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  • Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti (recensione?

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Babymuffin
Babymuffin - Ominide - 42 Punti
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Ciao..
devo fare la recensione di ti prendo e ti porto via e dovrei sapere queste cose:
-Quali sono i temi che affronta il testo..
-le informazioni che danno il titolo e il sottotitolo..
-quali sono i personaggi principali e la loro descrizione fisica..
-quali sono i personaggi secondari..
-I sentimenti e gli ideali dei personaggi...
-dove si svolgono i luoghi...
-il luogo cambia o rimane sempre lo stesso..
-se il narratore è esterno o interno..
-se ci sono sia parti descrittive che nerrative...
-ritmo è lento o veloce..
-linguaggio è semplice o complesso..
-lo stile è realistico colloquiale difficile brillante o ironico..
-i periodi sono semplici o complessi...
-l'insegnamento morale, le idee che l'autore ci vuole comunicare..
-mi è piaciuto il libro.. e perchè?
-mi ha divertito, commosso, incuriosito, annoiato, non l'ho capito, ma ha annoiata ecc...
-a chi lo consiglieresti e perchè??
michaeljacksondebest
michaeljacksondebest - Erectus - 132 Punti
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TEMI:
Il libro di Ammaniti affronta temi universali: l'amicizia, l'amore, il rapporto tra ragazzi, il sesso (anche crudo), l'odio, la vendetta, i tradimenti e i rapporti familiari.
I PERSONAGGI:Il libro racconta le vicende di Pietro Moroni e Graziano Biglia, in uno straordinario intreccio di fatti. Le loro due storie, infatti, scorrono parallele per quasi tutto il romanzo, ricongiungendosi solo nel finale.
Pietro è un timido studente di scuola media, figlio di una famiglia molto problematica, innamorato della sua compagna di classe, Gloria. La ragazza, figlia di una buona famiglia borghese, vive un'esistenza opposta alla sua, ma proprio per queste differenze intreccia una forte amicizia con il ragazzo. Il romanzo comincia con la scoperta della bocciatura di Pietro e procede con un flashback che ci riporta indietro di sei mesi, per raccontarci le vicende dell'anno scolastico di cui sono protagonisti i due ragazzi.
Graziano, playboy fallito ed eterno adolescente, torna ad Ischiano Scalo dopo anni di bagordi, di sesso e di droga e qui scopre per la prima volta il vero amore. Si innamora infatti della professoressa Flora Palmieri, l'insegnante di Pietro, una donna sola e un po' strana, ma la storia d'amore si concluderà miseramente. Graziano lascia Flora, che cade in una terribile depressione ed impazzisce, ma sarà Pietro, incidentalmente, ad ucciderla, provocandole una scossa elettrica mentre ella è nella vasca da bagQui si intrecciano due storie d’amore tormentate quanto improbabili a causa delle differenze tra i protagonisti: quella tra Pietro e Gloria e l’amore tra Graziano Biglia e Flora Palmieri.
Gloria Celani è la bellissima figlia adolescente di un ricco dirigente d’azienda della zona: bionda,esile, molto desiderata dai ragazzi nonostante i suoi modo da maschiaccio, vive in una bellissima villa, amatissima dai genitori e circondata da ogni tipo di lusso. Non particolarmente devota allo studio, stringe amicizia (innamorandosene successivamente) col timido Pietro, un ragazzino figlio di una donna depressa e succube di un marito rozzo e violento, che non risparmia neppure ai suoi due figli umiliazioni e percosse.
Vive in una casa modesta, tra miseria e stenti, sognando un futuro migliore e vedendo nello studio l’unica via di riscatto: per questo motivo, Pietro è uno studente modello, ligio al proprio dovere, educato e rispettoso, grande amante degli animali, da adulto sogna di diventare un biologo. Mentre i suoi coetanei trascorrono il proprio tempo a bighellonare in paese, Pietro resta ore ed ore ad osservare le zanzare e le bisce nella laguna accanto al Paese, studiandone i comportamenti…
"Erano in caste differenti. La loro amicizia si era adattata alla situazione. Assomigliavano a un fiume sotterraneo che scorre invisibile e compresso sotto le rocce, ma appena trova uno spiraglio, una crepa, sgorga con tutta la sua impressionante potenza. Così, a prima vista, quei due potevano sembrarti due totali estranei, ma dovevi avere gli occhi foderati di prosciutto se non riuscivi a vedere come si cercavano sempre, come si sfioravano"
Graziano Biglia è un quarantaquattrenne playboy, musicista fallito che ha trascorso gran parte della sua vita tra sesso e bagordi di ogni genere. Dopo una tormentata storia d’amore con Erika Trettel, una ragazza bellissima di cui si innamora perdutamente, ricambiato solo per interesse, Graziano torna solo e sfiduciato ad Ischiano Scalo dove incontrerà il vero amore: Flora Palmieri, una donna sola, timidissima e riservata che insegna nella scuola del paese. Dall’aspetto gradevole ma trascurato, Flora non è molto amata dalla gente di Ischiano, probabilmente a causa del carattere schivo e per essersi trasferita da Napoli. Il Playboy Graziano, perennemente vestito con jeans sdruciti, camicie floreali e dai capelli lunghi e biondi, vede in quella donna graziosa ma che mortifica il suo corpo in abiti austeri, quello che non aveva mai visto in altre donne sempre troppo condiscendenti: l’amore.
RITMO: si divide in due filoni opposti ed inconciliabili: da una parte, i romanzo è lentissimo in cui l’azione è schiacciata e vilipesa da riflessioni e considerazioni e il personaggio si fa ricettacolo di idee meglio esprimibili in un saggio, dall’altra, quelli tutta-azione, popolati da una ragnatela di personaggi che vivono e si esprimono in maniera volgare e dovrebbero rappresentare, con molte forzature, la gioventù cannibale, che subisce ed impone gli orrori dell’esistenza
AMBIENTE:Il romanzo, che è stato spesso definito pulp, è ambientato in una cittadina inventata, Ischiano Scalo, della Maremma sita tra Lazio e Toscana, dove "il mare c'è ma non si vede".
SI ci sono parti descrittive e narrative(pochi ma buoni)
LINGUAGGIO:semplice, contemporanea, diretta
STILE:lo stile dell’autore sembrerebbe improntato a cogliere situazioni quotidiane nella loro crudezza.
Ti prendo e ti porto via è un romanzo- telenovela , scientemente composto con criteri cinematografici: la divisione in paragrafi brevissimi che si divorano come ciliegie, uno dopo l’altro, bulimicamente, senza troppa attenzione al gusto, richiama i brevi flash quotidiani di Beautiful e affini; il contemporaneo coinvolgimento di personaggi diversi, ognuno ancorato alla famiglia di origine, che pure lo spezza e lo umilia, è ripreso secondo la formula di Dallas e simili, a cui si deve anche, a mio avviso, l’omicidio finale, narratologicamente poco convincente; la staticità dei caratteri, fissi e grotteschi nelle loro manie, aiuta alla memorizzazione, non alla analisi.
Allo stesso modo sui personaggi rimangono incrostate le stimmate del grottesco: c’è il sempre violento, il sempre irresoluto, il sempre amorale, senza una vera evoluzione dei personaggi.
Ammaniti non lascia molto spazio alle spiegazioni: fa muovere i suoi burattini senza illustrare le dinamiche che a quel moto hanno portato e il lettore segue quelle acrobazie divertenti e drammatiche con l’inconsapevolezza con cui i topolini seguirono il pifferaio magico.
INSEGNAMNTO MORALE:il libro è drammatico e senza morale
LO CONSIGLIERESTI? di solito viene altamente sconsigliato nelle biblioteche.
IL NARRATORE è esterno.
COMMENTO: a te la scelta
-Questo libro è BELLISSIMO,Grottesco e surreale... Possiede tutti i gusti del mondo è dolce, amaro, crudo, inebriante.hai come la sensazione di essere su una giostra impazzita, e alla fine quando arrivi al capolinea hai solo voglia di piangere. Ciò che ti rimane è una strana sensazione di inquietudine....Mi ha stupito e tenuto incollata alle pagine, assolutamente da leggere e da tenere sempre a portata di mano nelle prime file della libreria. Bellissimo.(essere lecchina con la prof :angel )
-la trama del libro è banale, una cozzaglia di stereotipi spesso mal assortiti. La lettura sara' anche scorrevole ma non per questo un romanzo diventa un buon romanzo. Quello che cerca di fare l'autore è di darci uno spaccato di un'italia fià vista in mille salse, quella più rurale e terzomondista. Ma non c'è critica o compiacimento (che sarebbe già qualcosa) solo un vuoto di idee e di valori. Disperato infine il tentativo di inserire un "colpo di scena" a chiudere la storia.(dirle che faceva schifo :box :sega)
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