Alunno X
Alunno X - Ominide - 45 Punti
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Ragazzi Ho un urgentissimo bisogno di un tema di minimo 3 pagine di quaderno(basatevi voi) In pratica mi serve un racconto giallo...vi prego e...Grazie in anticipo
Chicca95
Chicca95 - Habilis - 280 Punti
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allora... prova a scriverlo tu... io ti posso dare una traccia...

1 descrivi un personaggio che viene inspiegabilmente rapito
2 descrivi misteriosamente il criminale
3 cita un amico del rapito che lo cerca disperatamente
4 narra una lotta tra i 3
5 parla dell'intervento della polizia
6 racconta in conclusione, degl'incubi della vittima

se segui ogni seq. scriverai in brevissimo tempo un tema di 3 pagine te lo assicuro...
cichinella
cichinella - Genius - 5407 Punti
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vedi un pò tu...
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071117092513AAa0KiP
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20091212045749AAYye5Z
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070104065924AA82TvZ
ciao e buon tema
°°°maby798°°°
°°°maby798°°° - Genius - 6757 Punti
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questo potrebbe andare bene???

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Ciò che apparve agli occhi del detective Torrent fu una scena vista e rivista milioni di volte: la stanza, illuminata da tre grosse vetrate, era impregnata del classico odore dolciastro del sangue; all'ingresso, sulla sinistra, campeggiava minaccioso un orso polare imbalsamato, lo sguardo torvo ed eterno, la bocca spalancata come per azzannare chiunque fosse entrato nello studio; il colore delle pareti era impossibile da identificare in quanto completamente ricoperte da un'antica libreria in mogano, eccezion fatta ovviamente per la parete su cui si aprivano le vetrate. Il detective, superata con lo sguardo la pesante scrivania di acero, capì finalmente il motivo della chiamata in centrale: alla sua vista si palesò una ragazza dai tratti morbidi e delicati stravolti tuttavia dall'espressione fissa della morte, i capelli ricoperti di sangue raggrumato, la testa riversa di lato, sul volto una smorfia di dolore. "Povera ragazza" - mormorò il detective - "Così giovane eppure non abbastanza per avere diritto a non morire...". "Ha notato, detective?" - proferì pensieroso il sergente Smile, il quale, per assurdo, non aveva mai sorriso in vita sua - "E' vestita da ballerina...cosa diamine ci fa una ballerina qui, nello studio di uno degli avvocati più noti di Londra?" Ma il detective Torrent non lo stava ascoltando, era già entrato in quella che ironicamente i suoi colleghi definivano "trance agonistica": tutti e cinque i suoi sensi e, perche' no, anche qualcuno in più, erano interamente tesi a scovare ogni più piccola traccia; subito inquadrò la causa del decesso: quel grosso taglio sulla nuca non poteva essere di certo il risultato di una caduta. Osservò meglio la posizione del corpo: la ragazza era in posizione fetale, le gambe rannicchiate e le braccia che cingevano la pancia. C'era qualcosa di innaturale in quella posizione, così come c'era qualcosa di strano negli occhi della vittima, qualcosa che il detective Torrent non riusciva a mettere a fuoco. Il filo dei suoi pensieri fu bruscamente interrotto da alcune urla che si avvicinavano progressivamente dal corridoio allo studio: "Questo e' inammissibile! Non permetto che la polizia entri in casa mia senza alcun permesso, specialmente se io sono assente!" Era il proprietario dello studio, dell'orso, della scrivania, della libreria e di molte altre cose, lì a Londra: era l'avvocato Mark Stuart, noto penalista della città. Il detective Torrent si alzò dal pavimento con un sospiro e squadrò l'avvocato: giovane, non aveva più di 30 anni, vestito elegantemente, tratti nordici, bel viso, con un paio di baffetti hitleriani che non gli donavano per niente, l'avvocato Stuart era lo stereotipo del giovane in carriera che ha avuto pressoche' tutto dalla vita. "Cosa succede qui?" - sbraitò all'insegna del detective. "Succede, avvocato, che abbiamo ricevuto una telefonata anonima che denunciava un omicidio, siamo entrati in casa sua con la gentile e spontanea collaborazione del suo maggiordomo e abbiamo trovato un cadavere nel suo studio. Non le pare abbastanza?" - mentre pronunciava quelle parole il detective Torrent fulminò l'avvocato con lo sguardo. Mark Stuart sbiancò in volto e parve essere sul punto di svenire: un cadavere, lì, a casa sua...ciò non avrebbe di certo giovato alla sua carriera. "Lei da dove arriva, avvocato?" - domandò il detective con fare inquisitorio - "Ero al circolo di tennis...ci vado sempre il venerdì pomeriggio. Perche' me lo chiede?". "Conosceva questa donna?" - Torrent sembrava non curarsi delle risposte dell'avvocato: Mark Stuart trasalì, quasi come avesse appena notato che c'era un cadavere nel suo studio. "No, no di certo". Tremava come una foglia, era nervoso: nervosismo del colpevole? Il detective Torrent ne era sicuro. L'avvocato venne gentilmente allontanato e furono proseguiti i rilievi: il detective notò che dalla pozza di sangue principale si diramava una serie di piccole goccioline...la storia di Pollicino: mamma Torrent gliela raccontava sempre. In preda ad un raptus quasi febbrile, il detective seguì la pista di goccioline fino a giungere al cospetto del grande orso bianco: come aveva fatto a non notare prima le macchie di sangue sul manto dell'animale? Come aveva fatto a non notare che le zanne dell'orso presentavano tracce di sangue? Davanti allo sguardo esterrefatto degli astanti, James Torrent prese una piccola scala dallo sgabuzzino, salì su di essa fino a poter guardare negli occhi l'orso e infilò l'intero braccio tra le fauci dell'animale morto. Poco dopo ne estrasse una racchetta da tennis mezza rotta: "Signori, abbiamo l'arma del delitto!".
Dopo aver fotografato tutta la scena, il detective passò ad analizzare con cura la racchetta: era una Wilson quasi nuova, l'impugnatura non era quasi minimamente consumata, modello nuovo in grafite-titanio, la parte in grafite era completamente rotta, come se avesse colpito con forza qualcosa.
Fonti:
James Torrent non aveva neanche bisogno di confrontare le impronte digitali rinvenute: "Signor Stuart!" - tuonò rivolgendosi all'avvocato, il quale era seduto mogio mogio in un angolino - "Riconosce questa racchetta?". Se prima era diventato bianco, ora il giovane Mark era di un colore cianotico simile a neve sporca, madido di sudore. "Sembra...cioe', e' la mia, signore...".
Signore. Quel "signore" per James Torrent suonava tanto come un "sono stato io" e così parve sembrare anche al sergente Smile che, senza proferire oltre, ammanettò l'avvocato esponendogli chiaramente i suoi diritti. "Non sono stato io, lo giuro!! Detective, deve credermi...mi hanno incastrato!".
Mark Stuart, lo stereotipo del colpevole che si dichiara innocente.
Lo portarono via che stava ancora urlando.
Eppure, il detective Torrent non era soddisfatto, c'era qualcosa che lo lasciava perplesso...era tutto troppo facile.
Ciò che avevano trovato era quella che nell'ambiente veniva definita "un'orgia di prove": la ragazza morta nello studio dell'avvocato, colpita dalla racchetta dell'avvocato, racchetta sulla quale erano state trovate solo le impronte dell'avvocato. James Torrent faceva il detective da vent'anni...e non aveva mai avuto un'orgia di prove.
Prima dell'interrogatorio ufficiale, Torrent decise di andare a far visita al "Wild Wild Breast", un locale di spogliarelli dove i ricchi arrapati di Londra andavano a godersi un paio di tette in santa pace: la ragazza aveva in tasca un biglietto del WWB.
Uscì dallo studio e in fondo al corridoio vide che il maggiordomo era già pronto ad aprigli la porta. Lo squadrò un attimo: scarpe di vernice nera tirate a lucido, smoking rigorosamente nero, guanti di seta neri anch'essi, fronte spaziosa e un paio di baffetti hitleriani che non gli donavano per niente.
Torrent si incamminò pensieroso: il locale non era distante e lui aveva bisogno di aria fresca che ossigenasse i suoi pensieri.
Giunto a destinazione fece vedere la foto della ragazza morta al propietario del WWB, il quale le diede subito un nome. "Si, certo che la riconosco: e' Milly, lavora qui da due anni. Le e' successo qualcosa?" James Torrent non rispose e corse nei camerini dove le spogliarelliste si stavano cambiando per il numero successivo. Qualche domanda e seppe subito tutto: Mark Stuart aveva mentito, conosceva eccome la ragazza.
Mentre usciva dal locale con le idee sempre più confuse, ricevette la chiamata del coroner: "James? Ciao, sono Paul. Senti, dovresti correre subito qui: ci sono un paio di cose strane riguardo la tua ragazza morta".
Poco dopo il detective si trovava davanti al tavolo dell'obitorio.
"Stavo per farle l'autopsia quando ho notato una piccola emorragia petecchiale negli occhi che, come ben sai, indica asfissia."
"Non e' possibile!" - lo interruppe James - "La ragazza e' morta in seguito ad un trauma alla testa e non c'erano tracce che indicassero lo strangolamento!".
"E' quello che ho pensato anche io" - disse il coroner sorridendo - "Per questo le ho aperto la bocca per vedere se qualcosa avesse interrotto l'apporto d'ossigeno ai polmoni...guarda cosa ho trovato".
Nel recipiente di metallo posto accanto al corpo, James Torrent vide quello che sembrava un libretto degli assegni tutto stropicciato.
"E' quello che penso io?" - domandò un po' incerto.
"Si, l'ho trovato nella gola...l'assassino deve avercelo infilato mentre l'emorragia dalla testa stava già uccidendo la ragazza".
"Bene, Doc...grazie. Ora devo scappare!".
"A dire il vero" - lo fermò il coroner - "al telefono ti ho detto che c'erano un paio di cose che dovevi vedere. Dai un'occhiata a questo test".
"Milly era incinta?!"
"Da quasi un mese e mezzo..."
"E si sa per caso..." Il coroner lo zittì subito: "Il padre e' Mark Stuart".
Mentre milioni di pensieri affollavano la mente del detective, giunse l'ennesima chiamata: era Monica, la sua fidanzata nonche' futura moglie:
"Amore, ciao sono io...allora? Com'e' andata oggi?"
"Bah, bene...per quanto possa andare bene una giornata in cui sei costretto a vedere una ragazza sdraiata sul letto dell'obitorio"
"Povero caro, mi dispiace...quindi hai visto Paul! Come sta? Se li e' tagliati quei ridicoli baffi?"
Un lampo.
"Pronto...Pronto?!"
"Scusa Monica, devo scappare...ti amo. Ah...un'ultima cosa: grazie!"
Come aveva fatto a non pensarci prima? Come aveva potuto essere così stupido? In tutti i libri gialli l'assassino e' sempre lo stesso.
Maledizione.
Il detective Torrent entrò di slancio in casa Stuart e scoprì che ciò che più temeva si era avverato: davanti a lui William Mark Stuart, maggiordomo nonche' ossessivo padre del più noto avvocato di Londra, impugnava una Smith & Wesson nuova di zecca con la quale minacciava i due sfortunati giovani poliziotti incaricati di tener d'occhio la casa.
"Signor Stuart!"
Il maggiordomo si voltò verso il detective, brandendo tremante l'arma.
"Detective...allora alla fine l'ha capito. Io ho dovuto farlo...lei mi capisce. Ho dovuto! Quella sgualdrinella si era fatta mettere incinta solo per poter ricattare mio figlio...io dovevo farla stare zitta!"
"Incolpando suo figlio? Perche'?"
"Mark era diventato molto ricco e molto potente...tanto potente da potermi ridurre a fare il maggiordomo nella sua lussuosa dimora. Volevo fargliela pagare..."
"No, signor Stuart. Lei si e' fatto assumere come maggiordomo pur di stargli vicino, pur di controllarlo. Lei ha ucciso quella povera ragazza con una racchetta da tennis. Lei le ha fatto ingoiare il libretto degli assegni. Lei, signor Stuart, e' un bieco assassino..."
"Forse ha ragione...sono un assassino, ma da cosa l'ha capito?"
"Baffi e guanti, signor Stuart..."
"Cosa?"
"I suoi baffi sono tagliati nel medesimo, ridicolo modo di suo figlio...non una prova incriminante, certo, magari una semplice coincidenza, ma questo particolare mi ha fatto riflettere e mi ha fatto ricordare come l'avevo vista la prima e unica volta che ci siamo incontrati: scarpe di vernice nera tirate a lucido, smoking nero e...guanti neri, signor Stuart...neri, non bianchi come e' uso comune. Il sangue non e' facile da lavare, non e' vero?"
"Arguto, detective...arguto e molto fortunato. Solo su una cosa aveva torto: i guanti che indosso sono neri anche per un altro motivo..."
"E sarebbe?"
"Il sangue sul nero si vede di meno...ci tengo ad essere vestito impeccabilmente al mio funerale..."
"NO!"
Uno sparo. Un singolo colpo il cui eco si perse quasi subito uscendo dalla porta d'ingresso rimasta aperta e dileguandosi nel buio della notte.
William Mark Stuart cadde senza un gemito con il cranio perforato, si accasciò al suolo con un sorriso beffardo, negli occhi lo sguardo di chi ha vinto.
Per un attimo vi fu un silenzio innaturale, un silenzio durato pochi secondi che tuttavia a James Torrent parvero ore, un silenzio durante il quale il detective rivide lo sguardo di Milly, quel suo sguardo strano, quello sguardo di chi vede il nonno del proprio bambino commettere a sangue freddo il duplice omicidio dell'amante di suo figlio e del nipotino non ancora nato.
James pensò a tutti gli orrori che aveva visto durante la sua carriera, a quanti omicidi aveva sventato, a quanti aveva posto rimedio, a quanti erano in prigione...i suoi occhi si chiusero come a voler estraniarsi da quella cruenta realtà.
Buio.
Chicca95
Chicca95 - Habilis - 280 Punti
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Il tema di Maby è perfetto ma, se vuoi un consiglio, cerca di cambiare qualche frase o parola perchè non si sà mai che qualcuno scopra tutta la verità e ti insorgano evitabili problemi!
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