

...dux caros socios subripuit fascinationi fallacium Serenum.
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I pigmei - Lexis pag 118 n 1

Pygmaei, populus fabulosus parvulorum hominum, in Africa apud Oceanum habitant...

...ad mare descendunt, ova pullosque gruum devorant.
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PER IL MOMENTO POSSONO BASTARE...MI FARESTE UN GRANDE FAVORE...GRAZIE IN ANTICIPO...
Scoppio
Scoppio - Mito - 26022 Punti
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Fatale esitazione di Annibale

In proelio apud Cannas inter Romanos Poenosque magna Romanorum militum multitudo occubuit. Parvus superstitum numerus per Italiae oppida, sine armis cibique expers, fuga salutem incolumitatemque quaerebat. Hannibal, laetus ob tantam victoriam, sine mora ac cito itinere cum copiis Romae appronpinquavit. Tunc terror Romanos invasit. Etenim intra urbis moenia paucae vigiliae erant et legiones in dissitis regionibus castra habebant. Tunc Maharbal, Carthaginiensium equitum dux, Hannibali dixit: < Imperator, si omnes copias contra hostes miseris, sine dubio Romam expugnabimus>. Sed Poenorum imperator Maharbalis verba neglexit: virtutem enim Romanorum etiam post Cannensem cladem timebat. Hannibalis cuncatio Carthaginiensibus perniciosa fuit: variae fortunae favor victores deseruit Quiritiumque populum adiuvit. Consules novas tironum legiones conscripserunt et Hannibalis superiores victorias frustraverunt.

Nella battaglia presso Canne tra i Romani e i Cartaginesi morì una grande quantità di militari Romani. Un piccolo numero di superstiti cercava la salvezza e l'incolumità con la fuga tra le città d'Italia, senza armi e privo di cibo. Annibale, felice per tanta vittoria, presto e senza indugio si avvicinò in viaggio a Roma con le truppe. Allora il terrore invase i Romani. Infatti all'interno delle mura della città c'erano poche sentinelle e le legioni avevano gli accampamenti nelle regioni situate lontano. Allora Maharbal, capo della cavalleria di Cartagine, disse ad Annibale:"Imperatore, se inviate tutte le truppe contro i nemici, senza dubbio espugneremo Roma". Ma l'imperatore dei Cartaginesi non considerò le parole di Maharbal: infatti temeva la virtù dei Romani anche dopo la sconfitta di Canne. L'esitazione di Annibale fu rovinosa per i Cartaginesi: il favore della sorte incostante abbandonò i vincitori e aiutò il popolo dei Quiriti. I consoli annessero le nuove legioni delle reclute e resero vane le precedenti vittorie di Annibale.

:hi
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120308 Punti
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Dovrebbero essere queste, ma non posso avere certezze dal momento che non hai postato i testi latini interi: ricontrollale, è meglio ;)

L'inganno delle sirene

Gli antichi vedevano nel mare, tra la furia delle tempeste e le aspre insidie degli scogli e i tranelli dei vortici, anche le sirene. Infatti udivano spesso le voci seducenti delle sirene. Quando le lusinghe (adulazioni) delle sirene erano giuntealle orecchie dei marinai, i naviganti interrompevano il lavoro dei remi e delle gomene e le navi procedevano veloci senza l’attenzione del timoniere. Ma le sirene trasportavano gli incauti marinai verso le rupi e verso una morte orribile. Le ossa dei navigatori (marinai) mostravano ai viaggiatori l’orrendo tranello a causa delle insidie delle sirene, ma le voci delle sirene erano suadenti e molti marinai stranieri cadevano nel tranello. Le sirene avevano adescato anche i fragili animi dei compagni di Ulisse, tuttavia l’astuto itacese sottrasse due cari amici all’incantesimo delle ingannevoli sirene.

I Pigmei

I Pigmei, popolo leggendario di piccoli uomini, abitano in Africa presso l’Oceano, come narrano molti scrittori di favole. La popolazione non è dedita ai piaceri del corpo, ma è bellicosa, pronto a sostenere le fatiche: infatti curano le coltivazioni nei campi e d’inverno conservano i viveri nei granai, come fanno le formiche. Costruiscono le case con il fango. In primavera combattono contro le gru; le gru saccheggiano le sementi nei campi dei Pigmei e sono causa di estrema povertà. Allora i Pigmei si siedono sopra i dorsi di capre ed arieti, si dirigono verso il mare e divorano le uova e i pulcini delle gru.
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