angyfashion
angyfashion - Sapiens Sapiens - 1572 Punti
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Ciao ragazzi... mi servite voi... mipresentate il personaggio d clorinda nella gerusalemme liberata???? Vi prego e aiutatemi ane x inglese... Tutto qst x giovdi devo averlo
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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L'HO trovato su Wikipedia

Clorinda
Secondo il racconto di Tasso (Gerusalemme Liberata, XII, 21-38) Clorinda è figlia di Sanapo re cristiano d’Etiopia. Folle di gelosia nei confronti della moglie, il sovrano la rinchiude in una torre alla quale hanno accesso solo le sue ancelle e l’eunuco Arsete. La regina sottostà alla volontà del marito e spesso si rifugia nella preghiera presso l’immagine di san Giorgio che adorna le pareti della sua stanza. Rimasta incinta partorisce una figlia bianca. L’evento trova spiegazione nel fatto che avendo ella giaciuto con il marito di fronte alla raffigurazione del santo che libera la principessa dal drago, l’impressione destata dall’immagine bianca della principessa dipinta abbia influenzato l’aspetto della creatura concepita. Terrorizzata dalla gelosia del marito che nonostante la sua innocenza non avrebbe creduto nemmeno ad una spiegazione perfettamente accettabile (per le dottrine mediche del tempo e considerata valida fino all’ ’800) affida la bambina al suo servo Arsete facendogli promettere di crescerla secondo la fede cristiana e prega san Giorgio di proteggerla. Arsete parte in segreto con la bambina verso l’Egitto sua terra natale; lungo il cammino si imbatte in una tigre, terrorizzato si arrampica su un albero lasciando la bambina a terra; la tigre si avvicina e e offre le mammelle per allattarla, la piccola Clorinda le afferra e si nutre. Arsete rimane attonito di fronte a quello che gli sembra un incredibile prodigio, allontanatasi la tigre riprende la piccola e prosegue il suo viaggio. Viene però inseguito dai briganti e fuggendo si ritrova davanti ad un fiume, si getta a nuoto sorreggendo Clorinda ma la corrente è troppo forte; la bambina gli sfugge dalle mani, ma le onde la trasportano illesa a riva. Durante la notte san Giorgio appare in sogno ad Arsete, a lui e alla sua protezione si devono l’allattamento della tigre e il miracoloso salvataggio dal fiume, il santo intima ad Arsete di far battezzare Clorinda, ma il vecchio non gli dà ascolto. Giunto in Egitto, fa svezzare la bimba in un villaggio e appena giunta alla fanciullezza Clorinda inizia ad autoeducarsi alle arti della caccia e della guerra (Gerusalemme Liberata, II, 39-40) rifiutando tutti gli ornamenti e le occupazioni femminili, addestrandosi nel combattimento fino ad essere in grado di seguire gli eserciti nelle campagne militare e conquistare fama e terre.

Quando Goffredo di Buglione si prepara ad attaccare Gerusalemme e la città si prepara all’assedio dei Crociati, il re Aladino sfoga la sua rabbia sui cristiani che vivono nella città e condanna a morte Sofronia, una giovane cristiana che si autoaccusa del furto di una immagine della Vergine, per salvare i resto del popolo dalla strage promessa dal re per il crimine in realtà architettato dal mago e suo consigliere Ismeno per eliminare i cristiani. Olindo, innamorato segretamente di lei, si accusa per salvarla ma entrambi vengono condannati; stanno per essere giustiziati quando Clorinda ferma i carnefici. Si presenta al re che la conosce per fama e chiede la vita dei due giovani offrendo in cambio i suoi servigi nella battaglia che si sta preparando. Aladino accetta a patto che i cristiani prendano la via dell’esilio (G.L. II, 1-38). Un giorno, durante un combattimento, la guerriera si ferma presso un fiume e si toglie l’elmo per bere, è allora che il principe Tancredi d’Altavilla, il più valoroso dei Crociati insieme a Rinaldo d’Este, la vede e si innamora di lei (G.L. I, 46-49). Da quel momento il principe perde di vista i suoi doveri di cristiano e di cavaliere schiavo della sua passione amorosa, tanto che durante uno scontro attaccato da lei non attacca ma anzi la chiama in disparte e le dichiara il suo amore, di fronte alla sua dichiarazione la donna non reagisce essendo totalmente estranea al sentimento amoroso (G.L. III, 23-31). Durante l’assedio di Gerusalemme, Clorinda si distingue come arcera dall’alto della torre e ferisce lo stesso Goffredo (G.L. XI, 27-54), ma desiderosa di misurarsi col nemico e distinguersi con un’impresa eroica decide di introdursi nottetempo nel campo cristiano per incendiare la torre con cui i Crociati vogliono assaltare le mura (G.L. XII). Il guerriero Argante si offre di accompagnarla; il vecchio Arsete, che l’ha accompagnata fino a quel momento, cerca di distoglierla dal folle progetto narrandole per la prima volta la storia delle sue origini e di un nuovo sogno premonitore. Anche la guerriera ha fatto un sogno simile ma tace e rifiuta di lasciare il suo progetto e i valori per i quali ha sempre combattuto. L’impresa viene portata a compimento ma al momento del rientro tra le mura di Gerusalemme, Clorinda rimane chiusa fuori per errore. Allora Tancredi si accorge di lei e, non riconoscendola per l’armatura non sua, vede in lei solo l’incendiario della torre e rincorrendola la sfida a singola tenzone. Il duello è all’ultimo sangue, alla fine il principe ne esce vincitore, infliggendo alla donna una ferita mortale al petto. Ormai in fin di vita Clorinda riconosce al nemico la vittoria e gli chiede il Battesimo. Sono le prime luci dell’alba, Tancredi prende dell’acqua ad un vicino ruscello e le toglie l’elmo per battezzarla. Solo allora si rende conto di aver ferito a morte la donna che ama, ma reprime la sua angoscia per esaudire il suo ultimo desiderio, e la battezza. Clorinda gli dà il segno della pace sorride e muore serenamente in grazia di Dio. Tancredi si dispera e gravemente ferito perde i sensi. Ritrovato dai compagni viene portato al campo dove appena rinvenuto dà a Clorinda degna sepoltura. Non sa però rassegnarsi al suo crudele destino ed è preda della disperazione e dei vaneggiamenti. Trova pace solo dopo che l’amata gli appare in sogno dal Paradiso dove si trova grazie al lui;la donna infatti era destinata fin dalla nascita alla conversione e alla salvezza e con la sua morte libera anche Tancredi dalla follia d’amore, facendolo tornare ai suoi doveri di combattente di Cristo. Subito dopo la morte di Clorinda la situazione della guerra si sblocca e il Santo Sepolcro viene riconquistato dai cristiani.

Clorinda è sicuramente una delle figure in cui il Tasso ha chiuso una delle sue trame più difficili, sembra quasi si tratti di un rimando all’antica leggenda greca delle Amazzoni, le donne guerriere, che secondo la leggenda sacrificarono tutta la loro femminilità per la guerra. A queste caratteristiche “maschili” il Tasso affianca un’aura di dolce femminilità, rivelata solo in pochi versi e drammaticamente esaltata quando, ormai morente, la poveretta chiede il battesimo. Si tratta quasi di un personaggio che per alcuni attimi fuggenti sembra uscire dalle sue vesti di metallo come una farfalla dalla sua crisalide o, come dice Fredi Chiappelli in “Studi sul linguaggio del Tasso epico”, <<Vissuta a lungo in una larva militare, Clorinda fiorisce in tutta la sua dolcezza femminile d’improvviso e per un istante, l’istante della sua morte>>. Sono interi mondi cristallizzati in pochi attimi e subito interrotti dalla foga della battaglia o dalla prematura morte della bella. Sembra quasi che si tratti di momenti eterni, fluttuanti nel tessuto temporale del racconto, fermi, statici, immobili, contemplativi.


“Bianche via più che neve in giogo alpino

avea la sopravveste, e la visiera

alta tenea dal volto; e sovra un’erta,

tutta, quanto ella è grande, era scoperta.”


“Ferirsi alle visiere; e i tronchi in alto

volaro e parte nuda ella ne resta;

chè, rotti i lacci e l’elmo suo, d’un salto

(mirabil colpo!) ei le balzò di testa;

e, le chiome dorate al vento sparse,

giovane donna in mezzo ‘l campo apparse.”


A queste sensualissime descrizioni fisiche si affiancarono i precetti morali, che portano il Tasso a decretare a queste storie una fine d’ineluttabile dolore. L’amore, infatti, per il poeta, non può che portare ad un indebolimento degli animi e ad uno sviamento dal campo di battaglia e dalla missione sacra. Morente, Clorinda chiede il battesimo e muore da cristiana, suscitando quasi la commozione dell’autore stesso che ci delizia con una scena che è espressione delle migliori doti liriche possedute dallo scrittore.
(tratto da wikipedia)

poi anche qui trovi qualcosa:
[url=http://216.239.59.104/search?q=cache:9DCUSDuxyJ8J:www.italialibri.net/opere/gerusalemmeliberata.html+clorinda+gerusalemme+liberata&hl=it&ct=clnk&cd=8&gl=it]clicca[/url]
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