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Il televisore: Strumento da utilizzare o ingombrante e tirrannica presenza, a cui si finisce per essere sottomessi? Parla dello spazio che questo oggetto occupa nella tua giornata.
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caligola - Sapiens Sapiens - 1379 Punti
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Guardando la tv odierna ci si accorge subito del fatto che i programmi sono soprattutto di carattere demenziale piuttosto che culturale infatti molti documentari hanno lasciato il posto hai cosiddetti reality show dove persone più o meno famose mettono la loro vita e la loro privacy sotto i riflettori in cambio di un po’ di fama.
Questo rapido declino della tv “intelligente” porta ad una involuzione del lessico usato nelle trasmissioni fino all’utilizzo di termini rozzi e poco consoni ad essere ascoltati dal pubblico tra il quale potrebbero esserci anche bambini o ragazzi che sono quindi portati a introdurre queste parolacce o frasi volgari nel loro modo di parlare.
In questo modo la televisione influenza anche lo stile di vita degli ascoltatori inducendoli a fare e a dire quello che sentono dire dalle persone famose che troppo spesso forniscono un cattivo esempio;naturalmente tutto ciò è evitabile aumentando il livello culturale delle trasmissioni anche se questa soluzione è più facile a dirsi che a farsi infatti sembra che al pubblico piacciano molto di più le trasmissioni “spazzatura” piuttosto che quelle “intelligenti”.
Anche la pubblicità ultimamente tende a essere molto più volgare rispetto al passato;infatti negli spot odierni c’è un abbondante uso immagini al limite del pudore accompagnate da doppi sensi e allusioni implicite anche questo tende a creare una cultura più tollerante nei confronti delle volgarità e delle parolacce.
Tutto questo è fatto per due motivi principali:fare audience nel caso di una trasmissione oppure rendere più interessante un prodotto nel caso di una pubblicità.
E’ tutta una corsa per creare il programma più stupido possibile…sembra quasi che più un programma è volgare più questo programma ottiene successo chiari esempi sono:Grande Fratello,La Talpa,La Fattoria,Distraction quasi tutti questi sono trasmessi su Mediaset una televisione molto più commerciale rispetto alla Rai che però sta anch’essa portandosi a livelli culturali molto bassi per far fronte al calo degli ascolti poiché ormai il pubblico rintontito dall’immensa quantità di stupidaggini che è costretto a sorbirsi giornalmente tende a guardare solo programmi frivoli che ritiene molto più divertenti rispetto alle trasmissioni serie quindi queste continuano a diminuire lasciando spazio alle trasmissioni “spazzatura”.
La tv viene anche influenzata dalla società dove l’uso di parolacce e volgarità non è più sconveniente come in passato o forse è la televisione che influenza la società adattandola all’atteggiamento informale usato nella maggior parte delle trasmissioni odierne.In modo secondario il mal esempio è fornito anche da alcuni comportamenti di alcuni sportivi che vengono meno alle norme morali del fair play e si lasciano andare in comportamenti diseducativi e spesso molto violenti ovviamente l’influenza di certi atteggiamenti è estremamente minore rispetto a quella dei programmi dove spesso alcuni attori idoli dei giovani si esprimono o agiscono in modo volgare.
Probabilmente la tv continuerà a decadere fino a quando gli ascoltatori non inizieranno a seguire programmi più colti anche se penso che questo non avverrà mai.




Un certo conformismo intellettuale, corrente al giorno d'oggi, spinge a parlar male della televisione, a considerare questo mezzo di comunicazione un fattore di corruzione e di istupidimento collettivi.

Di fronte a tali critiche rimango perplesso. Certo, ci sono programmi che non mi piacciono, che cerco di evitare, che mi inducono allo zapping, quando non addirittura a spegnere il televisore e dedicarmi a qualcos'altro: leggere un libro, fare una passeggiata, chiamare un amico.

In genere non mi piacciono i cosiddetti programmi di intrattenimento, i quiz con l'"aiutino" del conduttore, i programmi di barzellette, i dilettanti allo sbaraglio, le trasmissioni che ospitano quasi esclusivamente uomini politici, che se ne servono per fini elettorali, molti noiosi programmi sportivi della televisione pubblica.

Si tratta, il più delle volte, di trasmissioni televisive che celebrano, talvolta con solennità talaltra volgarmente, lo status quo e che, mentre si inginocchiano di fronte al potente di turno, uccidono, a mio avviso, la riflessione e il pensiero critico. Non rispondono al mio sentire più profondo; mi sembra, invece, che tendano ad ottundere la mente dello spettatore, a "divertire" nel senso più autentico e deteriore del termine: "divertire" deriva dal latino "divertere", cioè volgere altrove, allontanare, distogliere. E in effetti distolgono, a mio avviso, la mente dalla vita autentica.

Quello che ritengo però assurdo è fare del moralismo, avere la pretesa di stabilire cosa è giusto per gli altri, coltivare la presunzione di possedere la verità assoluta. Coloro che preferiscono i programmi di intrattenimento hanno il diritto di guardarli, così come io ho il diritto di spegnere il televisore.

Certo a me piacciono i programmi che stimolano la riflessione: Giuliano Ferrara, Gad Lerner, molta di quella televisione di Rai Tre ispirata direttamente o indirettamente alla linea Guglielmi: Chi l'ha visto, Un giorno in pretura, Report.
Peccato non ci siano quasi più belle trasmissioni sui libri, come accadeva soltanto qualche anno fa.

Secondo me, la televisione, quando è ben fatta, alimenta il pensiero, permette allo spettatore di aumentare la comprensione del mondo e di se stesso, di maturare come cittadino e come persona. Molti programmi televisivi hanno contribuito a migliorare l'autoconsapevolezza collettiva, a farci progredire sulla difficile strada della civilizzazione.

Non dimentichiamo che la televisione ha avuto un ruolo importante nel contribuire al crollo di dispotismi e totalitarismi in tutto il globo. Il comunismo sovietico e l'apartheid in Sud Africa sono stati abbattuti, per esempio, grazie alla diffusione di idee, valori e stili di vita ispirati alla tolleranza e alla libertà, diffusi dalla televisione in tutto il mondo. E se si è trattato di rivoluzioni poco violente è stato anche per merito della presenza massiccia delle televisioni che prima hanno preparato il terreno culturale adatto, poi hanno seguito con costanza e puntiglio l'evoluzione degli avvenimenti.

Inoltre la televisione ha altri meriti: se tutti oggi parliamo un italiano mediamente corretto e comprensibile su tutto il territorio nazionale, lo dobbiamo in gran parte alla televisione. L'unificazione linguistica del Paese è cioè, a pressoché unanime giudizio degli esperti, merito della televisione. Prima dell'avvento del video, dominavano i dialetti, una ricchezza dal punto di vista espressivo, ma poco comprensibili fuori del luogo geografico di elezione.

E nemmeno quell'altro diffuso luogo comune che vuole la televisione nociva per i bambini, è vero: recenti ricerche in campo psicologico hanno dimostrato che non è la televisione a far male ai bambini, ma la troppa televisione, unita all'abbandono e alla mancanza di dialogo con gli adulti.

La televisione dà la possibilità di assistere gratuitamente ad ottimi film, i telegiornali ci forniscono addirittura una sovrabbondanza di informazioni, facendo crescere la nostra partecipazione alla vita pubblica, anche se, certo, non mancano distorsioni, omissioni, manipolazioni e mistificazioni.

La televisione svolge poi un importante ruolo sociale nei confronti degli anziani e delle persone sole: fa compagnia, riempie a volte silenzi troppo prolungati. Anche a me capita, quando sono stanco, di accendere il televisore, che tengo di sottofondo, mentre faccio magari qualcos'altro.

Le prospettive future prevedono la crisi della vecchia tv generalista a favore dello sviluppo di un televisione più interattiva, mirata alle esigenze individuali degli utenti, che non si limiteranno al tradizionale e passivo ruolo di spettatori , ma parteciperanno con contenuti propri. Sarà inoltre una televisione capace di dialogare con computer e telefonini. Si prepara l'affermazione della tv on demand e della Web-tv, cioè della televisione trasmessa via Internet, capaci di attrarre nuovi e cospicui introiti pubblicitari.

Staremo a vedere. Francamente si tratta di un'evoluzione che non mi entusiasma più di tanto. Mi sembra che oggi, fra televisione pubblica e privata, gratuita e a pagamento, l'offerta sia addirittura eccessiva, almeno per i miei gusti e i miei bisogni.


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