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saggio breve sul divorzio
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La famiglia moderna
com'è cambiato il concetto di famiglia negli ultimi decenni

Si vuole analizzare, attraverso questo testo , come la struttura della famiglia italiana sia cambiata in relazione ai mutamenti sociali avvenuti negli ultimi decenni.
In primo luogo, verranno analizzati i dati contenuti nei tre documenti offerti, si proseguirà poi, con l’esposizione delle maggiori trasformazioni sociali, conosciute da chi scrive, ed infine, si vedrà come queste ultime hanno influenzato l’assetto famigliare.

Il primo documento, tratto dal “Profilo demografico della famiglia italiana” di A. Golini, mette in luce la netta differenza che esiste tra la famiglia italiana fino agli anni ’50 e quella di oggi. La prima era basata su un’ asimmetria dei sessi , che vedeva la donna soltanto adibita alla cura della casa e dei figli, e l’uomo votato al lavoro. Inoltre era legata a regole morali forti e fondamentali: i rapporti sessuali erano permessi soltanto tra coniugi e il matrimonio era un valore, poiché considerato un’unione per la vita. Si è passati negli ultimi decenni ad un modello di famiglia più simmetrico , dove i ruoli non sono più fissi ma intercambiabili e dove, però, le regole sono forse meno definite. Questo è avvenuto, perché l’aumento dell’istruzione e la crescita politica e ideologica, hanno portato la donna a prendere coscienza dei propri diritti e del proprio status, spingendola quindi verso il mondo del lavoro , alla ricerca di una gratificazione non più solo come madre e moglie, ma anche come lavoratrice.
Da “ La dimensione sociale della vita quotidiana” di Berger, è tratto il secondo documento. Esso assume un’accezione più negativa, in quanto ammette che sebbene la famiglia sia “ l’istituzione più importante della sfera privata” essa è in crisi, poiché ne vengono criticati non solo i lati positivi, ma anche la validità. Questo è dovuto dal fatto che la famiglia, il microcosmo, si basa su valori diversi da quelli predicati dalla società, il macrocosmo, con cui l’individuo viene inevitabilmente a confrontarsi; esiste il rischio che il macrocosmo, inglobi la persona, allontanandola dai valori del microcosmo.
Il terzo documento è costituito da un articolo tratto dal “corriere della sera” , in cui vengono riportati dati in percentuale , riguardanti la famiglia moderna. Se ne ricava che: è aumentato il numero dei genitori entrambi occupati, dei bambini senza fratelli o con un solo fratello, delle persone sole, delle coppie senza figli. Diminuiscono invece, le madri casalinghe, i bambini con due o più fratelli. Nascono le coppie pendolari, che vedono almeno uno dei due coniugi vivere per lungo tempo lontano dalla dimora abituale. Infine aumentano le nuove famiglie , formate da figli e genitori single , perché separati.


Le trasformazioni dei nuclei familiari italiani ,rilevate nei tre documenti, sono state causate da mutamenti sociali avvenuti principalmente a metà del ‘900.
Si è avuto un aumento dell’istruzione e il suffragio universale del 2 giugno del 1946, che hanno aiutato le donne a raggiungere una maggiore consapevolezza della propria posizione sociale; lo sviluppo tecnologico ha sostituito, soprattutto in campagna, il lavoro dell’uomo con quello delle macchine, portando i contadini verso le città alla ricerca di nuovi impieghi, provocando quindi la morte della tradizione contadina e della famiglia patriarcale. Infine, il boom economico ha creati una società consumistica, influenzata dalle teorie capitalistiche.

Dopo aver analizzato le trasformazioni delle strutture famigliari e dei mutamenti sociali avvenuti negli ultimi decenni, sorge spontanea una domanda: come i mutamenti sociali hanno cambiato l’assetto famigliare e perché si è arrivati ad avere meno figli e fare più divorzi?


Attraverso l’aumento dell’istruzione e il suffragio universale, la donna si è avvicinata al mondo del lavoro; questo l’ha portata molto spesso a prediligere la carriera , piuttosto che la famiglia ,perché ritenuta più gratificante. Da ciò ne deriva che non si ha tempo per fare figli o se si decide di averne essi devono essere uno, al massimo due, perché il tempo da dedicargli, che spesso viene dopo il lavoro, è poco.
La morte della tradizione contadina e la conseguente eliminazione dell’ esempio della famiglia patriarcale, numerosa e basata su regole fondamentali, ha causato non solo la diminuzione delle nascite, ma anche l’aumento dei divorzi. Il matrimonio infatti, non è più considerato come un valore. Che prevede l’unione di due persone per tutta la vita, ma semplicemente come un patto legale che può essere sciolto in qualsiasi momento.
Le trasformazioni famigliari trovano però la loro radice , soprattutto nel boom economico. Esso ha infatti creato una società consumistica, in cui il lavoro è presentato come essenziale e primo obiettivo da raggiungere, poiché solo esso permette la produzione dei prodotti che verranno poi consumati. Il culto del lavoro porta quindi a ricercare soprattutto un impiego, piuttosto che a formare una famiglia , aumentando il numero delle persone sole e delle famiglie formate da due soli membri.
Inoltre il boom economico ha accentuato quelle teorie capitalistiche, che promuovono un individuo egoista , separato dagli altri, e intenzionato soltanto a perseguire i proprio interesse . sebbene queste idee non siano state attuate realmente, hanno comunque influenzato l’uomo , rendendolo non più incline al sacrificio e all’ amore per gli altri , ma alla facile scappatoia del divorzio e alla scelta di non mettere al mondo figli.
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