Giulia0301
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Parafrasi iliade "Ettore e Andromaca" dal verso 370 al verso 413?
anny=)
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Scrivi il testo da parafrasare oppure i primi versi e gli ultimi versi ;)
Giulia0301
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Testo:
Partì, così dicendo, Ettore elmo abbagliante; e giunse in breve alla sua comoda casa; ma non trovò nella sala Andromaca braccio bianco perch'ella, col bambino e un'ancella bel peplo, stava sopra la torre, desolata, gemente. [...]
E quando, attraversata la gran città, giunse alle porte Scee, da cui doveva uscir nella piana, qui la sposa ricchi doni gli venne incontro correndo, Andromaca, figliuola d'Eezìone magnanimo, Eezìone, che sotto il Placo selvoso abitava Tebe Ipoplacia, signore di genti cilice;
la sua figlia appartiene ad Ettore elmo di bronzo. Dunque gli venne incontro, e con lei andava l'ancella, portando in braccio il bimbo, cuore ingenuo, piccino, il figlio di Ettore lo chiamava Scamandrio, ma gli altri Astianatte,perchè Ettore salvava Ilio lui solo. Egli, guardando, il bambino, sorrise in silenzio: ma Andromaca gli si fece vicino piangendo, e gli prese la mano, disse parole, parlò così: <<Misero, il tuo coraggio t'ucciderà, tu non hai compassione del figlio così piccino, di me sciagurata, che vedova presto sarò, presto t'uccideranno gli Achei, balzandoti contro tutti: oh, meglio per me scendere sotto terra, priva di te; perchè nessun'altra dolcezza, se tu soccombi al destino, avrò mai, solo pene! Il padre non l'ho, non ho la nobile madre.

Aggiunto 1 minuto più tardi:

Testo:
Partì, così dicendo, Ettore elmo abbagliante; e giunse in breve alla sua comoda casa; ma non trovò nella sala Andromaca braccio bianco perch'ella, col bambino e un'ancella bel peplo, stava sopra la torre, desolata, gemente. [...]
E quando, attraversata la gran città, giunse alle porte Scee, da cui doveva uscir nella piana, qui la sposa ricchi doni gli venne incontro correndo, Andromaca, figliuola d'Eezìone magnanimo, Eezìone, che sotto il Placo selvoso abitava Tebe Ipoplacia, signore di genti cilice;
la sua figlia appartiene ad Ettore elmo di bronzo. Dunque gli venne incontro, e con lei andava l'ancella, portando in braccio il bimbo, cuore ingenuo, piccino, il figlio di Ettore lo chiamava Scamandrio, ma gli altri Astianatte,perchè Ettore salvava Ilio lui solo. Egli, guardando, il bambino, sorrise in silenzio: ma Andromaca gli si fece vicino piangendo, e gli prese la mano, disse parole, parlò così: <<Misero, il tuo coraggio t'ucciderà, tu non hai compassione del figlio così piccino, di me sciagurata, che vedova presto sarò, presto t'uccideranno gli Achei, balzandoti contro tutti: oh, meglio per me scendere sotto terra, priva di te; perchè nessun'altra dolcezza, se tu soccombi al destino, avrò mai, solo pene! Il padre non l'ho, non ho la nobile madre.
anny=)
anny=) - Moderatore - 30557 Punti
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Ecco a te
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ciao :hi
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