Lovely_pink
Lovely_pink - Sapiens Sapiens - 1749 Punti
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ciao dv fare un tema è qst è la traccia:
presenta un personaggio storico che ha avuto particolare influenza sugli eventi del periodo che hai studiato ad oggi.
p.s. io pensavo a gandi ma nn so cs scrivere
vi prego datemi una mano .
io nn temi nn sono mai andata mlt bene infatti ho la media del 6 scarso e l'unico modo x alzare il modo è far bene i temi a casa .
shark
shark - Genius - 8072 Punti
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http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090408065446AAtXG9x




Il tema è un componimento in lingua realizzato in base a un argomento stabilito dall’insegnante e sintetizzato dal titolo.

Attraverso il tema è possibile verificare non solo la preparazione specifica delle studente su un determinato argomento, ma anche la capacità di organizzare logicamente la struttura di un discorso e le sue competenze linguistiche.



I tipi di tema

I tipi di componimento che più frequentemente si richiede di svolgere sono:

• i temi di attualità, nei quali bisogna trattare un argomento di interesse sociale o culturale;

• i temi di carattere personale, nei quali bisogna parlare di sé, di una propria esperienza reale o realizzare un’elaborazione fantastica;

• i temi culturali, nei quali si relaziona su un argomento studiato in precedenza;

• i temi che trattano di argomenti storici.

Cosa è necessario

Per scrivere un tema è necessario:

1) leggere e analizzare il titolo. I titoli possono avere carattere generico ("I miti dei giovani d’oggi";) oppure possono costituire delle vere e proprie tracce da seguire nello svolgimento del compito:

"Oggi i giovani cercano sempre di più rifugio in miti irraggiungibili, creando intorno a sé un mondo di cristallo, così affascinante e fragile allo stesso tempo, che permette loro di sognare l’impossibile e di essere per qualche istante una persona diversa da quella che si è".

È ovvio che mentre una traccia molto articolata costituisce una guida per lo sviluppo del tema, in quanto suggerisce i punti cardine del lavoro, il titolo generico, pur consentendo di impostare liberamente il discorso, richiede un grande sforzo di progettazione;

2) raccogliere tutte le informazioni sull’argomento, fissandole sulla carta per non dimenticarle. Ciò può essere fatto attraverso il sistema della lista. La lista è un’elencazione di tutte le idee che ci vengono in mente o non presenta, quindi, nessuna strutturazione logica. Una lista del tema "I miti dei giovani d’oggi" potrebbe essere:

— i miti nell’antica Grecia, Roma, Medio Evo, Rinascimento;

— gli dei, gli eroi;

— legame con la religione, credenze, riti, tribù;

— fondamento del sistema sociale;

— chiave di spiegazione dei fenomeni naturali;

— i miti di oggi;

— esseri umani come noi, con una propria vita, anima, virtù, limiti;

— Michael Schumacher;

— grande, famoso, ricco, sprezzante del pericolo;

— chi non vorrebbe essere come lui?;

— i miti: modelli di vita positivi o negativi per i giovani?;

3) stendere una scaletta, che evidenzi l’organizzazione logica dell’argomento.

La scaletta di un tema si articola, come il tema stesso, in introduzione, svolgimento, chiusura.

L’introduzione inquadra brevemente l’argomento, se necessario anche storicamente, delineando i limiti della trattazione.

Lo svolgimento consiste nella stesura ordinata, logicamente e/o cronologicamente, delle idee sull’argomento.
Fonti:
La chiusura è la parte in cui si definisce il proprio pensiero, tirando le fila dell’intera trattazione;

4) stesura vera e propria dell’argomento, in forma organica e completa. In questa fase ciascuna produrrà secondo le proprie capacità espressive. Anche se non tutti hanno le stesse abilità, ognuno deve sviluppare il lavoro in forma chiara e corretta, tenendo conto che il tema è la trasmissione di un messaggio e come tale deve essere formulato, in modo da poter essere compreso dal destinatario.

Occorrerà, dunque:

— prestare attenzione ad adoperare un registro funzionale al tipo di lavoro richiesto;

— curare l’ortografia, consultando spesso il dizionario;

— usare i segni di punteggiatura appropriati;

— curare l’organizzazione sintattica della frase;

5) revisione del lavoro, controllando:

— che il contenuto non si discosti da quanto richiesto dal titolo;

— che le riflessioni siano logicamente collegate;

— che l’ortografia, la punteggiatura, la grammatica e la sintassi siano state osservate.

Il tema storico e il tema di cultura generale

All’esame di Stato viene offerta agli studenti la possibilità di scegliere tra due differenti tipologie di temi:

• il tema storico, che riguarda un argomento coerente con i programmi svolti nell’ultimo anno di corso;

• il tema di cultura generale, che riguarda un argomento di ordine generale attinto dal corrente dibattito culturale.

Ambedue le tipologie erano già presenti nel vecchio esame di maturità, quindi la maggior parte degli studenti ha già una certa confidenza con questo genere di prova di scrittura.

Nel tema storico si richiede di solito di presentare un personaggio storico, che ha avuto particolare influenza sugli eventi di un determinato periodo, ad esempio, Giovanni Giolitti e il periodo tra le due guerre, oppure di analizzare un avvenimento che ha influito sulle vicende successive in modo determinante, ad esempio, il crollo del muro di Berlino, o di trattare di un processo storico individuandone le varie tappe evolutive, ad esempio, la rivoluzione industriale.

Il tema storico non deve essere un semplice resoconto degli avvenimenti, ma deve presentare anche dei risvolti critici. Chi decide di affrontare questo genere di prova non solo, quindi, dovrà conoscere molto bene gli avvenimenti che precedono e seguono quello richiesto dalla traccia, ma deve essere anche in grado di commentare i fatti in modo personale.

Nel tema di cultura generale si richiede di esprimere le proprie idee in ordine a fatti o argomenti di discussione di cui si sono occupati recentemente i giornali e la televisione, come, ad esempio, il disagio giovanile, il lavoro minorile, l’eutanasia, la globalizzazione ecc., oppure intorno a considerazioni di carattere generale, introdotte di solito da citazioni di autori famosi, ad esempio, la traccia del tema di cultura generale del 1996 era: "Quando un popolo non ha più senso vitale del suo passato si spegne. La vitalità creatrice è fatta di una riserva di passato. Si diventa creatori anche noi, quando si ha un passato. La giovinezza dei popoli è una ricca vecchiaia" (Cesare Pavese).

Il tema di cultura generale, quindi, necessita di una buona preparazione e documentazione su tutti gli eventi più dibattuti nel corso dell’anno e di un impianto argomentativo sviluppato con modalità espressive originali, in modo da lasciare trasparire la personalità e la capacità critica di chi lo elabora.




VEDI ANKE QUì

http://www.skuola.net/forum/italiano/tema-su-gandhi-28683.html
Lovely_pink
Lovely_pink - Sapiens Sapiens - 1749 Punti
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a me nn serve sapere che cos è il tema ma avere degli spunti
Rossella95
Rossella95 - Genius - 2001 Punti
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Non so cosa cercavi ma io ho trovato questo. Spero ke è questo ke cercavi.
Gandhi pensava che la protesta pacifica fosse il modo migliore per combattere le ingiustizie. Egli passò gran parte della sua vita a dimostrare che la non-violenza poteva essere più forte della violenza. Per questo fu soprannominato Mahatma, che in lingua sanscrita significa “grande anima”.

LA GIOVINEZZA

Mohandas Gandhi nacque a Porbandar, nel Gujarat (uno stato nell’India settentrionale) il 2 ottobre 1869. I suoi genitori erano indù benestanti. Gandhi trascorse un’infanzia piacevole; era un bambino timido e tranquillo, legatissimo alla madre, una donna molto credente che frequentava anche persone di altre religioni. Gandhi crebbe quindi in un ambiente tranquillo e aperto.

Quando ebbe 13 anni, si sposò con una ragazza della sua età di nome Kasturbai. In quel periodo i matrimoni tra bambini erano un fatto normale. All’età di 19 anni, già padre di un bambino, fu mandato in Gran Bretagna a studiare giurisprudenza. A quel tempo l’India faceva parte dell’impero britannico. Tre anni dopo, diventato avvocato, tornò a casa.

GANDHI IN SUDAFRICA

Per qualche tempo Gandhi esercitò la professione di avvocato. La sua vita cambiò dopo che si fu trasferito in Sudafrica, nel 1893. In quel paese, durante un viaggio in treno, fu obbligato dal controllore a spostarsi nello scompartimento riservato alle persone “di colore” nonostante avesse un biglietto di prima classe. Davanti al suo rifiuto di cambiare carrozza, fu fatto scendere dal treno.

Questo episodio lo colpì profondamente, e lo convinse che era necessario cambiare le cose. Gandhi trascorse 21 anni in Sudafrica, diventando una figura politica di primo piano. Le sue idee furono influenzate dalla religione induista e in particolare dall’idea della non-violenza.

LA LOTTA PER L’INDIPENDENZA INDIANA

Gandhi tornò in India nel 1915. Il suo desiderio era che gli indiani avessero una vita migliore e libera dal dominio britannico. Per prima cosa decise di intraprendere un lungo viaggio in treno attraverso l’India, per conoscere da vicino la gente. Iniziò quindi a vestirsi come i contadini poveri, con indosso un semplice dhoti; continuerà a vestirsi così per il resto della sua vita, anche nelle grandi occasioni.

Dopo essere entrato in contatto con le diverse realtà indiane, divenne il leader di un nuovo partito politico, il Partito del Congresso. Obiettivo del partito era la liberazione dell’India dal governo britannico. In poco tempo molte persone (anche donne, giovani e contadini) aderirono al partito di Gandhi.

Quando, nel 1919, un generale britannico sparò sulla folla che protestava pacificamente nella città di Amritsar, uccidendo centinaia di persone, Gandhi lanciò una nuova forma di protesta: la disobbedienza passiva. Convinse la popolazione a non cooperare con le autorità e a non comperare prodotti inglesi, senza però commettere alcun atto violento. In seguito a questa iniziativa fu arrestato e condannato a due anni di carcere.

LE SPERANZE DI GANDHI PER L’INDIA

Gandhi era convinto che l’India avrebbe conquistato l’indipendenza solo se fosse riuscita a trasformare e migliorare la sua società.

La società indiana era retta da un sistema di caste. In base a questo sistema, la popolazione apparteneva dalla nascita a una delle 4 caste. Ma esisteva anche una fetta di popolazione che non aveva diritto a far parte di nessuna casta e alla quale erano riservati i lavori peggiori. Essi erano chiamati gli “intoccabili”. Chi nasceva “intoccabile” non aveva diritto di andare a scuola, né di parlare con i bambini delle altre caste. Uno dei desideri di Gandhi era quello di modificare questo sistema antico e ingiusto, ed eliminare la casta degli intoccabili.

Gandhi cercò poi di rendere il popolo indiano più orgoglioso della sua cultura millenaria e tentò di avvicinare indù e musulmani.

LA PROTESTA NON-VIOLENTA

Nel 1930 Gandhi incitò la popolazione a non pagare la tassa sul sale che il governo britannico imponeva agli indiani, e a compiere insieme a lui una lunga marcia (300 chilometri) verso il mare. Migliaia di persone lo seguirono fino alla costa. Qui egli mostrò come ricavare il sale dal mare, semplicemente facendo evaporare l’acqua marina. Lo scopo della manifestazione era quello di dimostrare alla gente che non bisognava aver paura di infrangere le leggi ingiuste, purché non si facesse ricorso alla violenza. Gandhi fu nuovamente arrestato e incarcerato.

Il Mahatma utilizzava spesso lo sciopero della fame per protestare contro la dominazione britannica o contro le continue violenze tra indù e musulmani.

L’INDIA INDIPENDENTE MA DIVISA

Durante la seconda guerra mondiale, il governo britannico si rese conto che non avrebbe potuto tenere ancora a lungo l’India sotto il suo dominio. Gandhi si recò quindi a Londra per discutere le varie tappe dell’indipendenza. Poco tempo dopo lasciò la guida del partito a un giovane indiano, di nome Jawaharlal Nehru. Nehru provava ammirazione e rispetto per Gandhi, ma non condivideva tutte le sue idee.

Nel frattempo, le tensioni tra indù e musulmani non facevano che aggravarsi. Molti musulmani temevano che in una nuova nazione, governata dagli indù, non sarebbero stati veramente liberi. Essi volevano che l’India fosse divisa in due stati, uno per gli indù e uno per i musulmani. Quando, nel 1947, l’India ottenne finalmente l’indipendenza dalla Gran Bretagna, furono create due nazioni separate: l’India e il Pakistan. Gandhi fu molto deluso da questa soluzione e si rifiutò di partecipare alle celebrazioni per l’indipendenza.

LA MORTE DEL MAHATMA

Gandhi era un uomo molto coraggioso ma spesso anche avventato. Alcune persone in India erano convinte che lui fosse stato troppo disponibile verso i musulmani. Gli indù nazionalisti non volevano che una parte dell’India diventasse una nazione musulmana. Odiavano Gandhi e le sue idee di non-violenza, pace e tolleranza.

Il 30 gennaio 1948, durante un incontro di preghiera, Gandhi fu ucciso da un nazionalista indù. Il paese restò scioccato, e migliaia di persone parteciparono ai suoi funerali.

Gandhi è diventato un simbolo della protesta pacifica e un esempio per le generazioni future. Anche se non tutti erano d’accordo con le sue idee, tutti però ne ammirarono il coraggio e la determinazione nel combattere le ingiustizie.
Ciaoooooooooooooooooooo:hi:hi:hi:hi:hi:hi:hi:hi:hi!!!!!!!!!!!!!!!!Passa anke da me e fammi sapere se va bene ok?Ciao
Lovely_pink
Lovely_pink - Sapiens Sapiens - 1749 Punti
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con il suo pensiero di non violenza cosa riesce a cambiare???
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