orsetto sincero
orsetto sincero - Habilis - 182 Punti
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mi servono i commenti delle poesie di ungaretti:
sono una creatura
san martino del carso
fratelli
grz...
klok
klok - Genius - 50567 Punti
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Sono una creatura:
Il San Michele (luogo della poesia) è un monte del Carso ricordato per le sanguinose battaglie combattute durante la prima guerra mondiale, E' una zona aspra e arida. Formato da rocce porose, la pioggia non ha tempo a toccare terra che già viene assorbita dal terreno permeabilissimo. Simile all'acqua che viene immediatamente assorbita dal terreno è il pianto del poeta, un pianto senza lacrime, un dolore intimo che prosciuga l'anitna. Quasi come se la pace della morte si debba scontare con le sofferenze della vita.

San martino....:
Le prime due strofe sono legate da un’anafora (di queste case… di tanti) , da una rima identica (non è rimasto…. Non è rimasto). Tali scelte sono significative poiché comunque indicano che le due strofe sono collegate tra di loro: il PARALLELISMO che le unisce ulteriormente spiega perché l’autore ha voluto così strutturare la poesia. Nella prima strofa infatti l’immagine che prevale è un’immagine del mondo esterno : il paese, dopo i bombardamenti è distrutto è non sono rimaste tracce di case o comunque non sono rimaste tracce di vita umana , mentre nella seconda strofa l’immagine che prevale è l’immagine del mondo interiore del poeta, un mondo anch’esso devastato più del paese poiché se nel paese almeno sono rimaste delle tracce, di tutti i suoi parenti o amici non è rimasto niente. Da notare è l’utilizzo della parola BRANDELLO la quale pur essendo un’unica parola riesce già ad istituire un paragone tra i resti delle case che appunto vengono paragonati a stracci rotti ed inusabili.
Si può dunque dire che questi ELEMENTI rafforzano maggiormente il PARALLELISMO tra il mondo esterno ed interno dell’uomo ed evidenziano il contrasto tra l’immagine della guerra vista esteriormente (e dunque con maggiore oggettività) e la stessa immagine vista però interiormente con l’esperienza di chi l’ha vissuta e la sta vivendo. Inoltre l’attenzione si ferma anche sulla parola CORRISPONDEVANO che non è irrilevanti, infatti egli avrebbe potuto benissimo scrivere AMICI ma non l’ha fatto poiché sarebbe stato troppo comune e non avrebbe amplificato sensibilmente il fatto che è ha perso persone a cui voleva veramente bene.
Proseguendo la terza strofa comincia con una congiunzione avversativa MA molto importante perché comunque sta a significare che di fronte a tanta distruzione e di fronte alla scomparsa totale di tutti i suoi cari, il poeta non li dimenticherà mai poiché il suo cuore, paragonato ad un cimitero con la metafora NESSUNA CROCE MANCA, li ricorderà tutti .
Come le prime due strofe anche le ultime due sono collegate da un’ANAFORA (CUORE) e comunque da un parallelismo che richiama la stessa immagine dell’interiorità, rappresentata dal cuore del poeta, e l’esteriorità con la METAFORA “ è il paese più straziato” perché comunque nonostante la distruzione “oggettiva” quello che soffre maggiormente è il cuore del poeta definito STRAZIATO.
Concludendo si può dire che la poesia è basata su un parallelismo tra il paese distrutto di san Martino del Carso ed il cuore straziato del poeta, paragonato ad un paese, sono presenti continui rimandi tra l’esperienza del poeta e la realtà oggettiva, inoltre vi è una circolarità che unisce la poesia dovuta al fatto che si comincia con la parola CASE e si conclude con la parola PAESE.

Fratelli:
In questa lirica il fante-poeta esprime il senso della fragilità dell’esistenza dei soldati. E’ notte. L’aria è squarciata dai lampi e dai suoni della battaglia in corso. Due reparti di combattenti si incontrano sulla linea del fronte. Forse si salutano e si scambiano notizie flash. Il termine chiave della poesia è, però, la parola fratelli, che allude ad uno dei temi fondamentali del primo Ungaretti, dal poeta stesso indicato: la "fraternità degli uomini nella sofferenza".
La poesia si snoda come una sorta di commento alla domanda iniziale, che tuttavia rimane senza risposta, perché ciò che conta non è la domanda, bensì la definizione…non il reggimento, ma l’appellativo fratelli. Il cosmopolita soldato Ungaretti, che fin da bambino ha avuto contatti con persone di ogni nazionalità, partito volontario per la guerra, riconosce, a contatto con altri commilitoni, che portano sui volti la sua stessa sofferenza e l’angoscia dei disagi della guerra, l’uomo che è nel soldato e sente pulsare nel suo cuore quel senso di fraterna solidarietà, che lega particolarmente gli esseri umani sradicati ed esposti alle bufere della vita. Quando il buio avvolge tutte le cose e soprattutto le persone, la voce del fante-poeta si leva ad ammonire e a ricordare ciò che molti sembrano aver dimenticato: l’amore per l’uomo…la sola legge che renda fratelli.
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