gaffy4ever
gaffy4ever - Ominide - 22 Punti
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ciao a tutti, volevo kiedervi se potevate aiutarmi.
Qualcuno può farmi un riassunto (dettagliato) del libro di Valerio Massimo Manfredi, "Lo Scudo di Talos"? ringrazio già adesso :
mohamed9
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Trama
Talos nacque secondogenito dalla nobile famiglia dei Kleomenidi ma, a causa di una malformazione al piede, venne abbandonato dal padre Aristarchos sul monte Taigeto. Venne ritrovato sul suddetto monte da Kritolaos, un anziano con molte virtù, che decise di chiamarlo Talos.

Talos crebbe forte e coraggioso, contemporaneamente a suo fratello Brithos. Il ragazzo, una sera, seguì il nonno sul monte Taigeto e entrarono in una spelonca sotterranea coperta da un enorme masso. All'interno trovarono una cassa, Talos l'aprì e trovò l'armatura più bella che avesse mai visto, insieme a una spada maledetta, uno scudo e un bellissimo arco di corno. Il nonno gli disse che erano appartenute ad Aristodemo, l'ultimo re della Messenia prima che fosse conquistata da Sparta. Il ragazzo quando non c'era bisogno a casa sua, si recava da un altro ilota, a lui molto affezionato, di nome Pelias. Egli aveva una bellissima figlia di nome Antinea di cui Talos era innamorato. .

Un giorno Brithos e i suoi amici assalirono Antinea ma Talos si batté coraggiosamente per difenderla, rimanendo ferito. Il nonno Kritolaos invecchiava sempre più e la morte non si fece attendere. Le ultime parole dell'uomo trattavano di una persona cieca da un occhio che avrebbe potuto togliere la maledizione alla spada di Aristodemo. Arrivò il tempo delle guerre persiane e gli Iloti furono condotti a Sparta per essere scelti come aiutanti dei soldati in guerra. Talos dovette anch’esso recarsi in città e fu scelto da Brithos. Alla morte del nonno entrò a far parte della "famiglia" anche Karas. Talos partì in guerra con suo padre e Brithos. Combatterono alle Termopili dove il vero padre di Talos perse la vita. Il re Leonidas incaricò Talos, Brithos e Aghias, compagno di Brithos, di recapitare un messaggio della massima importanza, senza saperne il contenuto, agli efori e re di Sparta. Da quando tornarono si diffuse la voce che i due guerrieri avevano mentito o avessero fatto in modo di ottenere dal re l’ordine di tornare per salvarsi la vita. Aghias si suicidò impiccandosi in casa sua Brithos, invece, fuggì una notte per uccidersi ma Talos lo trasportò nella sua capanna dove lo convinse a riscattarsi offrendosi di combattere assieme nella sua guerra personale.Brithos combatté tutto l'autunno, l'inverno e la primavera in tutta la Grecia per uccidere gli emissari e le truppe persiane che andavano in lungo ed in largo a depredare le messi dei contadini,insieme a talos. Al posto del re Leonidas salì al potere Pausanias. Egli trovò gloria nella vittoria contro i Persiani a Platea. Il fratello di Talos morì nella battaglia da eroe. Talos fu riconosciuto come spartano e unico superstite della famiglia dei Kleomenidi e scoprì che il suo vero nome era Kleidemos.

Dopo intraprese la carriera militare e gli furono affidate numerose missioni, diventò così comandante di un plotone di "Uguali". Pausanias, re di Sparta , lo convocò per esporgli il proprio piano di far cadere Sparta e liberare gli Iloti dalla schiavitù. Lo incaricò di andare a parlare con il satrapo di una regione remota della Persia per avere l’appoggio del Gran Re. Il satrapo accordò l'aiuto del Gran Re a Pausanias e fece alloggiare Kleidemos nel suo palazzo. Dopo questo tornò a Sparta dove venne a sapere del complotto formatosi per uccidere il re. Nello stesso momento un ufficiale della Krypteia torturò Karas. Dall’uomo però non ricavò una singola parola che potesse tradire il re di Laghal, gli efori riuscirono a farli incontrare e dietro una finta parete sentirono il re tradirsi con le sue stesse parole. Intanto Kleidemos ritornò a casa. Poi si avviò verso la tomba di sua madre e trovò incisa una scritta assai insolita e prima inesistente che parlava del messaggio del re Leonidas. Poi intraprese un viaggio che lo ricondusse da Antinea. Tornando in patria si accampò, per la notte, nella città di Ithome, la rocca degli antenati di suo nonno. In questo luogo gli venne in mente il vero messaggio del re Leonidas. Durante la notte la regione fu colpita da un violento terremoto che mise a rischio anche la vita di Kleidemos. Il giorno successivo gli Iloti attaccarono Sparta, che indebolita dal terremoto fece fatica a difendersi. Successivamente Talos si incontrò con Karas e decise di andare a parlare con l'eforo Episthenes e scoprì i veri intenti del re Leonidas, gli stessi di Pausanias. Conobbe anche che la scritta sulla tomba di sua madre era stata incisa dall'eforo perché voleva che così fosse indotto a incontrarlo. Kleidemos, ottenuto ciò che voleva, si diresse con Karas al luogo dove si trovavano gli armamenti di Aristodemo. Karas era il custode delle parole, mentre Kritolaos quello della spada. Ripetuta la profezia, Karas disse a Kleidemos: “Kritolaos fu l’ultimo custode della spada; io sono il custode delle parole… parole tramandate per 184 anni. Ora tu possiedi la spada e conosci le parole… tu sei il lupo”. Gli Iloti si trovarono armati e divisi per tribù e all'arrivo di Karas e del lupo resero loro onore. Approfittando dello stato di emergenza della città di Sparta, gli Iloti raggiunsero Ithome e la ricostruirono. Kleidemos ebbe un figlio da Antinea. Sparta, saputo l’accaduto, preparò l'esercito per attaccare gli Iloti. Essi attaccarono Ithome. Sparta non era appoggiata neanche da Atene. Gli efori e gli anziani consultarono l'Oracolo di Delfi e il responso fu quello di dover fermare la battaglia perché agli Iloti spettava avere la libertà. L'ultima guerra fu interrotta quasi a metà poiché un messo, inviato dal governo spartano, avvertì il re di interrompere gli attacchi in base al responso dell'Oracolo, che prevedeva anche la libertà per il popolo schiavo. Dopo la battaglia Talos sparì lasciando solo la sua armatura, il suo scudo, il suo elmo e la spada, che furono ritrovati da Karas, il quale sapeva che se gli Iloti avessero avuto nuovamente bisogno di del "lupo", egli sarebbe tornato.
martux
martux - Sapiens - 592 Punti
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RIASSUNTO

Il romanzo storico “Lo scudo di Talos” è stato scritto da Massimo Valerio Manfredi e racconta le vicende di una nobile famiglia spartana in cui nacque un bambino storpio chiamato Kleidemos.

Il padre Aristarchos in una notte piena di tuoni e fulmini, lo portò nel bosco e lì lo abbandonò.

Egli fece questo non per sua volontà ma per rispettare la legge di Sparta, seconda la quale i bambini che non erano perfetti nel corpo e quindi non potevano diventare guerrieri, dovevano essere abbandonati.

Il piccolo però fu ritrovato da un vecchio pastore ilota che stava pascolando le pecore del suo padrone sul monte Taigeto insieme al suo fedele cane Krios.

Il vecchio pastore, di nome Kritolaos, lo portò a casa sua e lo fece allevare da sua figlia e gli diede il nome di Talos. Talos crebbe ed imparò, grazie a Kritolaos, a muoversi con abilità ed a reggere almeno in parte il peso del corpo ed imparò a difendersi ed a tirare con l’arco.

Kritolaos prima di morire gli vede vedere dove era nascosta l’armatura del defunto re degli Iloti ed affidò Talos a Karas, un suo fedele amico perché lo proteggesse e lo aiutasse. Intanto a Sparta Brithos, fratello di Talos, imparava come diventare un guerriero.

Un giorno Brithos ed alcuni suoi compagni l’assalirono Antinea, figlia del contadino Pelias, e Talos per difenderla si scontrò con Brithos, che non sapeva fosse suo fratello, e con i suoi compagni.

Da quel giorno Brithos e Talos si odiarono a vicenda.

Ben presto ci fu la guerra contro il Gran Re di Persia e tutti gli iloti furono condotti a Sparta per essere scelti come attendenti per i guerrieri e Talos fu scelto da Brithos.

Nelle battaglia delle Termopili tutti i guerrieri spartani ed il Re Leonidas persero la vita tranne Brithos, il suo amico Aghias e Talos che per volere del Re portarono a Sparta un messaggio per gli Anziani. Essi però vennero considerati traditori perché ingiustamente accusati di essere fuggiti dal campo di battaglia. Aghias, l’amico di Brithos, s’impiccò nella sua casa e Brithos fuggì una notte con l’intenzione di uccidersi ma Talos lo fermò e lo convinse a riscattarsi aiutandolo nella sua guerra solitaria contro i persiani.

Brithos morì a Platea ed il Re Pausanias consegnò a Talos l’armatura di suo fratello e gli rivelò il suo vero nome e la storia della sua vera famiglia.

Allora Talos tornò a Sparta per vedere la sua madre naturale, Ismene, ma lei, per la troppo emozione morì.

Talos divenne un comandante dell’esercito di Pausanias e combattè a lungo in Asia.

Ritornato a Sparta, Talos, dopo varie ricerche trovò Antinea con la quale in seguito ebbe un bambino.

Sparta venne colpita da un terremoto e Karas disse a Talos che doveva scegliere se stare con gli Iloti o gli Spartani.

Talos alla fine decise di aiutare gli Iloti a liberarsi dalla schiavitù degli Spartani e con essi ricostruì Ithome, la vecchia città degli Iloti.

Gli Spartani assediarono la città a lungo e Talos, temendo il peggio, fece allontanare Antinea, suo figlio e sua madre per salvarli.

Mentre si stava preparando lo scontro finale giunse un messaggero degli Anziani, consigliato da Atene, che ordinava di cessare la lotta e ridare la libertà agli Iloti, purchè questi andassero a vivere nei territori degli Ateniesi.

Gli Iloti partirono ma con loro non vi era Talos; egli era scomparso proprio quando poteva raccogliere i risultati del suo valore. Il suo amico più caro, Karas, si mise alla sua ricerca fino a che si imbattè in un lupo che lo condusse vicino alla sua tana, dove rinvenne solo l’armatura e lo scudo dell’eroe.

Qualora gli Iloti avessero avuto bisogno di Talos, egli sarebbe ritornato.

GENERE LETTERARIO:

è un romanzo storico poiché la grande storia dei Greci fa da cornice a duna splendida e tormentata storia familiare. Infatti nel libro si narrano le vicende di due fratelli separati in nome della legge più crudele di Sparta, che il fato per vie tortuose, li riavvicina e li fa combattere insieme contro gli invasori Persiani.

Nel romanzo vengono anche descritti avvenimenti storici quali la vittoria di Maratona e l’eroico sacrificio delle Termopili.



CARATTERISTICHE DEI PERSONAGGI

I personaggi principali sono:

- Talos/Kleidemos: ha occhi e capelli neri e corporatura snella e slanciata, nonostante la sua malformazione al piede. Il pastore Kritolaos, che lo alleva con il nome di Talos, lo definisce “mente pronta e cuore generoso”. Egli rivela infatti generosità e coraggio e si distingue per valore nelle guerre dimostrando predisposizione al comando. Kleidemos era il nome datogli dalla sua famiglia natale.

- Kritolaos: è un pastore appartenente al popolo degli Iloti. Ha i capelli bianchi e le mani nodose; secondo Talos è l’uomo più saggio del mondo. Vive sul monte Taigeto e Talos lo considera suo nonno.

- Colei che allevò Talos: è la figlia di Kritolaos, ha gli occhi grigi ed una testa spesso reclinata. E’ la dimostrazione della dedizione e dell’umiltà.

- Brithos: viene descritto come un grande guerriero. Nella prima parte del testo tenta di uccidere Talos ma qualcosa lo ferma. Solo in seguito scoprirà che Talos è suo fratello e si riconcilierà con lui.

- Karas: è il migliore amico di Talos dopo la morte di Kritolaos. Di lui non si sa molto, solo che è un omaccione che, pur di difendere il suo popolo, subisce torture e l’accecamento di un occhio

- Antinea: è l’unica donna amata da Talos nonostante abbia viaggiato molto per seguire il suo padrone, non ha mai dimenticato Talos, come lui non ha mai dimenticato lei. Ha occhi verdi e corpo snello. Rappresenta la giovinezza e l’amore ed avrà un figlio da Talos.

- Aghias: è l’amico di Brithos e si è tolto la vita dopo essere sopravvissuto alla battaglia di Platea. Come Brithos, fu accusato di codardia e non riuscì a reggere alle accuse.

- Aristarchos: è il padre di Talos e rappresenta la nobiltà spartana; mette le leggi della polis davanti all’amore per il proprio figlio. Nella battaglia delle Termopili si rivela valoroso e coraggioso.

- Pausanias: è il re spartano che si rivela traditore dei suoi cittadini. E’ lui che fa conoscere a Talos le sue vere origini.



ANALISI TESTO

In questo romanzo prevalgono azioni e descrizioni. Le azioni si hanno quando Talos e Brithos combattono mentre le descrizioni quando l’autore descrive il paesaggio un personaggio o delle azioni di guerra.

In questo romanzo ci sono anche dei dialoghi, ma sono di meno rispetto alle azioni o descrizioni.

Il capitolo che mi è piaciuto di più è quello che descrive l’incontro tra Kleidemos e la sua madre naturale Ismene; infatti solo in quel momento Talos capisce che i suoi genitori non lo avevano abbandonato per crudeltà, ma perché la legge di Sparta glielo imponeva e per questo i suoi genitori avevano lungamente sofferto (“Nostos” - 2°p. - capitolo 2 – pag. 181). Secondo me, questa è una delle parti più toccanti perchè ricca di sentimento e in grado di suscitare grande emozione nel lettore.

Preso da : http://blog.scuolaer.it/messaggio.aspx?IDBlog=979&IDMsg=11520

Aggiunto 3 secondi più tardi:

RIASSUNTO

Il romanzo storico “Lo scudo di Talos” è stato scritto da Massimo Valerio Manfredi e racconta le vicende di una nobile famiglia spartana in cui nacque un bambino storpio chiamato Kleidemos.

Il padre Aristarchos in una notte piena di tuoni e fulmini, lo portò nel bosco e lì lo abbandonò.

Egli fece questo non per sua volontà ma per rispettare la legge di Sparta, seconda la quale i bambini che non erano perfetti nel corpo e quindi non potevano diventare guerrieri, dovevano essere abbandonati.

Il piccolo però fu ritrovato da un vecchio pastore ilota che stava pascolando le pecore del suo padrone sul monte Taigeto insieme al suo fedele cane Krios.

Il vecchio pastore, di nome Kritolaos, lo portò a casa sua e lo fece allevare da sua figlia e gli diede il nome di Talos. Talos crebbe ed imparò, grazie a Kritolaos, a muoversi con abilità ed a reggere almeno in parte il peso del corpo ed imparò a difendersi ed a tirare con l’arco.

Kritolaos prima di morire gli vede vedere dove era nascosta l’armatura del defunto re degli Iloti ed affidò Talos a Karas, un suo fedele amico perché lo proteggesse e lo aiutasse. Intanto a Sparta Brithos, fratello di Talos, imparava come diventare un guerriero.

Un giorno Brithos ed alcuni suoi compagni l’assalirono Antinea, figlia del contadino Pelias, e Talos per difenderla si scontrò con Brithos, che non sapeva fosse suo fratello, e con i suoi compagni.

Da quel giorno Brithos e Talos si odiarono a vicenda.

Ben presto ci fu la guerra contro il Gran Re di Persia e tutti gli iloti furono condotti a Sparta per essere scelti come attendenti per i guerrieri e Talos fu scelto da Brithos.

Nelle battaglia delle Termopili tutti i guerrieri spartani ed il Re Leonidas persero la vita tranne Brithos, il suo amico Aghias e Talos che per volere del Re portarono a Sparta un messaggio per gli Anziani. Essi però vennero considerati traditori perché ingiustamente accusati di essere fuggiti dal campo di battaglia. Aghias, l’amico di Brithos, s’impiccò nella sua casa e Brithos fuggì una notte con l’intenzione di uccidersi ma Talos lo fermò e lo convinse a riscattarsi aiutandolo nella sua guerra solitaria contro i persiani.

Brithos morì a Platea ed il Re Pausanias consegnò a Talos l’armatura di suo fratello e gli rivelò il suo vero nome e la storia della sua vera famiglia.

Allora Talos tornò a Sparta per vedere la sua madre naturale, Ismene, ma lei, per la troppo emozione morì.

Talos divenne un comandante dell’esercito di Pausanias e combattè a lungo in Asia.

Ritornato a Sparta, Talos, dopo varie ricerche trovò Antinea con la quale in seguito ebbe un bambino.

Sparta venne colpita da un terremoto e Karas disse a Talos che doveva scegliere se stare con gli Iloti o gli Spartani.

Talos alla fine decise di aiutare gli Iloti a liberarsi dalla schiavitù degli Spartani e con essi ricostruì Ithome, la vecchia città degli Iloti.

Gli Spartani assediarono la città a lungo e Talos, temendo il peggio, fece allontanare Antinea, suo figlio e sua madre per salvarli.

Mentre si stava preparando lo scontro finale giunse un messaggero degli Anziani, consigliato da Atene, che ordinava di cessare la lotta e ridare la libertà agli Iloti, purchè questi andassero a vivere nei territori degli Ateniesi.

Gli Iloti partirono ma con loro non vi era Talos; egli era scomparso proprio quando poteva raccogliere i risultati del suo valore. Il suo amico più caro, Karas, si mise alla sua ricerca fino a che si imbattè in un lupo che lo condusse vicino alla sua tana, dove rinvenne solo l’armatura e lo scudo dell’eroe.

Qualora gli Iloti avessero avuto bisogno di Talos, egli sarebbe ritornato.

GENERE LETTERARIO:

è un romanzo storico poiché la grande storia dei Greci fa da cornice a duna splendida e tormentata storia familiare. Infatti nel libro si narrano le vicende di due fratelli separati in nome della legge più crudele di Sparta, che il fato per vie tortuose, li riavvicina e li fa combattere insieme contro gli invasori Persiani.

Nel romanzo vengono anche descritti avvenimenti storici quali la vittoria di Maratona e l’eroico sacrificio delle Termopili.



CARATTERISTICHE DEI PERSONAGGI

I personaggi principali sono:

- Talos/Kleidemos: ha occhi e capelli neri e corporatura snella e slanciata, nonostante la sua malformazione al piede. Il pastore Kritolaos, che lo alleva con il nome di Talos, lo definisce “mente pronta e cuore generoso”. Egli rivela infatti generosità e coraggio e si distingue per valore nelle guerre dimostrando predisposizione al comando. Kleidemos era il nome datogli dalla sua famiglia natale.

- Kritolaos: è un pastore appartenente al popolo degli Iloti. Ha i capelli bianchi e le mani nodose; secondo Talos è l’uomo più saggio del mondo. Vive sul monte Taigeto e Talos lo considera suo nonno.

- Colei che allevò Talos: è la figlia di Kritolaos, ha gli occhi grigi ed una testa spesso reclinata. E’ la dimostrazione della dedizione e dell’umiltà.

- Brithos: viene descritto come un grande guerriero. Nella prima parte del testo tenta di uccidere Talos ma qualcosa lo ferma. Solo in seguito scoprirà che Talos è suo fratello e si riconcilierà con lui.

- Karas: è il migliore amico di Talos dopo la morte di Kritolaos. Di lui non si sa molto, solo che è un omaccione che, pur di difendere il suo popolo, subisce torture e l’accecamento di un occhio

- Antinea: è l’unica donna amata da Talos nonostante abbia viaggiato molto per seguire il suo padrone, non ha mai dimenticato Talos, come lui non ha mai dimenticato lei. Ha occhi verdi e corpo snello. Rappresenta la giovinezza e l’amore ed avrà un figlio da Talos.

- Aghias: è l’amico di Brithos e si è tolto la vita dopo essere sopravvissuto alla battaglia di Platea. Come Brithos, fu accusato di codardia e non riuscì a reggere alle accuse.

- Aristarchos: è il padre di Talos e rappresenta la nobiltà spartana; mette le leggi della polis davanti all’amore per il proprio figlio. Nella battaglia delle Termopili si rivela valoroso e coraggioso.

- Pausanias: è il re spartano che si rivela traditore dei suoi cittadini. E’ lui che fa conoscere a Talos le sue vere origini.



ANALISI TESTO

In questo romanzo prevalgono azioni e descrizioni. Le azioni si hanno quando Talos e Brithos combattono mentre le descrizioni quando l’autore descrive il paesaggio un personaggio o delle azioni di guerra.

In questo romanzo ci sono anche dei dialoghi, ma sono di meno rispetto alle azioni o descrizioni.

Il capitolo che mi è piaciuto di più è quello che descrive l’incontro tra Kleidemos e la sua madre naturale Ismene; infatti solo in quel momento Talos capisce che i suoi genitori non lo avevano abbandonato per crudeltà, ma perché la legge di Sparta glielo imponeva e per questo i suoi genitori avevano lungamente sofferto (“Nostos” - 2°p. - capitolo 2 – pag. 181). Secondo me, questa è una delle parti più toccanti perchè ricca di sentimento e in grado di suscitare grande emozione nel lettore.

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gaffy4ever
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grazie.... :)
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