brothh
brothh - Sapiens - 383 Punti
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mi aiutate a fare delle domande di questa favola:

E fra un discorso e l'altro, Cervio, un mio vicino,
racconta, come capita,
le favolette della nonna.
Se per esempio uno di noi esalta
le ricchezze di Arellio,
ignorando i guai che comportano,
incomincia cos?:
C'era una volta
un topo di campagna
che nella sua povera tana
ebbe ospite un topo di citt?,
come per vecchi vincoli si accoglie un vecchio amico:
ruvido e attaccato ai suoi risparmi,
ma non al punto da negare il suo animo gretto
ai doveri dell'ospitalit?.
In poche parole, non gli fece mancare
n? i ceci che aveva messo da parte,
n? i lunghi chicchi dell'avena,
e, portandoli in bocca, gli offr? acini passiti
e pezzetti di lardo rosicchiati,
cercando di vincere con la variet? dei cibi
la riluttanza dell'amico,
che a mala pena assaggiava le singole vivande
con fare indisponente,
mentre sdraiato sulla paglia fresca
il padrone di casa si mangiava farro e loglio,
lasciando all'altro i bocconi migliori.
Alla fine il cittadino gli disse:
'Che gusto c'?, amico mio, a vivere di stenti
sulle pendici di questo bosco scosceso?
Non ti pare che alle foreste inospitali
siano da preferire uomini e citt??
Dammi retta, mettiti in cammino con me,
visto che le creature terrestri
anima mortale hanno avuto in sorte
e che, piccoli o grandi,
non si sfugge alla morte:
perci?, mio caro, finch? t'? concesso,
goditi le gioie che d? la vita
e ricorda quanto questa sia breve'.
Scosso da questi suoi discorsi,
il campagnolo balza lesto dalla tana,
ed eccoli correre insieme
sul loro itinerario,
ansiosi d'insinuarsi nottetempo
nelle mura della citt?.
E gi? la notte era a met? del suo corso celeste,
quando i due mettono piede in un palazzo sontuoso,
dove su divani d'avorio
splendeva un drappo tinto di rosso scarlatto
e dove una quantit? di vivande,
avanzate da una cena opulenta,
erano in un canto riposte
dal giorno avanti in canestri ricolmi.
Sistemato che ebbe il campagnolo
lungo disteso su un drappo di porpora,
l'ospite con l'agilit? di un servo
si mette a scorrazzare avanti e indietro,
serve portate una dopo l'altra
e assolve al servizio come un domestico,
assaggiando per primo tutto ci? che porta.
Quello si gode sdraiato la nuova condizione
e in mezzo a tante leccorn?e
fa la parte del convitato soddisfatto,
quando a un tratto un gran fracasso di porte
li fa balzare gi? dal letto.
E via impauriti a correre
qua e l? per la sala
e in pi? senza fiato, tremanti,
come nell'immenso palazzo
rimbombano i latrati dei molossi.
Allora il campagnolo sbotta:
'Non so che farmene di questa vita',
e 'stammi bene: il bosco e la mia tana,
sicura dai pericoli,
mi compenseranno delle mie povere lenticchie'.

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1)quali sono i motivi di originalità che si possono rintracciare nella favola del topo di campagna e del toopo di città?
2)perchè orazio fa raccontare la favola al vicino cervio anzichè raccontarla in prima persona?
3)ricerca nel testo i passi più significativi per la caratterizzazione pscologica dei due protagonisti.
4)individua gli arcaismi secondo te perchè li ha utilizzati?

grazie
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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l'originaltà sta nel metetre sopra a tutto la propria tranquillità. I valori classici della società romana (l'impegno politico, la gloria, il prestigio) vengono messi in secondo piano a favore del privato e del tranquillo otium, magari anche lontano dalle comodità mondane.

E fra un discorso e l'altro, Cervio, un mio vicino,
racconta, come capita,
le favolette della nonna.
Se per esempio uno di noi esalta
le ricchezze di Arellio,
ignorando i guai che comportano,
incomincia cos?:
C'era una volta
un topo di campagna
che nella sua povera tana
ebbe ospite un topo di citt?,
come per vecchi vincoli si accoglie un vecchio amico:
ruvido e attaccato ai suoi risparmi,
ma non al punto da negare il suo animo gretto
ai doveri dell'ospitalit?.
In poche parole, non gli fece mancare
n? i ceci che aveva messo da parte,
n? i lunghi chicchi dell'avena,
e, portandoli in bocca, gli offr? acini passiti
e pezzetti di lardo rosicchiati,
cercando di vincere con la variet? dei cibi
la riluttanza dell'amico,
che a mala pena assaggiava le singole vivande
con fare indisponente,
mentre sdraiato sulla paglia fresca
il padrone di casa si mangiava farro e loglio,
lasciando all'altro i bocconi migliori.
Alla fine il cittadino gli disse:
'Che gusto c'?, amico mio, a vivere di stenti
sulle pendici di questo bosco scosceso?
Non ti pare che alle foreste inospitali
siano da preferire uomini e citt??
Dammi retta, mettiti in cammino con me,
visto che le creature terrestri
anima mortale hanno avuto in sorte
e che, piccoli o grandi,
non si sfugge alla morte:
perci?, mio caro, finch? t'? concesso,
goditi le gioie che d? la vita
e ricorda quanto questa sia breve'.
Scosso da questi suoi discorsi,
il campagnolo balza lesto dalla tana,
ed eccoli correre insieme
sul loro itinerario,
ansiosi d'insinuarsi nottetempo
nelle mura della citt?.
E gi? la notte era a met? del suo corso celeste,
quando i due mettono piede in un palazzo sontuoso,
dove su divani d'avorio
splendeva un drappo tinto di rosso scarlatto
e dove una quantit? di vivande,
avanzate da una cena opulenta,
erano in un canto riposte
dal giorno avanti in canestri ricolmi.
Sistemato che ebbe il campagnolo
lungo disteso su un drappo di porpora,
l'ospite con l'agilit? di un servo
si mette a scorrazzare avanti e indietro,
serve portate una dopo l'altra
e assolve al servizio come un domestico,
assaggiando per primo tutto ci? che porta.
Quello si gode sdraiato la nuova condizione
e in mezzo a tante leccorn?e
fa la parte del convitato soddisfatto,
quando a un tratto un gran fracasso di porte
li fa balzare gi? dal letto.
E via impauriti a correre
qua e l? per la sala
e in pi? senza fiato, tremanti,
come nell'immenso palazzo
rimbombano i latrati dei molossi.
Allora il campagnolo sbotta:
'Non so che farmene di questa vita',
e 'stammi bene: il bosco e la mia tana,
sicura dai pericoli,
mi compenseranno delle mie povere lenticchie'.

credo che i termini pomposi (riferiti all'astronomia, alle suppellettili e in parte con vena filosofegginate) servano a dare un tono alto a una storiella che non ha per protagonisti grandi personaggi ma topi e a rendere il contrasto fra pretese e apparenze da un lato e realtà dall'altro.

:sherlock Prego!
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