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  • parafrasi e commenti di alcune poesie di umberto saba

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girl
girl - Habilis - 243 Punti Segnala un abuso
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ciao a tutti!!!!
mi serve la parafrasi e il commento di queste poesie:
-AMAI
-TRIESTE
-MIO PADRE E' STATO PER ME L'ASSASSINO
-LA CAPRA
per favore aiutatemi domani ho compito.... ciao :hi
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119084 Punti Segnala un abuso
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AMAI
Amai trite parole che non uno
amai parole frammentate che nessuno
osava. M'incantò la rima fiore amore,
osava dire...mi piaceva molto la rima fiore e amore
la più antica, difficile del mondo
che è quella più vecchia e più difficile
Amai la verità che giace al fondo,
amavo la verità che era in fondo a queste parole
quasi un sogno obliato, che il dolore
come un sogno ormai perso, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le fa da compagno. Con la paura nel cuore
le si accosta, che più non l'abbandona.
il dolore si accosta e più nn ti abbandona
Amo te che mi ascolti e la mia buona
ti amo a te che mi ascolti e amo la carta vincente
carta lasciata al fine del mio gioco.
che uno lascia alla fine del gioco!

Commento:
In questi pochi versi Saba ha saputo cogliere, con la sua consueta semplicità, le ragioni retrospettive della sua poetica, offrendone un bilancio complessivo.
La distanza temporale è sottolineata dall’uso del passato remoto, che viene tuttavia recuperato al presente dall’analoga posizione e funzione di "Amo"; quest’ultimo verbo, introducendo i due versi finali, stabilisce una precisa linea di continuità che unisce la ricerca poetica e le scelte di vita. Nel testo questi momenti vengono affrontati separatamente; la prima strofa riguarda in particolare la forma poetica, il linguaggio composto da parole semplici e comuni, la musicalità dei versi basata su rime elementari.
C’é anche un’orgogliosa affermazione di anticonformismo, per il coraggio di aver compiuto una scelta non tentata da altri e per essere riuscito originale nel suo difficile tentativo. La strofa centrale si riferisce ai contenuti essenziali della poesia, alla ricerca di una verità nascosta, che occorre scoprire al di sotto delle apparenze superficiali, con uno sforzo di sincerità e di chiarificazione che comporta spesso dolore e paura.
Il discorso riguarda il cuore ed esprime un impegno soprattutto morale, in quanto il dolore rende amica anche la verità più dura; per Saba non c’é amore senza dolore, tanto che il "doloroso amore" costituisce l’essenza della vita. Ma la vita è anche una fonte insostituibile di gioia e di consolazione, come risulta dai due versi conclusivi, che si riferiscono direttamente al lettore ("Amo te che mi ascolti";), per renderlo partecipe di un’esperienza che resta comunque preziosa.[url=http://209.85.135.104/search?q=cache:v2jVK4zKNHQJ:www.itcbz.it/didattica/archivio/2gm/saba.html+saba+amai&hl=it&ct=clnk&cd=8&gl=it](tratto da qui)[/url]
[url=http://209.85.135.104/search?q=cache:F8syBzIpHlsJ:www.liceotorelli.it/didattica/ipertesto/Castellini/Inizio.htm+saba+amai&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it]analisi amai[/url]


TRIESTE
Ho attraversata tutta la città.
ho attraversato tutta la città
Poi ho salita un'erta,
poi sono salito su una salita ripida
popolosa in principio, in là deserta,
all'inizio molto trafficata e poi verso la fine quasi deserte
chiusa da un muricciolo:
e chiusa da un muro
un cantuccio in cui solo
c'è li un angolo in sui da solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
mi siedo e mi sembra che dove questo finisce
termini la città.
finisce anche la città
Trieste ha una scontrosa
Trieste ha una grazia scontrosa
grazia. Se piace,
se piace è come quando piace
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
un ragazzaccio dal carattere aspro e vorace
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
che ha grandi occhi azzurri e delle mani grandi
per regalare un fiore;
per regalare un fiore
come un amore
come un amore
con gelosia.
con gelosia
Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua via
da questa slaita ogni Chiesa, e ogni vi della città
scopro, se mena all'ingombrata spiaggia,
si vede e si vede fino all'affollata spiaggia
o alla collina cui, sulla sassosa
e alla collina in cui sulla cima
cima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.
piena di sassi sorge un casa
Intorno
intorno
circola ad ogni cosa
circola ogni cosa
un'aria strana, un'aria tormentosa,
c'è un'aria strana e tormentosa
l'aria natia.
è l'aria del luogo in cui sono nato
La mia città che in ogni parte è viva,
la mia cità è viva in ogni sua parte
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
e ha per me questo angolo fatto apposta per me e per la mia vita
pensosa e schiva.
pensosa e appartata

Commento:
Il poeta da una visione di Trieste da un punto di vista panoramico, mentre pensa al travaglio della sua vita. Trieste e una donna si intitola la raccolta nella quale Trieste e Lina assumono per la prima volta il loro inconfondibili aspetti; sono amate per quello che hanno di proprio di inconfondibile... Trieste è la prima poesia di Saba che testimonia la sua volontà di cantare Trieste proprio in quanto Trieste e non solo in quanto città natale.
La descrizione del fascino di questa città non è fatta con l’animo del visitatore, non è una pagina di un giornale di viaggio, ma vibra del commosso affetto di chi vive in questa città, la sente sua e trova in essa il cantuccio a lui adatto, alla sua vita pensosa e schiva. Trieste diventa addirittura espressione e proiezione dello stato d’animo del poeta, alla "grazia scontrosa" della città fa riscontro la "vita pensosa e schiva" del poeta. Il soggettivo e l’oggettivo si identificano con assoluta fusione lirica. [url=http://209.85.135.104/search?q=cache:v2jVK4zKNHQJ:www.itcbz.it/didattica/archivio/2gm/saba.html+saba+amai&hl=it&ct=clnk&cd=8&gl=it](tratto da qui)[/url]


MIO PADRE E' STATO PER ME L'ASSASSINO
Mio padre è stato per me l'"assassino",
Pe rme mio padre è stato l'"assassino"
fino ai vent'anni che l'ho conosciuto.
così ho pensato per i 20 anni in cui l'ho conosciuto
Allora ho visto ch'egli era un bambino,
Dopo 20 anni capì che lui er aun bambino
e che il dono ch'io ho da lui l'ho avuto.
e che ho avuto un dono da lui
Aveva in volto il mio sguardo azzurrino,
aveva i miei stessi occhi azzurri
un sorriso, in miseria, dolce e astuto,
un sorriso, anche nei momenti meno felici, smepre dolce e vispo
Andò sempre pel mondo pellegrino;
egli girava il mondo
più d'una donna l'ha amato e pasciuto.
e ha consociuto molte donne che lo hanno amato e dato da mangiare
Egli era gaio e leggero; mia madre
egli era allegro e leggero; mia madre
tutti sentiva della vita i pesi.
sentiva su di se invece tutti i pesi della vita
Di mano ei gli sfuggì come un pallone.
egli le sfuggi di mano come sfugge un pallone
"Non somigliare - ammoniva - a tuo padre".
e mi ripeteva sempr di nn fare mai come lui
Ed io più tardi in me stesso lo intesi:
e io più tardi capì le sue parole
eran due razze in antica tenzone
erano due persone diverse in una vecchia tensione

[url=http://209.85.135.104/search?q=cache:8LfLSUjtDtQJ:www.arlindo-correia.com/umberto_saba.html+mio+padre+%C3%A8+stato+per+me+l%27assassino+saba&hl=it&ct=clnk&cd=5&gl=it]commento[/url]


LA CAPRA
[url=http://209.85.135.104/search?q=cache:y2ubB0DF5qUJ:it.answers.yahoo.com/question/index%3Fqid%3D20070514071621AAzqwiZ+saba+la+capra+parafrasi&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it]parafrasi[/url]

Commento:
Questa lirica è nota soprattutto per un verso:" in una capra dal viso semita". Questo non ha nessuna implicazione razziale positiva o negativa, ma è solo un verso visivo. L’animale richiama la situazione degli Ebrei, le persecuzioni, il lamento di tutta una razza.
La capra è legata, sola su un prato, bela, ma è sazia d’erba, quindi non ha bisogno di cibo. Il poeta avverte nel lamento triste dell’animale, lo stesso suo dolore.
La capra è una creatura che nel suo dolore soffre simbolicamente il dolore di tutti; il significato della lirica è dunque il dolore che accomuna uomini e animali.
L’adesione al mondo animale è esclusivamente in una dimensione dolorosa: nel lamento di una capra sola sul prato il poeta rinviene la legge di dolore che regola ogni altra vita e sente fraterna quella voce che testimonia il male di vivere. Proprio in questa fraternità, in questo legame che si instaura tra tutte le creature, perché soggette alla comune eterna legge del dolore, si basa la poesia di Saba. [url=http://209.85.135.104/search?q=cache:v2jVK4zKNHQJ:www.itcbz.it/didattica/archivio/2gm/saba.html+saba+amai&hl=it&ct=clnk&cd=8&gl=it](tratto da qui)[/url]
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grazie mille.... ciao
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