jasmin69
jasmin69 - Erectus - 63 Punti
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vi prego datemi una mano,riassunto 5 maggio, che sia molto breve e di facile comprensione..... :-))) so straniera. baci a tutti mi serve per il 26 maggio


un grazie di cuore

Aggiunto 22 minuti più tardi:

ti ringrazio davvero, sei stato super veloce..... Mi potresti aiutare anche con la globalizzazione:vantaggi e svantaggi?? Magari kiedo troppo e ancora nnn ho mai aiutato nessuno.... :-))) bacioni

Aggiunto 1 ore 45 minuti più tardi:

grazieeeeeeeeeee davvero, sei gentile.. spero di farcela ho gli esami tra 4 giorni. e sono molto indietro....
ale92t
ale92t - Genius - 4788 Punti
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Ciao

L`ode esprime l`intensa commozione che l`improvvisa morte di Napoleone Bonaparte suscitò nel poeta e in tutti gli europei. Napoleone muore nell'isola di Sant'Elena,d ove si trova in esilio, il 5 maggio 1821, ma la notizia raggiunge Milano solo il 16 luglio e colpisce profondamente Manzoni che in soli tre giorni, dal 17 al 19 luglio, compone l`ode. La poesia non e` una celebrazione della figura del grande imperatore,per cui il poeta non ebbe mai simpatia,ma una riflessione morale e religiosa sul mistero della morte. La rievocazione storica fa da sfondo al dramma di un uomo che,dopo aver deciso i destini dell`Europa, si trova alla fine solo di fronte alla morte. Anche in quest`opera e` evidente il richiamo alla Provvidenza,che sola piu dare un senso a tutte le imprese umane e che quindi giustifica la presenza di Napoleone nel mondo.

fonte: http://www.skuola.net/manzoni/manzoni-vita-opere/il-5-maggio-di-manzoni.html

Questo è il breve riassunto che mi hai chiesto, ma ti consiglio di consultare anche questo link
http://www.skuola.net/manzoni/manzoni-vita-opere/cinque-maggio-2x.html

:hi

Aggiunto 1 minuti più tardi:

Di niente, siamo qui per questo!

Vantaggi della globalizzazione

Dato che l'unico modo per resistere sul mercato senza dover ridurre eccessivamente salari e profitti è quello di saper inventare nuovi prodotti e nuovi metodi, che permettano buoni utili, la globalizzazione dell'economia, che è il risultato più importante del progresso della tecnologia, diventa a sua volta un potente fattore di accelerazione di questi progresso.

Dato che nell'economia globale è possibile tutelare l'occupazione solo migliorando il livello della professionalità, ovvero migliorando la competitività del sistema produttivo nazionale, la globalizzazione si presenta come un'occasione di crescita economica e sociale per i popoli che si dimostrano capaci di adattarsi alle sue regole; dà modo, inoltre, ai cittadini del mondo di sentirsi uniti da una mentalità comune.

I fautori della globalizzazione ritengono che, attraverso i suoi processi, per i prossimi vent'anni l'economia crescerà del 5,4% l'anno nei Paesi in via di sviluppo, del 4,9% l'anno nei Paesi di nuova industrializzazione, del 4,2% l'anno nel Medio Oriente e nel Nord Africa e del 2,4% l'anno nei Paesi dell'Ocse. Questi dati ci dicono che la crescita economica toccherà tutti gli stati e che i Paesi attualmente più poveri stanno crescendo molto più in fretta di quelli più ricchi.

Anche se nel 2020 il reddito pro capite dei Paesi poveri sarà un terzo di quello dei Paesi ricchi, si ridurrà il divario tra i due gruppi di stati, quindi si avrà anche una riduzione del pericolo di guerre e conflitti.

Il boom economico previsto dovrebbe portare nell'area del benessere il doppio delle persone che in quest'area si trovano adesso e, con la diffusione del benessere, dovrebbe diminuire anche il tasso di natalità e la crescita tumultuosa della popolazione mondiale.

Svantaggi della globalizzazione

Gli economisti più critici verso i processi di globalizzazione riferiscono che i dati elaborati a partire dalle statistiche del fondo monetario internazionale e della banca mondiale dicono che, mentre nel 1970, il 20% più povero della popolazione mondiale aveva una ricchezza 30 volte inferiore a quella del 20% più ricco della popolazione mondiale, dal 1970 al 1991, con l'inizio dei progetti di globalizzazione economica, il 20% più povero della popolazione mondiale era arrivato a possedere una ricchezza 61 volte inferiore di quella del 20% più ricco; questi dati danno torto ai fautori della globalizzazione, che sostenevano che essa arricchisce tutti, anche se in misura diversa. I suoi meccanismi, infatti, provocano una crescita differenziata degli stati che hanno comportamenti economici diversi; quindi aumenta sempre di più il divario tra Nord e Sud del mondo.

Nel 1994 (in soli tre anni) si è passati ad una ricchezza 78 volte superiore da parte del 20% più ricco rispetto al 20% più povero. I paesi che partecipano alla globalizzazione oggi ammontano circa al 15% della popolazione mondiale; l'85% della popolazione non vede nulla dei benefici della globalizzazione, anzi ne vede i danni, perché le politiche messe in atto dal fondo monetario internazionale e dalla banca mondiale condizionano la concessione di prestiti economici da parte dell'occidente al fatto che in questi paesi si smantelli lo stato sociale e ogni ipotesi di intervento pubblico a favore della popolazione e si applichino politiche molto rigorose che non fanno che aumentare il divario tra i pochi che diventano sempre più ricchi e gli altri che diventano sempre più poveri.

La necessità di produrre a costi sempre minori, inoltre, favorisce la meccanizzazione e l'informatizzazione dei processi produttivi, quindi provoca un aumento della disoccupazione nei paesi dove non c'è un adeguato sviluppo del terziario. Questo problema induce molti cittadini degli stati più poveri a emigrare in quelli più ricchi; essendo, però, poco scolarizzati e non sempre capaci di integrarsi in sistemi diversi da quelli della propria origine, essi finiscono per rimanere ai margini di quelle società, svolgendo solo mansioni umili e faticose o peggio, finendo per essere sfruttati dalla malavita locale.

La globalizzazione, infatti, infrange l'alleanza storica fra economia di mercato, Stato sociale e democrazia, che finora aveva legittimato il progetto della modernità basato sullo Stato-nazione.

I maggiori critici alla logica della globalizzazione sostengono, inoltre, che il venir meno dell'ombrello protettivo delle due superpotenze (Stati Uniti e Unione Sovietica), ha provocato una spinta centrifuga con un tendenziale scontro tra le civiltà; si è formato così un mondo non più unificato e tendenzialmente pacifico nelle rispettive aree di potere, ma un mondo che tende alla conflittualità aperta: se in esso c'è anche una grande facilità di scambi, questo può rappresentare una fonte di grave pericolo; infatti diventa facile la diffusione non solo di fenomeni positivi, ma anche di fenomeni negativi, quali il terrorismo.
fonte: http://www.ica-net.it/pascal/guerra%20e%20pace/files/vantaggi.htm
:hi

Aggiunto 1 ore 54 minuti più tardi:

prego, e in bocca al lupo per l'esame! :hi
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