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  • QST VOLTA è MOLTO SERIO IL GUAIO!..compitooooo di letteratura

lessy
lessy - Genius - 2490 Punti
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ragazzi vi pregooooo ho bisogno del vostro aiuto...MI SERVE UN BELLISSIMISSIMO COMMENTO DI UNA POESIA tra :

1 citta vecchia di UMBERTO SABA

2meriggiare pallido e assorto di eugenio montale

3 spesso il male di vivere ho incontrato


MI SERVE UNO DEI 3...il compito è x mercoledì appena dp le vacanze...e già sto cercando di trovare tt ciò ke posso...ma sarò difficile xk tt i miei amici si aiutano cn internet... e la prof si ink se trova frasi uguali...

VE LO KIEDO DAVVERO CN IL CUORE....AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!è importante x il 2 quadrimestre...
:blush
Pebla
Pebla - Genius - 4892 Punti
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io ho trovato questo però da internet :( se qualcuno puo aiutarti facendolo da loro forse è meglio!... cmq lo stesso ecco a te :

UMBERTO SABA : CITTA VECCHIA

Città vecchia è una lirica che va considerata come un'esemplare realizzazione di una costante della poesia di Saba: l'immettere la sua vita nella vita di tutti, essere come tutti gli uomini di tutti i giorni.

E' un viaggio attraverso la città, attraverso il male che c'é nella vita; scopre la presenza di Dio. Qui la cordiale rappresentazione di un angolo popolare di Trieste non cade mai nel populismo - è il pericolo connaturato a temi simili - perché il poeta non si china paternalisticamente su quel mondo, ma ci vive dentro, lo sente come un mondo popolato da creature simili a lui e come lui sentono che sostanzialmente la vita è dolore. Nel mondo umile ,che anima i vicoli stretti e bui , Saba ritrova l'essenza dell'umanità e la consapevolezza che chiunque , anche il più deleritto degli uomini , partecipa del mistero della vita ( Dio s'agita in tutte le creature , come nel poeta stesso) che accomuna tutti gli esseri viventi. Grazie a tale scoperta , il poeta può sentirsi vicino e uguale a questa umanità , provando di conseguenza un personale senso di liberazione . La poesia trova la sua forza proprio nella disposizione sentimentale del poeta nei confronti del mondo descritto.

Le tre strofe , che formano la poesia , sono collegate da una sottile rete di comandi interni : "la strada" al fine della prima strofa , e "la via" al termine della terza ; "nell'umiltà" , nella seconda strofa, e "degli umili" nella terza . Si osservi pure l'anafora "Qui…Qui…Qui , nella seconda e nella terza strofa. Si veda poi il gioco delle rime : lupinare-mare , detrito-infinito , va-umiltà , friggitori-amore-dolore-Signore, impazzita-vita , compagnia-via ; l'avvicinarsi nella rima della parola espressionistica alla parola di sostanza meditativa libera la prima da ogni nota manieristica e da ogni peso di tradizionale realismo, e la seconda da una sua troppo arida razionalità.




EUGENIO MONTALE : MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO

La vita sospesa: E' un momento di sospensione quasi assoluta, in cui la vita sembra essersi arrestata nelle proprie forme e parvenze, in un colloquio muto fra l'uomo e le cose.

L'influsso dannunziano: Il paesaggio è quello arido e scabro della prima raccolta montaliana, in cui è possibile cogliere echi dell'influsso di D'Annunzio (Mengaldo ha ad esempio individuato, ai vv. 9-10, l'arcaismo "frondi" e dannunziano l'espressione " scaglie di mare ", riconducendola a L'onda, in Alcyone). Non c'è tuttavia traccia, in questi versi, del panismo dannunziano, inteso come immedesimazione e quasi fusione del poeta in una mitica natura. Il quadro paesistico propone al contrario il motivo dell'aridità, dominante negli Ossi di seppia come emblema oggettivato di una condizione esistenziale desolata, prosciugata e svuotata di ogni slancio vitale (" rovente muro ", " pruni " e " sterpi ", " crepe del suolo ", " calvi picchi ", " sole che abbaglia ";).

Il paesaggio: Il paesaggio di Montale non si apre all'uomo (e per l'uomo); vive in se stesso, chiuso nella propria realtà incomunicabile. Esso non è uno scopo, il cui conseguimento possa appagare il poeta (come suprema conquista di un estetismo vitalistico), ma un tramite, senza sbocchi risolutori, verso l' "altro", verso un qualcosa che resta, alla fine, misterioso e inconoscibile, crudele nel suo rifiuto di dare risposte (si pensi alla "divina Indifferenza" del T145, Spesso il male di vivere ho incontrato).

La dimensione metafisica: E' la dimensione metafisica che incombe sulle cose, insieme presente e assente, nella tangibile concretezza delle sue apparenze e nella remota lontananza delle sue ragioni, che lasciano metafisica nell'oscurità lo scopo dell'esistenza. Il "sole che abbaglia " (v. 13) è luce che non lascia vedere; di qui uno stupito e dolente ripiegarsi su se stessi ("sentire con triste meraviglia";), nel tentativo di ascoltare e di comprendere il "travaglio" della "vita", che resta tuttavia misterioso e indecifrabile. I due versi conclusivi esprimono con straordinaria intensità (proprio per il loro andamento comune e dimesso, quasi prosastico) questa condizione: la "muraglia" (che riprende il " rovente muro d'orto " del v. 2), con i " cocci aguzzi di bottiglia " che la sovrastano, rappresenta la chiusura in questa prigione esistenziale, l'impossibilità di attingere ad una verità e pienezza che si collocano al di là dell'ostacolo, irraggiungibili.

Gli oggetti: E' evidente qui anche la tecnica con cui Montale costruisce il suo discorso poetico: esso è tutto affidato all'enumerazione di nudi oggetti, che costituiscono il correlativo oggettivo di una condizione metafisica.

Il verbo all'infinito e l'alliterazione: L'uso del verbo all'infinito, su cui si regge la struttura del componimento, accentua il senso di una continuità e di una durata uniformi, su cui si sovrappone un intenso gioco di allitterazioni, quasi per rendere, attraverso una mutevole sonorità verbale, il " palpitare " della natura e delle sue voci. Si veda la sequenza dei termini in rima della prima quartina (<> / "orto" / "sterpi" / "serpi";), che si ripercuote sull'intero componimento, nelle svariate combinazioni della liquida r con altre consonanti (ad esempio " presso ", " tra i pruni ", "merli", "frusci", "crepi", "intrecciano", "frondi", "mentre", "tremuli", "triste", "travaglio ";). L'animazione sonora di " scricchi " (preceduto da " tremuli ", con esito sinestetico, al v. 11), anticipata dagli "schiocchi" del v. 4, conduce alla rima, attraverso l'allitterazione in c, con il v. 12: " di cicale dai calvi picchi ". Particolarmente insistiti, infine, sono gli effetti combinati di rima e di consonanza dell'ultima strofa, nella serie " abbaglia " / " meraviglia " / "travaglio" / "muraglia" / "bottiglia".




EUGENIO MONTALE : SPESSO IL MAL DI VIVERE HO INCONTRATO

La poesia fa parte della raccolta di OSSI DI SEPPIA . Il poeta esprime la propria negativa visione della vita : essa scaturisce dall'incontro con li mal di vivere che nella prima strofa prende forma attraverso le tre immagini del "rivo" , della "foglia" e del "cavallo" :Montale descrive in pochi versi il disagio esistenziale, il pessimismo radicato dovuto alla consapevolezza che il dolore, il male appunto,si scaglia sugli esseri viventi e sulle cose senza risparmiare nessuno.L'unica via di scampo va ricercata nella divina Indifferenza(espressa pure con tre immagini simboliche) ; è grazie all'indifferenza che l'individuo può assumere un atteggiamento di insensibile immobilità, di lontananza che cancella la coscienza del dolore.

Metro : due quartine di endecasillabi, con l'eccezione dell'ultimo verso che presenta un doppio settenario.

L'abilità del Montale nell'inventare dei simboli ricorrendo a figure realistiche tratte dal paesaggio, si traduce in versi per mezzo della tecnica del correlativo oggettivo. Egli esprime il mal di vivere attraverso gli oggetti: il rivo strozzato , la foglia riarsa , il cavallo stramazzato. Questi costituiscono il dolore che colpisce tutto e tutti. Ad essi si contrappongono immagini che lasciano intravedere una via d'uscita dal male in direzione del bene : si tratta di oggetti staccati da terra , dotati d'imperturbabilità che l'uomo difficilmente raggiunge. La statua , la nuvola e il falco rappresentano i modi diversi dell'indifferenza, l'assenza di ogni sentimento sia di gioia che di dolore : l'impassibilità ,la leggerezza e la lontananza.

Anche le scelte linguistiche e retoriche sottolineano la radicale opposizione delle due quartine :nella prima sono presenti parole dal suono aspro(strozzato ,gorgoglia, incartocciarsi, stramazzato), sottolineate dalla presenza di un'anafora (era) e di un forte enjambement( foglia/ riarsa) che isola un aggettivo di grande rilevanza tematica; nella seconda c'è una struttura discorsiva abbastanza simile che si conclude con un effetto di maggiore musicalità grazie alla ripetizione della congiunzione "e" che lega le tre immagini affidate a parole più dolci e fluide.



se qualcuno puo aiutarla meglio, forse sarebbe anche meglio x lei... cmq spero di esserti stato d'aiuto! ciaooooo!
Uno di tanti
Uno di tanti - Genius - 13430 Punti
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ci sono io in tuo soccorso....ti faccio una delle due o anche tutte e due di montale...si saba lascio perdere...ciao :hi
lessy
lessy - Genius - 2490 Punti
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siiiiii grazie x favoreeeee.....ti pregooooooooooo una di montaleee quella ke preferisci...è davvero una questione di vita o di morte...da internet nn posso prp prendere nulla...ti prego aiutamiii!!!
Uno di tanti
Uno di tanti - Genius - 13430 Punti
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sta sera cerco di farla....poi la invio come appunto...e spero che la troverai li...ciao
lessy
lessy - Genius - 2490 Punti
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ti ringraziooo....sei davvero gentilissimo...mi salvi la vita...è importantissimo qst commento...GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!:angel6 un angeloo!!!
Uno di tanti
Uno di tanti - Genius - 13430 Punti
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il colmo e che per teatro io interpreto l'Arcangelo Raffaele....ahahahahah:lol

comunque te lo mando via pm...l'appunto sul sito lo mando poi mercoledi...cosi se qualcuno cerca da qui in avanti e lo trova...due uguali sei punto e a capo....comunque ti faccio meriggiare...:hi
lessy
lessy - Genius - 2490 Punti
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...hihihihihihihihihihihii ok grazie arcangelo gabrieleee!:D:D:D
francesca.marcuri
francesca.marcuri - Erectus - 60 Punti
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vorrei sapere qual'è l'ossimoro che si trova nella lirica, qual'è il suo significato e per quale motivo ha una funzione rilevante nella poesia "TRIESTE" di Umberto Saba...Mi servirebbe entro stasera se è possibile... Grazie mille...
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