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SOLE eccoti il saggio breve sull'assolutismo:
Tema: L’assolutismo nell’Europa del ‘600.
L’assolutismo monarchico è un fenomeno che trova nel seicento il suo più ampio consenso per quanto riguarda i progetti politici dei sovrani dell’epoca.
Il filosofo dell’assolutismo è Hobs. Egli affermava che il potere viene dal popolo, che si sottomette volontariamente al sovrano e questo potere non può essere preso indietro. Insieme alle teorie di Hobs si diffondono le idee di Locke, entrambi sostenevano che il potere del sovrano non fosse si origine divina, ma Locke affermava, inoltre, che il popolo ha bisogno di qualcuno che lo governi, così concede una parte della sua libertà al sovrano, ma questa libertà se la può riprendere. Giustifica, quindi, la rivoluzione.
Lo stato assoluto più affermato si ha nella Francia di Luigi XIV. Lui mette in atto fin dall’inizio del suo regno, una politica accentratrice che vede lui come unico detentore di ogni potere.
Dal punto di vista religioso, il re si pone come delegato di Dio a rappresentanza del potere temporale in terra; quindi la volontà del re è legge divina che regola il buon andamento della società. Il sovrano, per cui, diventa infallibile perché guidato da Dio e intoccabile perché ogni attentato al suo potere o alla sua persona sarebbe un attentato al volere di Dio.
La sua politica religiosa mirò ad utilizzare la religione cattolica come elemento unificante della popolazione e pertanto iniziò a perseguitare tutte le religioni che non fossero quella cattolica.
Ciò lo condusse a lottare contro il giansenismo, una corrente inserita all'interno del cattolicesimo che predicava il ritorno ad una semplicità spirituale, contro gli ugonotti ritirando la libertà di culto concessa con l'editto di Nantes, lasciandosi andare a persecuzioni che costrinsero molte minoranze ad abbandonare il paese.
Luigi XIV per ottenere il potere assoluto in campo politico limitò il potere della nobiltà che storicamente ostacolava la monarchia per paura di perdere i suoi privilegi. Il sovrano mise in atto un piano eccellente costruì una sfarzosa reggia a Versailles e obbligò i nobili a trasferircisi, lasciando i propri possedimenti. Il re in questo modo tolse loro il potere politico, inviando a governare i loro possedimenti dei funzionari di fiducia, costituendo così una borghesia molto forte e moderna, la nobiltà di toga.
In campo economico Luigi XIV diede origine grazie anche al suo ministro del tesoro Colbert al mercantilismo. Colbert si basò sulla convinzione che la ricchezza della nazione dipendesse dalla quantità di valuta preziosa (oro o argento) circolante. Colbert favorì le importazioni di materie prime e ostacolò invece l'importazione di prodotti finiti per sostenere una produzione all'interno della nazione. I prodotti finiti venivano rivenduti o all'interno del paese o all'esterno, con grande guadagno. Inoltre, sempre per favorire la lavorazione delle materie prime in Francia, egli impedì la loro esportazione. Si venne a istaurare quindi una sorta di protezionismo e
ben presto le casse statali si riempirono di oro e argento, ma a differenza della Spagna, invasa dall'oro delle colonie che però non venne investito nel settore produttivo ma sperperato, Colbert fece investire questo denaro per realizzare maggiori guadagni. E comprese che il settore che ne prometteva di più era l'industria e non l'agricoltura. Pertanto favorì gli investimenti sulle industrie.
La politica di Colbert riuscì nei suoi scopi iniziali e fu da modello economico per gli stati moderni successivi.
Ma alla Francia mancava quel particolare che fa di uno stato un regno potente ed al riparo da guerre civili cioè un esercito stabile e direttamente controllato dal sovrano. Ecco quindi che la Francia si dota del più grande, potente e costoso esercito stabile del seicento che rappresenterà per gli altri stati un elemento di rispettabilità e per la Francia un elemento di stabilità. Ecco che per affermare la superiorità dello stato di Luigi XIV sulle altre nazioni, intraprende numerose guerre che gravano sul bilancio dello stato e procurano alla Francia solo qualche piccolo territorio.
Tutto ciò per arrivare all’apice dell’assolutismo e dimostrare l’autorità della Francia sulle altre nazioni ma tutto questo nei secoli successivi sarà solo motivo di rivolte.
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