Dreik Adrianovich Seras
Dreik Adrianovich Seras - Ominide - 6 Punti
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Salve a tutti, sono nuovo da queste parti, prima di scrivere questo post ho cercato una pagina di presentazione ma senza risultati, quindi se me la potete linkare ve ne sarei grato.

Ad ogni modo, come da titolo, stavo cercando un nesso tra lo scrittore G. Verga e il mare per un saggio che volevo esporre in classe. Mentre leggevo il libro dei Malavoglia ho notato che c'è sempre una descrizione particolare del mare, viene spesso citato e rappresentato come una presenza che condiziona le vicende dell'uomo, dalla Battaglia di Lissa all'addio di 'Ntoni essa rappresenta la guerra, la nostalgia e altri elementi che hanno un certo peso all'interno della trama di questo Romanzo, quello che volevo sapere è se ci sono riferimenti in altre opere dello scrittore e in che modo essa viene descritta; purtroppo a causa del lavoro ho poco tempo per dedicarmi pienamente alla stesura del saggio, ma nel frattempo, se mi consigliate dei libri o dei siti dal quale possa ricavarne qualcosa mi fareste davvero un gran favore!
Grazie in antipico e buon 2013 a tutti!
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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ciao Dreik, benvenuto fra noi.
la tua intuizione è buona, in effetti per Verga il mare è qualcosa di più di un elemento naturale verista, sarà la sua sicilanità, sarà il fascino dell'elemento acquatico, ma solo acqua non è, tant'è che persino il suo ideale di vita, quello dell'ostrica, lo richiama esplicitamente.
nelle novelle rusticane c'è questo racconto dedicato al mare:
http://bepi1949.altervista.org/tutte/ladelmar.htm

qui puoi trovare le citazioni sul mare presenti nelle sue opere, così farai meno fatica:
http://it.wikiquote.org/wiki/Giovanni_Verga#Citazioni

e qui un accenno al mare in letteratura italiana,
" Il siciliano Verga, con I Malavoglia (che ha ispirato uno dei rari, e il più ambizioso dei film del neorealismo dove il mare è una presenza vera e dominante, La terra trema di Luchino Visconti), dimostrò ancora una volta che il mare era paura, minaccia. Il quieto Mediterraneo di un tempo non sembrava più umano e controllabile, nell’Italia-nazione, e il mondo dei pescatori e dei marinai doveva ancorarsi alla terra, decisamente, saldamente. Il mare è amaro e mette paura, il mare è fatica e insicurezza, il mare è guerra (Lissa). Dal mare sono venute ieri le minacce esterne, i saraceni e i turchi delle provvisorie invasioni su coste malamente difese. Ma soprattutto, diceva Verga, “il mare non ha paese”, la sicurezza è la terra. Fino a tempi recenti, e posso testimoniarlo direttamente, erano pochi i pescatori siciliani che sapessero nuotare. E spesso le loro sortite notturne o diurne con la lampara o sui pescherecci a motore che si potevano spingere più lontano, erano un'aggiunta e un intervallo, erano spesso un secondo lavoro rispetto a quello del contadino.
da [url=https://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache:1qymolOukusJ:www.culturemediterranee.org/downloads/Il%2520mare%2520letterario.doc+&hl=it&gl=it&pid=bl&srcid=ADGEESi0cieB_pBOpfd9F5lU08kcQrbaDbG4whpWq8fbIT7bekkfS0M51KVuGz8LBMklP4y2C7zDvthW41brzniqmqDSz6zvU3-nVbdSuYRBKFZKHmDVKgFiljIEGsan7_7q20byqMFN&sig=AHIEtbQ3_t4mK2RFVNfcixNVtpCWG1oVDQ]qui[/url]
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