Lelletta90
Lelletta90 - Ominide - 8 Punti
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parafrasi iliade Libro I, vv. 1-52
ale92t
ale92t - Genius - 4788 Punti
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Parafrasi versi 1-21; fonte: http://www.skuola.net/mitologia-epica/iliade-omero/la-rabbia-di-achille.html

Ispirami o Dea, la rabbia di Achille figlio di Peleo, rovinosa, che molti dolori portò agli Achei, buttò in preda al regno dei morti molte giovani vite di eroi, le diede in pasto ai cani, a tutti gli uccelli, da quando si divisero Agamennone figlio d'Atreo signore d'eroi, e Achille glorioso; la decisione di Zeus si realizzava.
Ma chi fra gli dèi li fece litgare?
Il figlio di Zeus e Latona ; egli arrabbiato col re, fece nascere cattiva peste nel campo, la gente moriva, perchè Agamennone Crise il sacerdote trattò male, costui venne alle veloci navi degli Achei per liberare la figlia riscattandola con infiniti soldi, avendo fra le mani i segni di Apollo e pregando tutti gli Achei, ma soprattutto Agamennone e Menelao, capi d'esercito: <<Atridi e voi tutti Achei protetti da scudi robusti, a voi dicon gli dèi di abbattere le città di Priamo e di tornare in patria, e voi liberate mia figlia, accettate i soldi, venerado il figlio di Zeus, Apollo.>> .

Versi 22-52; fonte: http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080416083552AADI1zj

Allora tutti gli altri Achei approvarono e, onorando il sacerdote, volevano prendere quel riscatto. Ma in fondo la cosa non piaceva ad Agamennone, figlio di Atreo, anzi lo scacciò via in malo modo e gli comandò duramente: «Bada, vecchio, che non ti trovi nei pressi delle navi, né oggi, né un domani; ti avviso: non ti servirebbe lo scettro con la benda del dio. Non libererò tua figlia: prima che lo farò invecchierà nel nostro palazzo, in Argo, lontano dalla patria, tra le faccende del telaio e gli incontri nel mio letto. Ma tu vattene, non mi far arrabbiare, se vuoi tornar sano e salvo!»
Disse così. Il vecchio si impaurì e obbedì al comando, e se ne andò silenziosamente lungo la riva del mare in tempesta. Poi, però, allontanatosi, pregò Apollo, figlio di Latona dai bei capelli.
«Se ti ho mai innalzato un tempio o se ti ho offerto cosce grasse di tori o di capre, ascoltami, o dio dall'arco d'argento, che proteggi la città di Crisa e la santa Cilla, regni sovrano su Tenedo, o Sminteo, portami a compimento questo voto: fa’ scontare, ai Danai, le mie lacrime con i tuoi dardi!»
Così diceva pregando: e Febo Apollo lo ascoltò. Scese giù dalle vette dell'Olimpo profondamente offeso, portando l'arco e la faretra ben chiusa. Le frecce tintinnavano quando si muoveva, egli sembrava la notte. Si mise distante dalle navi e scoccò una freccia, e un orrendo ronzio venne dall'arco d'argento. Prima colpì i muli e i veloci cani, poi mirò agli uomini e tirava le frecce appuntite e li colpiva; venivano continuamente bruciati i corpi dei tanti morti.

:hi
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