feder91
feder91 - Sapiens Sapiens - 994 Punti
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scusatemi...ma mi serverebbe molto un vostro aiuto...
e' da ieri ke cerco su internet :LA DEDICA DEL PRINCIPE di machiavelli ma nn trovo nientre...
MI POTETE DARE UNA MANO???
MI SERVIREBBE UN RIASSUNTO...

GRAZIE
mrc89
mrc89 - Genius - 11028 Punti
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l Principe è un trattato di dottrina politica composto da Niccolò Machiavelli nel 1513 mentre si trovava a San Casciano confinato in seguito all'accusa di aver complottato contro i Medici. Machiavelli dedicò l'opera a Lorenzo II de' Medici, figlio di Piero II de' Medici, con la speranza di riacquistare l'incarico di Segretario della Repubblica, e fu pubblicata postuma nel 1532. Si tratta senza dubbio della sua opera più rinomata, quella dalle cui massime (spesso superficialmente interpretate) sono nati il sostantivo "machiavellismo" e l'aggettivo "machiavellico".

La prima menzione di questa opera si ha in una lettera datata il 10 dicembre 1513 indirizzata all'amico Francesco Vettori, in risposta ad una lettera di quest'ultimo che raccontava la sua vita a Roma e che chiedeva notizie sulla vita che conduceva Machiavelli a San Casciano. Quest'ultimo rispondendo raccontandogli gli aspetti rozzi della vita in campagna e parlando anche dei suoi studi, dichiara di aver composto un "opuscolo" intitolato "De principatibus".

È un'operetta non ascrivibile a un genere particolare in quanto non ha le caratteristiche di un vero e proprio trattato. Se ne è ipotizzata la natura di libriccino a carattere divulgativo. L'intera opera fu composta nella seconda metà del 1513 all'Albergaccio tranne la Dedica a Lorenzo de' Medici e l'ultimo capitolo, composti pochi anni dopo. La prima edizione a stampa fu edita nel 1532. Il Principe si compone di una Dedica e ventisei capitoli di varia lunghezza; l'ultimo capitolo consiste nell'appello ai de' Medici ad accettare le tesi espresse nel testo.
Indice
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* 1 Sommario
* 2 La contraddizione del Principe e del pensiero di Machiavelli
* 3 Stile e Lessico
* 4 Le caratteristiche del principe ideale
* 5 La natura umana e la concezione ciclica della storia
* 6 Guerra e pace
* 7 Il rapporto tra Virtù e Fortuna e la loro nuova concezione
* 8 Concezione della religione a servizio della politica e rapporto con la Chiesa
* 9 Reazioni
* 10 Indice dei contenuti
* 11 Voci correlate
* 12 Altri progetti


La contraddizione del Principe e del pensiero di Machiavelli [modifica]

Machiavelli nel Principe teorizza quindi come ideale un principato assoluto, nonostante egli si sia formato nella scuola repubblicana e abbia sempre creduto nei valori della repubblica; il suo modello è la Repubblica Romana, che Machiavelli esalta nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, con la partecipazione diretta del popolo. I critici risorgimentali sostennero la tesi che il Principe fosse una specie di manuale delle nefandezze della tirannide, celebre l'immagine del Foscolo dei Sepolcri ("quel grande che temprando lo scettro ai regnatori gli allor ne sfronda ed alle genti svela di che lagrime grondi e di che sangue";). Il dibattito su questa questione è tuttora aperto, tra le ipotesi c'è anche quella dell'opportunismo: Machiavelli vuole riottenere un posto politico di rilevanza e sarebbe quindi disposto anche ad accettare la dimensione monarchica, oppure il suo principe potrebbe essere un modello universale di capo di stato, di qualunque forma esso sia, monarchia o repubblica. La critica moderna ha però ultimamente ipotizzato che la volontà di scrivere il Principe, e quindi di parlare di monarchia, è stata mossa dall'aggravarsi della situazione in Italia. Difatti alla fine del '400 ed inizio del '500, l'Italia si trovava in un periodo di continue lotte interne. Machiavelli, attraverso il suo trattato, voleva quindi incitare i principati italiani a prendere le redini del paese, ormai sommerso da queste continue guerre, credendo che l'unico modo per riacquistare valore, in quel preciso periodo, fosse proprio un governo di tipo monarchico. È dunque questo il motivo che ha suscitato numerose critiche per lo più fuorvianti.

Le caratteristiche del principe ideale [modifica]

Le qualità che, secondo Machiavelli, deve possedere un principe ideale sono tuttora citate nei testi sulla leadership:

* la disponibilità di imitare il comportamento di grandi uomini, es. quelli dell'Antica Roma;
* la capacità di mostrare la necessità di un governo per il benessere del popolo, es. illustrando le conseguenze di un'oclocrazia;
* il comando sull'arte della guerra - per la sopravvivenza dello stato;
* la capacità di comprendere che il male simulato può essere essenziale per mantenere stabilità e potere;
* la prudenza;
* la saggezza di cercare consigli soltanto quando è necessario;
* la capacità di essere "simulatore e gran dissimulatore";
* il totale controllo della fortuna attraverso la virtù (la metafora utilizzata accosta fortuna ad un fiume, che deve essere contenuto dagli argini della virtù).
* la capacità di essere leone, volpe e centauro. (leone forza - volpe astuzia - centauro rapidità

cmq queato e un piccolo riassunto del capitolo 16 del principe:

Il capitolo 16 tratta della munificenza e della parsimonia. innanzitutto parte dicendo che la munificenza è dannosa per i principi, ai quali invece si addice la parsimonia, poichè essendo parsimoniosi questi non gravano sul popolo. cita come esempio il papa Giulio II e il re Luigi XII e il re di Spagna. Infine afferma che la liberalità è sconsigliata o meglio ce la si può permettere solo se si è durante l' ascesa, e quindi si deve prendere il potere, oppure se si sta i spendendo il denaro altrui, quindi se c'è qualcuno che sta finanziando.
feder91
feder91 - Sapiens Sapiens - 994 Punti
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sinceramente mi servirebbe la parte iniziale..quella della dedica a lorenzo de medici..cmq grazie lo stesso....mlt gentile
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Il Principe si indirizza a Giuliano De Medici allora nominato a Roma Gendarme della Chiesa, egli è per Machiavelli è un "Principe Nuovo", un altro Velentino, più tardi la dedica passò da da Giuliano a Lorenzo De Medici...IL libro comincia con una lettera a Francesco Vettori egli tra l'aprile e l'agosto del 1512 scrisse circa 4 lettere politiche al Vettori dove analizzava i rapporti di Stato presenti in Europa e propose l'alleanza francese come perno per la politica estera fiorentina
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