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DolceVale93
DolceVale93 - Erectus - 90 Punti
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eccola qui!!che faticaccia scriverla!!:(però ora che lo scritta per favore non mi lasciate in tredici..:thx:thx
intanto scrivo questa appena me la traduci metto quella che manca se nò non mi sbrigo più e va a finere che resto senza parafrasi..:thx ti prego francy aiutami:thx

Mentre il dardano Enea contempla le scene mirabili,
mentre stupisce,fisso a quel solo spettacolo.
la regina nel tempio entrò,Didone bellissima,
gran folla di giovani a lei stringendosi in torno.
Bella così sulle rive d'Eurota o pei giochi
den Cinto guida Diana le danza,e a mille seguendola
di qua e di là le Oreadi si affollano:lei la faretra
porta a spalla, e avanzando le dee tutte domina
(segreta dolcezza penetra il cuore a Latona):
così bella Didone,così lieta avanzava
tra i suoi,sollecita all'opere del regno futuro.
E della dea sulle soglie,sotto la volta del tempio,
scortata dall'armi sedette alta in trono:
leggi dava e diritti ai suoi uomini,e la faticadell'opere
equamente spartiva o l'assegnava per sorte.
Ecco, e fra gran tumulto Enea vede procede
Anteo e Sergesto ed il forte Cloanto,
e altri dei Teucri che il turbine nero nel mare
aveva disperso,spingedoli a spiagge lontane.
Stupefatto rimane,e Acate con lui,pieno l'animo
di gioia e timore:avidamente essi ardono
di stringer loro la mano, ma il prodigio li turba.
E aspettano,chiusi entro la nuvola,e spiano
qual è la sorte dei loro,dove han la flotta,
e perchè vengano:movevano,scelti da tutte le navi,
pietà chiedendo,e al tempio con grida salivano.
Dopo che furono entrati, concesso che fu di parlare,
il venerando Ilioneo così comincia,pacato:
<<Regina,a cuoi donò Giove fondare una nuova città,
guidar con giustizia una gente superba,te noi,
miseri Teucri,zimbello dei venti pei mari,
supplichiamo;risparmia l'orrendo incendio alle navi!
Pietà d'un popolo pio,le cose nostre più da vicino considera.
Oh,non veniamo col ferro a saccheggiare le case
di Libia, e fatta preda e trarla alla riva:non hanno
tal violenza nell'anima,tanta protervia,i vinti.
C'è un luogo,Esperia i Greci per nome lo dicono,
terra antica,d'armi potente e fecona di zolla,
gli Enotrii l'hanno abitata, ora è fame che i figli
Italia abbian detto dal nome d'un capo la gente.
Questa era la rotta.
Quando sul flutto levandosi tempestoso Orione,
su chichi banchi ci spinse e arenò,col vento violento,
e vinti dal mare,per l'onde,per le impervie scogliere
ci disseminò:pochi qui al lido vostro nuotammo.
Ma che poolo è questo?che barbara patria
permettere una simile usanza?L'asilo della sabbia ci negano,
fan guerra,ci vietano di porre piede sul lido!
Se gli uomini avete in disprezzo e l'armi degli uomini,
ma temete gli dei,che bene e male ricordano.
Era nostro re Enea,di cui più giusto nessuno
fu nella pietà,nè in guerra e con l'armi più grande.
Se ce lo serbano i fati,se gode l'aria del cielo,
se ancora laggiù,nell'ombre crudeli,non giace,
nessuna paura.Nè a te dìesser prima a concederci
un benificio rincresca:abbiamo in Sicilia città
e campi, e del sangue Troiano è Aceste famoso.
Le navi malconce dal vento,lascia che in secco
tiriamo e tagliam travi e remi pialliamo nei bochi,
se c'è dato d'andare in Italia col re,coi compagni
ritrovati,che lieti l'Italia e il Lazio cerchiamo.
Ma se la salvezza è perduta,se,ottimo padre dei Teucri,
il mare di Libia t'ha preso,non c'è più nemmeno
lasperanza di Iulo,cerchiamo le coste sicane,le sedi
già pronte,da cui qui venimmo e il re Aceste>>.
Così Ilioneo,così all'unisono tutti fremavano i Dardani.
E brevemente Didone,chinando il volto,parlò:

(qui ci manca un pezzo che inserirò dopo o al limite domani)


Stupefatta rimase Didone Sidonia, anzitutto a vederlo,
poi della sorte mirabile dell’eroe, e cosi disse:
<che sorte, o figlio di Venere, t’insegue fra tanti pericoli?
Che forza ti getta sopra le barbare rive?
Proprio tu quell’ Enea , che al dardano Anchise
L’alma Venere diede in riva al frigio Simoenta?
Oh, io ricordo che tu Teucro venne a Sidone,
dalla sua patria in bando, a cercar nuovo regno
con l’aiuto di Belo. E il padre Belo la ricca
Cipro allora guastava e l’aveva, vincitore, in sua mano.
Già da quel tempo conosco la caduta di Troia
E il nome tuo e i sovrani Pelasgi.
Persino il nemico i Teucri con lodi esaltava
E si voleva disceso da stirpe antica di Teucri.
O giovani, presto dunque, entrate nel nostro palazzo.
Me pure una simile sorte con molto partire agitava
E qui finalmente, in questo paese, volle fermarmi.
Non ignara di mali, ho appreso a soccorrere i miseri>
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Mentre il dardano Enea contempla le scene mirabili,
mentre enea guarda quelle scene degne di ammirazione
mentre stupisce,fisso a quel solo spettacolo.
e si stupisce osservando fisso lo spettacolo
la regina nel tempio entrò,Didone bellissima,
entro la regina di quel tempio, didone bellissima
gran folla di giovani a lei stringendosi in torno.
e una gran folla di ragazzi le si strinse intorno
Bella così sulle rive d'Eurota o pei giochi
bella così sulle rive d'Eurota o per i giochi
den Cinto guida Diana le danza,e a mille seguendola
del Cinto guida la dea Diana le danze, e la seguivano
di qua e di là le Oreadi si affollano:lei la faretra
da ogni parte mille oreasi che si affollavano: lei aveva la fAretra
porta a spalla, e avanzando le dee tutte domina
sulla spalla e camminando dominava tutte le altre dee
(segreta dolcezza penetra il cuore a Latona):
così bella Didone,così lieta avanzava
così era bella Didone e così tranquilla avanzava
tra i suoi,sollecita all'opere del regno futuro.
tra i suoi pronta ad agire nel suo futuro regno
E della dea sulle soglie,sotto la volta del tempio,
e per la Dea sulla porta, sotto la volta del Tempio
scortata dall'armi sedette alta in trono:
tolte le armi si siede sul suo trono
leggi dava e diritti ai suoi uomini,e la faticadell'opere
impartiva leggi e regole ai suoi uomini e la fatica delle opere
equamente spartiva o l'assegnava per sorte.
eque spartiva o assegnava osecondo il caso
Ecco, e fra gran tumulto Enea vede procede
Ecco che in mezzo alla folla
Anteo e Sergesto ed il forte Cloanto,
enea vede arrivare Anteo e Sergesto accompagnati dal forte Cloanto
e altri dei Teucri che il turbine nero nel mare
e altri Teucri che il la tempesta del mare
aveva disperso,spingedoli a spiagge lontane
aveva disperso, trasportandoli in quelle spiagge lontane.
Stupefatto rimane,e Acate con lui,pieno l'animo
Enea rimane stupefatto, e Acate come lui e pieno
di gioia e timore:avidamente essi ardono
di gioia e anche di timore: essi ardono avidamente
di stringer loro la mano, ma il prodigio li turba.
di stringersi la mano, ma lo stupore del vederli li li turba
E aspettano,chiusi entro la nuvola,e spiano
e aspettano, come chiusi in una nuvoa e contorllano di nascosto
qual è la sorte dei loro,dove han la flotta,
quale è il destino riservato a loro e dove è la loro flotta
e perchè venganovano,scelti da tutte le navi,
e perchè venivano scelti da tutte le navi
pietà chiedendo,e al tempio con grida salivano.
chiedendo pietà e a che le loro grida salivano al tempio

Dopo che furono entrati, concesso che fu di parlare,
dopo che furono entrari gli concessero di parlare
il venerando Ilioneo così comincia,pacato:
e il vecchio Ilineo comincia calmo in questo modo:
<<Regina,a cuoi donò Giove fondare una nuova città,
Regina a cui Giove ha donato di fondare una città nuova
guidar con giustizia una gente superba,te noi,
e guidare con giustizia la gente superba, a te noi
miseri Teucri,zimbello dei venti pei mari,
miseri Teucri che siamo lo zimbello dei venti e dei mari
supplichiamo;risparmia l'orrendo incendio alle navi!
chiediamo umilmente si risparmiare che le nostre navi vengano bruciate
Pietà d'un popolo pio,le cose nostre più da vicino considera.
abbi pietà di un popolo santo, considera le nostre richieste con comprensione
Oh,non veniamo col ferro a saccheggiare le case
oh, non veniamo con le armi a saccheggiare le case
di Libia, e fatta preda e trarla alla rivan hanno
della Libia e a fare prede e toglierla dalle tue terre
tal violenza nell'anima,tanta protervia,i vinti.
hanno tanta violenza e odio nell'anima i vinti....
C'è un luogo,Esperia i Greci per nome lo dicono,
c'è un luogo che i Greci chiamano Esperia
terra antica,d'armi potente e fecona di zolla,
che è una terra antica, potente nelle armi e con terre feconde
gli Enotrii l'hanno abitata, ora è fame che i figli
vi abitavano gli enotrii
Questa era la rotta.
questa Italia era la nostra rotta
Quando sul flutto levandosi tempestoso Orione,
quando si è alzata su di noi un onda del Tempestoso Orione
su chichi banchi ci spinse e arenò,col vento violento,
che ci spinse su spiagge bianche e ci ha lasciati arenare a causa del vento violento
e vinti dal mare,per l'onde,per le impervie scogliere
e vinti dal mare, a causa delle sue onde e delle sue scogliere
ci disseminò:pochi qui al lido vostro nuotammo.
ci sparse e in pochi riuscimmo ad arrivare a queste spiagge
Ma che poolo è questo?che barbara patria
ma che popolazione è questa? che patria barbara
permettere una simile usanza?L'asilo della sabbia ci negano,
permette che le navi siano bruciate? ci nefgano di trovare riparo nella sabbia
fan guerra,ci vietano di porre piede sul lido!
ci fanno guerra e vietano di stare nel lido
Se gli uomini avete in disprezzo e l'armi degli uomini,
se disprezzate gli uomini e le loro armi
ma temete gli dei,che bene e male ricordano.
me temete lgi dei, che ricordano tutto il bene e tutto il male
Era nostro re Enea,di cui più giusto nessuno
il nostro re era Enea, il più giusto di tutti
fu nella pietà,nè in guerra e con l'armi più grande.
che fu sia nella pietà che in guerra il più grande
Se ce lo serbano i fati,se gode l'aria del cielo,
se gli dei lo hanno conservato in vita, se puo ancora godere dell'aria del cielo
se ancora laggiù,nell'ombre crudeli,non giace,
se ancora non è morto e non giace nelle ombre crudeli
nessuna paura.Nè a te dìesser prima a concederci
non abbiate paura. non sarai la prima a pentirti di averci concesso
un benificio rincresca:abbiamo in Sicilia città
una grazia: nella sicilia
e campi, e del sangue Troiano è Aceste famoso.
abbiamo città e campi e a noi appartiene il sangue troiano del famoso Aceste
Le navi malconce dal vento,lascia che in secco
lascia che togliamo dalla rena le navi rovinate dal vento
tiriamo e tagliam travi e remi pialliamo nei bochi,
e tagliamo le travi e i remi e pialliamo i (bochi?)
se c'è dato d'andare in Italia col re,coi compagni
se ci concedete di andare in Italia con il re, con i compagni
ritrovati,che lieti l'Italia e il Lazio cerchiamo.
ritrovati, che lieti cerchiamo l'italia e il Lazio
Ma se la salvezza è perduta,se,ottimo padre dei Teucri,
ma se la salvezza non è possibile, se il mare di Libia che è ottimo padre dei Teucri
il mare di Libia t'ha preso,non c'è più nemmeno
ti ha preso non c'è più neanche la speranza
lasperanza di Iulo,cerchiamo le coste sicane,le sedi
di Iuliom cerchiamo le coste sicane leterre
già pronte,da cui qui venimmo e il re Aceste>>.
gia pornte da cui noi veniamo insieme al re Aceste
Così Ilioneo,così all'unisono tutti fremavano i Dardani.
Così insieme cominciarono a fremere tutti i Dardani
E brevemente Didone,chinando il volto,parlò:
e brevemente Didone abbasso il volto e cominciò a parlare!
DolceVale93
DolceVale93 - Erectus - 90 Punti
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grazie infinitissime!!!:hi
sono troppo contenta!!grazie grazie grazie ancora:):):)
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Controlla sempre la mia parafrasi con le note del tuo libro....ti ho fatto anche l'altra...intanto qui chiudo!
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