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  • testo argomentativo su manzoni !!

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cory99
cory99 - Ominide - 28 Punti
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notizie autobiografiche - punto di vista culturale- trama promessi sposi- parlare dei personaggi- il 5 maggio
aiutatemi xfavore !!!
*-*AndromedA*-*
*-*AndromedA*-* - Genius - 2467 Punti
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per la vita puoi vedere qui, c'è tutto: http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni;

PUNTO DI VISTA CULTURALE (sempre dal suddetto sito):
A differenza di altri artisti romantici, Manzoni condusse una vita appartata, priva di azioni o dichiarazioni spettacolari. La sua fama, grande già tra i contemporanei, è legata pertanto soprattutto alle sue opere, che segnano una tappa fondamentale:

-per il Romanticismo italiano, perché Manzoni espresse alti sentimenti patriottici, diventando un ispiratore del Risorgimento nazionale, e una profonda fede religiosa, cercando di mantenere un riferimento costante alla realtà e alla vicenda concreta degli uomini;

-per la nostra letteratura, perché con I promessi sposi ha posto le basi per l'italiano moderno e ha offerto il modello per il romanzo, una forma narrativa fino ad allora sconosciuta nella letteratura italiana.
-----------------------------
qui la trama dei promessi sposi:
http://it.wikipedia.org/wiki/I_Promessi_Sposi; ----> particolarmente interessante la descrizione dei personaggi nella tabella;

adesso x il 5 maggio intendi la parafrasi? e/o il commento?
nel dubbio, eccoteli:

PARAFRASI:
Napoleone è morto. Come il suo corpo rimase immobile dopo aver esalato l'ultimo respiro, così immobile rimase il mondo, colpito, stordito dall'annunzio,

ammutolito, pensando all'ultima ora dell'uomo del destino; nè sa quando il passo di un uomo altrettanto grande tornerà a percorrere le stesse orme macchiate di sangue.

Il mio ingegno poetico lo vide solitario vincitore ed in auge, e tacque e così continuò anche quando, con alterne fortune cadde, si risollevò e fu definitivamente sconfitto, non unendo la sua voce a quella di tanti altri poeti:

si innalza ora commossa, non contaminata di elogi servili e di vili insulti, all'improvvisa morte di una figura simile; e dedica alla tomba un canto che forse resterà eterno.

Dall'Italia all'Egitto, dalla Spagna alla Germania le azioni fulminee di quell'uomo senza esitazioni seguivano immediatamente il suo improvviso apparire; agì impetuoso dall'estrema punta dell'Italia fino al Don, dal Mediterraneo all'Atlantico.

Fu vera gloria? Lasciamo ai posteri la difficile sentenza: noi ci inchiniamo umilmente al Sommo Creatore che volle imprimere su di lui un sigillo più forte della sua potenza creatrice.

Egli sperimentò tutto: la tempestosa e trepida gloria di un grandissimo disegno, l'insofferenza di un animo ribelle che deve obbedire ma pensa al potere e poi lo raggiunge e ottiene un premio che sarebbe stato una follia sperare;

provò la gloria tanto più grande dopo il pericolo, la fuga e la vittoria, il potere e l'esilio umiliante; due volte sconfitto, due volte vincitore.

Egli si diede il nome: due epoche storiche tra loro opposte guardarono a lui rispettosamente come aspettando il destino; egli fece silenzio e si sedette tra loro come arbitro.

Nonostante tanta grandezza, improvvisamente scomparve e finì la sua vita in ozio, prigioniero in una piccola isola, bersaglio di immensa invidia e di rispetto profondo, di grande odio e di grande amore.

Come sulla testa del naufrago incombe e grava l'onda su cui poco prima lo sguardo del misero scorreva alto e proteso invano ad avvistare lontani approdi,

così sull'anima di Napoleone scese il peso dei ricordi. Oh, quante volte ha iniziato a scrivere le sue memorie! E quante volte su quelle pagine cadde la sua stanca mano!

Quante volte al tramonto stette con gli occhi bassi e le braccia conserte e lo assalì la malinconia e il ricordo del passato!

E ripensò agli accampamenti militari continuamente spostati, alle trincee, lo scintillare delle armi e l'avanzare della cavalleria, e agli ordini concitati e alla loro rapida esecuzione.

Ah, forse a tanto dolore cadde il suo spirito e si disperò, ma valido venne l'aiuto di Dio, che lo trasportò pietoso in una realtà più serena;

e lo guidò per i floridi sentieri delle speranze verso i campi eterni, lo guidò verso la beatitudine eterna, che supera qualunque desiderio umano, lo guidò verso quel luogo dove la gloria terrena non vale nulla.

Bella, immortale, benefica fede, abituata alle vittorie! Annovera anche questo tuo trionfo, rallegrati; perché nessuna personalità più grande si è mai chinata davanti alla croce di Cristo.

Tu, o fede, allontana dalle stanche spoglie di quest'uomo ogni parola malvagia: il Dio che può tutto, che ci dà i dolori e ci consola si è posato accanto a lui, per consolarlo nel momento della sua morte.

COMMENTO:

L`ode esprime l`intensa commozione che l`improvvisa morte di Napoleone Bonaparte suscitò nel poeta e in tutti gli europei. Napoleone muore nell'isola di Sant'Elena,d ove si trova in esilio, il 5 maggio 1821, ma la notizia raggiunge Milano solo il 16 luglio e colpisce profondamente Manzoni che in soli tre giorni, dal 17 al 19 luglio, compone l`ode. La poesia non e` una celebrazione della figura del grande imperatore,per cui il poeta non ebbe mai simpatia,ma una riflessione morale e religiosa sul mistero della morte. La rievocazione storica fa da sfondo al dramma di un uomo che,dopo aver deciso i destini dell`Europa, si trova alla fine solo di fronte alla morte. Anche in quest`opera e` evidente il richiamo alla Provvidenza,che sola piu dare un senso a tutte le imprese umane e che quindi giustifica la presenza di Napoleone nel mondo.

Aggiunto 4 secondi più tardi:

per la vita puoi vedere qui, c'è tutto: http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni;

PUNTO DI VISTA CULTURALE (sempre dal suddetto sito):
A differenza di altri artisti romantici, Manzoni condusse una vita appartata, priva di azioni o dichiarazioni spettacolari. La sua fama, grande già tra i contemporanei, è legata pertanto soprattutto alle sue opere, che segnano una tappa fondamentale:

-per il Romanticismo italiano, perché Manzoni espresse alti sentimenti patriottici, diventando un ispiratore del Risorgimento nazionale, e una profonda fede religiosa, cercando di mantenere un riferimento costante alla realtà e alla vicenda concreta degli uomini;

-per la nostra letteratura, perché con I promessi sposi ha posto le basi per l'italiano moderno e ha offerto il modello per il romanzo, una forma narrativa fino ad allora sconosciuta nella letteratura italiana.
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qui la trama dei promessi sposi:
http://it.wikipedia.org/wiki/I_Promessi_Sposi; ----> particolarmente interessante la descrizione dei personaggi nella tabella;

adesso x il 5 maggio intendi la parafrasi? e/o il commento?
nel dubbio, eccoteli:

PARAFRASI:
Napoleone è morto. Come il suo corpo rimase immobile dopo aver esalato l'ultimo respiro, così immobile rimase il mondo, colpito, stordito dall'annunzio,

ammutolito, pensando all'ultima ora dell'uomo del destino; nè sa quando il passo di un uomo altrettanto grande tornerà a percorrere le stesse orme macchiate di sangue.

Il mio ingegno poetico lo vide solitario vincitore ed in auge, e tacque e così continuò anche quando, con alterne fortune cadde, si risollevò e fu definitivamente sconfitto, non unendo la sua voce a quella di tanti altri poeti:

si innalza ora commossa, non contaminata di elogi servili e di vili insulti, all'improvvisa morte di una figura simile; e dedica alla tomba un canto che forse resterà eterno.

Dall'Italia all'Egitto, dalla Spagna alla Germania le azioni fulminee di quell'uomo senza esitazioni seguivano immediatamente il suo improvviso apparire; agì impetuoso dall'estrema punta dell'Italia fino al Don, dal Mediterraneo all'Atlantico.

Fu vera gloria? Lasciamo ai posteri la difficile sentenza: noi ci inchiniamo umilmente al Sommo Creatore che volle imprimere su di lui un sigillo più forte della sua potenza creatrice.

Egli sperimentò tutto: la tempestosa e trepida gloria di un grandissimo disegno, l'insofferenza di un animo ribelle che deve obbedire ma pensa al potere e poi lo raggiunge e ottiene un premio che sarebbe stato una follia sperare;

provò la gloria tanto più grande dopo il pericolo, la fuga e la vittoria, il potere e l'esilio umiliante; due volte sconfitto, due volte vincitore.

Egli si diede il nome: due epoche storiche tra loro opposte guardarono a lui rispettosamente come aspettando il destino; egli fece silenzio e si sedette tra loro come arbitro.

Nonostante tanta grandezza, improvvisamente scomparve e finì la sua vita in ozio, prigioniero in una piccola isola, bersaglio di immensa invidia e di rispetto profondo, di grande odio e di grande amore.

Come sulla testa del naufrago incombe e grava l'onda su cui poco prima lo sguardo del misero scorreva alto e proteso invano ad avvistare lontani approdi,

così sull'anima di Napoleone scese il peso dei ricordi. Oh, quante volte ha iniziato a scrivere le sue memorie! E quante volte su quelle pagine cadde la sua stanca mano!

Quante volte al tramonto stette con gli occhi bassi e le braccia conserte e lo assalì la malinconia e il ricordo del passato!

E ripensò agli accampamenti militari continuamente spostati, alle trincee, lo scintillare delle armi e l'avanzare della cavalleria, e agli ordini concitati e alla loro rapida esecuzione.

Ah, forse a tanto dolore cadde il suo spirito e si disperò, ma valido venne l'aiuto di Dio, che lo trasportò pietoso in una realtà più serena;

e lo guidò per i floridi sentieri delle speranze verso i campi eterni, lo guidò verso la beatitudine eterna, che supera qualunque desiderio umano, lo guidò verso quel luogo dove la gloria terrena non vale nulla.

Bella, immortale, benefica fede, abituata alle vittorie! Annovera anche questo tuo trionfo, rallegrati; perché nessuna personalità più grande si è mai chinata davanti alla croce di Cristo.

Tu, o fede, allontana dalle stanche spoglie di quest'uomo ogni parola malvagia: il Dio che può tutto, che ci dà i dolori e ci consola si è posato accanto a lui, per consolarlo nel momento della sua morte.

COMMENTO:

L`ode esprime l`intensa commozione che l`improvvisa morte di Napoleone Bonaparte suscitò nel poeta e in tutti gli europei. Napoleone muore nell'isola di Sant'Elena,d ove si trova in esilio, il 5 maggio 1821, ma la notizia raggiunge Milano solo il 16 luglio e colpisce profondamente Manzoni che in soli tre giorni, dal 17 al 19 luglio, compone l`ode. La poesia non e` una celebrazione della figura del grande imperatore,per cui il poeta non ebbe mai simpatia,ma una riflessione morale e religiosa sul mistero della morte. La rievocazione storica fa da sfondo al dramma di un uomo che,dopo aver deciso i destini dell`Europa, si trova alla fine solo di fronte alla morte. Anche in quest`opera e` evidente il richiamo alla Provvidenza,che sola piu dare un senso a tutte le imprese umane e che quindi giustifica la presenza di Napoleone nel mondo.
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