peppe_96p
peppe_96p - Ominide - 11 Punti
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Ho bisogno del riassunto di questo testo epico

Ecco il testo:

Entrò Ettore amato da Zeus nella mano teneva l'asta di undici cubiti; in cima alla lancia splendeva la punta di bronzo; intorno correva un anello d'oro.
Lo trovò nella stanza nuziale; curava le splendide armi , scudo e corazza e saggiava l'arco ricucrvo. Elena d'Argo invece in mezzo alla donne sue serve era seduta e a loro ordinava lavori eccellenti
Ettore come lo vide l'assali con paroli di biasimo: Caro mio non è queto il momento di covare rancori nel cuore!
Intorno alla rocca e alle mura muoiono i cittadini battendosi; a causa di te il grido di lotta e di guerra assedia la nostra città grideresti anche tu contro un altro se lo vedessi inerte di fronte all'odiosa battaglia.
Muoviti, prima che bruci la rocca nel fuoco nemico
A lui rispondeva così Alessandro simile a un Dio:
"Ettore poichè a ragione m'assali non senza giustizia per questo ti risponderò tu ascoltami bene e capisci; io non tanto per ira o rancore verso i Troiani stavo dentro il mio talamo volevo sfogare il dolore. Ma ora anche la sposa consigliando con dolci parole m'ha spinto a combattere così penso anch'io che sia meglio in questo frangente è alterna la vittora tra gli uomini. Ma tu aspetta un momento che besta le armi di Ares oppure va avanti ti seguo e so che ti raggiungerò.
Così disse non replicò Ettore dall'elmo abbagliante ma Elena gli si rivolse con dolci parole:
Cognato mio di una cagna malefica odiosa almeno quel giorno appena mia madre mi partorì m'avesse spazzato via un vortice orrendo di vento, portata sui monti o sull'onda del mare in tempesta, e il flutto m'avesse travolta prima che questo accadesse!
E almeno dato che tali sciagure gli dei mi fissavano, mi fossi trovata compagna di un uomo più coraggioso sensibile verso lo sdegno e i molti insulti degli uomini!
Costui non ha un animo saldo neppure in futuro l'avrà di questo io penso raccoglierà i frutti.
Ma entra ora tu e siediti su questo seggio, cognato perchè soprattutto a te tante angosce toccarono per colpa di me cagna e della follia d'Alessandro. A noi Zeus ha dato un triste destino perchè anche in futuro diventiamo degni di canto per gli uomini che saranno.
A lei così Eottre grande dall'elmo abbagliante rispose:
Non farmi sedere Elena per quanto affettuosa non voglio già il mio cuore si slancia perchè porti aiuto ai troiani se io sono via ne sentono grande mancanza.
Spingi piuttosto quest'uomo e si sbrighi anche lui
e mi raggiunga finche sono dentro le mura
io voglio passare da casa per rivedere i miei cari mia moglie e il piccolo figlio
Perchè non so se potrò un'altra volta tornare da loro o se già oggi gli dei per mano achea non m'uccidano.

Ho impiegato un bel pò a scriverlo tutto cmq spero che riuscite a farmelo vi ringrazio anticipatamente e vi porgo i miei più cordiali saluti :) :)

Aggiunto 1 ore 2 minuti più tardi:

Come sempre grazie mille :) :)
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Entrò Ettore amato da Zeus nella mano teneva l'asta di undici cubiti; in cima alla lancia splendeva la punta di bronzo; intorno correva un anello d'oro.
Ettore trovò Alessandro nella stanza nuziale, come lo vide gli disse che non era il momento giusto per avere rancore, poiché fuori continuava la battaglia, quindi lo istigò a muoversi prima che la rocca fosse incendiata dal fuoco nemico. Alessandro disse ad Ettore di Andare avanti. Ed Elena con dolci parole disse che Zeus ha dato un triste destino ed Alessandro nuovamente le rispose di spingere Ettore alla battaglia, in quanto egli voleva tornare a casa dalla sua famiglia per l'ultima volta
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