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serenella
serenella - Ominide - 31 Punti
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ragazzi ho un urgente bisogno d'aiuto per un saggio breve artistico - letterario
argomento: la percezione dello straniero nella letteratura e nell'arte..

“Non lederai il diritto dello straniero o dell’orfano e non prenderai in pegno la veste dalla vedova; ma ti ricorderai che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha redento l’Eterno, il tuo Dio; perciò ti comandò di fare questo. Quando fai la mietitura nel tuo campo e dimentichi nel campo un covone, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per lo straniero, per l’orfano e per la vedova, affinché l’Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutta l’opera delle tue mani. Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornerai a ripassare sui rami; le olive rimaste saranno per lo straniero, per l’orfano e per la vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non ripasserai una seconda volta; i grappoli rimasti saranno per lo straniero, per l’orfano e per la vedova. E ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese d’Egitto; perciò ti comando di fare questo.”

DEUTERONOMIO, 24, 17-22


“Così Odisseo stava per venire in mezzo a fanciulle dalle belle chiome, pur nudo com’era: la dura necessità lo spingeva. Terribile apparve loro, era tutto imbrattato di salsedine. E fuggirono via, chi qua chi là, sulle spiagge dove più sporgevano dentro il mare. Sola restava la figlia di Alcinoo: Atena le mise in cuore ardimento e tolse dalle membra la paura. Rimase ferma di fronte a lui, si tratteneva. Ed egli fu incerto, Odisseo, se supplicare la bella fanciulla e abbracciarle le ginocchia, oppure così di lontano pregarla, con dolci parole, che gl’indicasse la città e gli desse vesti. Questa gli parve, a pensarci, la cosa migliore, pregarla con dolci parole di lontano. Temeva che a toccarle i ginocchi si sdegnasse, la fanciulla. Subito le rivolse la parola:…E a lui rispondeva Nausicaa dalle bianche braccia: «Straniero, non sembri uomo stolto o malvagio, ma Zeus Olimpio, che divide la fortuna tra gli uomini, buoni e cattivi, a ciascuno come lui vuole, a te diede questa sorte, e tu la devi ad ogni modo sopportare.»…Così disse, e diede ordini alle ancelle dalle belle chiome: «Fermatevi, ancelle, per favore. Dove fuggite al veder un uomo? Pensate forse che sia un nemico? Non c’è tra i mortali viventi, né mai ci sarà, un uomo che venga alla terra dei Feaci a portar la guerra: perché noi siamo molto cari agli dei. Abitiamo in disparte, tra le onde del mare, al confine del mondo: e nessun altro dei mortali viene a contatto con noi. Ma questi è un infelice, giunge qui ramingo. Bisogna prendersi cura di lui, ora: ché vengono tutti da Zeus, forestieri e mendichi, e un dono anche piccolo è caro. Su, ancelle, date all’ospite da mangiare e da bere, e lavatelo prima nel fiume, dove c’è un riparo dal vento.»

OMERO, Odissea, VI, vv. 135-148 e vv. 186-209



“Afflitto della nuova, e arrabbiato della maniera, Renzo afferrò ancora il martello, e, così appoggiato alla porta, andava stringendolo e storcendolo, l’alzava per picchiar di nuovo alla disperata, poi lo teneva sospeso. In quest’agitazione, si voltò per vedere se mai ci fosse d’intorno qualche vicino, da cui potesse forse aver qualche informazione più precisa, qualche indizio, qualche lume. Ma la prima, l’unica persona che vide, fu un’altra donna, distante forse un venti passi; la quale, con un viso ch’esprimeva terrore, odio, impazienza e malizia, con cert’occhi stravolti che volevano insieme guardar lui, e guardar lontano, spalancando la bocca come in atto di gridare a più non posso, ma rattenendo anche il respiro, alzando due braccia scarne, allungando e ritirando due mani grinzose e piegate a guisa d’artigli, come se cercasse d’acchiappar qualcosa, si vedeva che voleva chiamar gente, in modo che qualcheduno non se n’accorgesse. Quando s’incontrarono a guardarsi, colei, fattasi ancor più brutta, si riscosse come persona sorpresa…lasciò scappare il grido che aveva rattenuto fin allora: «l’untore, dagli! dagli! dagli all’untore!» Allo strillar della vecchia, accorreva gente di qua e di là;…abbastanza per poter fare d’un uomo solo quel che volessero.”

A. MANZONI, I Promessi Sposi, XXXIV, 1842




Lo straniero

“A chi vuoi più bene, enigmatico uomo, di? A tuo

padre, a tua madre, a tua sorella o a tuo fratello?”

“Non ho né padre, né madre, né sorella, né

fratello.”

“Ai tuoi amici?”

“Adoperate una parola di cui fino a oggi ho

ignorato il senso.”

“Alla tua patria?”


“Non so sotto quale latitudine si trovi.”

“Alla bellezza?”

“L’amerei volentieri, ma dea e immortale.”

“All’oro?”

“Lo odio come voi odiate Dio.”

“Ma allora che cosa ami, straordinario uomo?”

“Amo le nuvole…le nuvole che vanno…laggiù,

laggiù…le meravigliose nuvole!”

C. BAUDELAIRE, Poemetti in prosa, 1869






“L’infermo teneva gli occhi chiusi: pareva un Cristo di cera, deposto dalla croce. Dormiva o era morto? Si fecero un po’ più avanti; ma al lieve rumore, l’infermo schiuse gli occhi, quei grandi occhi celesti, attoniti. Le due donne si strinsero vieppiù tra loro; poi, vedendogli sollevare una mano e far cenno di parlare, scapparono via con un grido, a richiudersi in cucina. Sul tardi, sentendo il campanello della porta, corsero ad aprire; ma, invece di don Pietro, si videro davanti quel giovane straniero della mattina. La zitellona corse ranca ranca a rintanarsi di nuovo; ma Venerina, coraggiosamente, lo accompagnò nella camera dell’infermo già quasi al bujo, accese una candela e la porse allo straniero, che la ringraziò chinando il capo con un mesto sorriso; poi stette a guardare, afflitta: vide che egli si chinava su quel letto e posava lieve una mano su la fronte dell’infermo, sentì che lo chiamava con dolcezza: - Cleen…Cleen…Ma era il nome, quello, o una parola affettuosa? L’infermo guardava negli occhi il compagno, come se non lo riconoscesse; e allora ella vide il corpo gigantesco di quel giovane marinajo sussultare, lo sentì piangere, curvo sul letto, e parlare angosciosamente, tra il pianto, in una lingua ignota. Vennero anche a lei le lagrime agli occhi. Poi lo straniero, voltandosi, le fece segno che voleva scrivere qualcosa. Ella chinò il capo per significargli che aveva compreso e corse a prendergli l’occorrente. Quando egli ebbe finito, le consegnò la lettera e una borsetta. Venerina non comprese le parole ch’egli le disse, ma comprese bene dai gesti e dall’espressione del volto, che le raccomandava il povero compagno. Lo vide poi chinarsi di nuovo sul letto a baciare più volte in fronte l’infermo, poi andar via in fretta con un fazzoletto su la bocca per soffocare i singhiozzi irrompenti.”

L. PIRANDELLO, Lontano, in “Novelle per un anno”, 1908
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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scusa ma qual'è la tua richiesta??non sai fare il saggio breve oppure vuoi che ti diamo una mano a far il saggio breve?nel caso fosse la 2a scrivi tu qualcosa poi io te la correggo
serenella
serenella - Ominide - 31 Punti
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allora lino come parte d'inizio potrebbe andare bene questa???


chi è lo straniero? per me lo straniero è colui che per qualche motivo va in un altro paese, e vi si stabilisce per un dato tempo, o anche definitivamente;quando però questi arriva nel paese, pur essendo gia abbasstanza abituati, tendiamo ad emarginarlo, e a tenere un atteggiaento sostenuto.
i motivi per i quali l'uomo straniero si trasferisce, possono essere di vario tipo, come trovare una migliore condizione di vita, per studiare o semplicemente viaggiare.
a parer mio gli stranieri ben o male,sanno cos'è il senso di responsabilità, e sacrificio; sono disposti a soffrire e a "farsi in mille" pur di raggiungere un certo obiettivo, e tendenzialmente lo fanno in modo pulito, con le proprie forze, e non sperando in raccomandazioni.
uno straniero non è scontato che sia un nemico, cosi come un nemico non è scontato che sia uno straniero.
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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si solo che dovresti evitare di usare espressioni come secondo me perchè quello che tu pensi si deve evincere dal tuo elaborato,ma è la prima volta che fai un saggio breve??
GIORGIA86
GIORGIA86 - Mito - 2715 Punti
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Devi provare ad essere meno coinvolto, appoggio i suggerimenti di Lino... Eprova ad alzare un po' il tono, non è un saggio breve sull'attualità ma come hai scritto tu è artistico-letterario...
serenella
serenella - Ominide - 31 Punti
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sinceramente è la seconda, io sono più portata per i temi classici..infatti non so praticamente come partire per i documenti.. cioè oltre che dire del primo documento del deuteronomio, che il tema dello straniero è comunque presente fin dai testi piu antichi, come nella bibbia, più che altro avvertito come schiavo "ma ti ricorderai che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha redento l’Eterno, il tuo Dio"; ci invita ad aprirci allo straniero, perchè sicuraente è piu bisognoso d noi "i grappoli rimasti saranno per lo straniero", mostrandosi così generosi, e nn avidi davanti gli occhi.



anche Omenro ci fa riflettere sul tema dello straniero, prendendo come esempio odisseo, e lo presenta nudo bagnato e stanco "pur nudo com’era" , "Terribile apparve loro, era tutto imbrattato di salsedine", davanti a nausicaa e le sue ancelle; alla visione di questuoo rude, le ancelle si spaventano e scappano, solo nausicaa riane e gli da fiducia convincendo le ancelle della sua buona fede e a offrirgli le cure d cui ha bisogno.



baudelaire nella sua poesia "poemetti in prosa" parla di quest'uomo, che ormai non ha più nulla da perdere, in quanto ha già perso la sua patria, la sua famigliae a la sua casa, l'unica cosa ke gli rimane è sognare, ed illudersi che un giorno tutto finirà



manzoni in questo tratto dei promessi sposi, prende come riferimento Renzo, che durante la pestilenzsa, era scappato fuori milano, e adesso torna per cercare la sua lucia, invano, allora arrabbiato inizia a sbattere fortissio
contro il portone dove abitava lei "Afflitto della nuova, e arrabbiato della maniera, Renzo afferrò ancora il martello, e, così appoggiato alla porta, andava stringendolo e storcendolo, l’alzava per picchiar di nuovo alla disperata, poi lo teneva sospeso" . solo che, essendo renzo di un altra parte di milano, nessuno lo conosceva, quindi tutti credevano fosse un untore «l’untore, dagli! dagli! dagli all’untore!»



nella sua novella,pirandello ci mostra la figura di 2 donne che stanno guardando uno straniero morire, e hanno paura ad ogni gesto, o accenno che fa. "edendogli sollevare una mano e far cenno di parlare, scapparono via con un grido, a richiudersi in cucina".




cosa dovrei aggiungerci secondo te????
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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guarda secondo me va bene così,scusa la domanda ma perchè devi fare questo saggio breve,hai esami?
serenella
serenella - Ominide - 31 Punti
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eh si, e io fondamentalmente non ho mai fatto saggi brevi e appena mi son trovata questo davanti son andata in panico.. :)
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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qui c'è un minicorso sui saggi brevi forse può esserti utile: http://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/saggio-breve.html
serenella
serenella - Ominide - 31 Punti
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grazie mille lino! :thx
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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di niente,chiedi e ti sarà dato (nel limite delle mie conoscenze :lol)
GIORGIA86
GIORGIA86 - Mito - 2715 Punti
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Serenella i documenti nel saggio breve vanno inseriti all'interno del discorso, non commentati semplicemente; se inizi dal documento sulla Bibbia e quindi dall'antichità del concetto stesso di straniero, prosegui elaborando autonomamente una linea interpretativa, dalla quale partono i collegamenti ai documenti forniti... Devi prendere posizione quando esponi e non essere una semplice compilatrice.
Stai attenta ad una cosa: i documenti sono forniti e noti a chi scrive no al destinatario del saggio perciò non puoi scrivere "in questo passo" perché noi lettori non lo avremo mai davanti quel passo...

http://www.skuola.net/maturita/storia-2008/1-prova-saggio-artistico-letterario.html
http://www.corriere.it/Speciali/Cronache/2008/Maturita/articoli/tema_artistico_letterario.pdf
gold.indire.it/datafiles/BDP.../dragoni%20SAGGIO%20BREVE.doc
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