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  • Libro: "Idi di marzo"..Aiuto x favore..urgente x doma..

sgnokkola94
sgnokkola94 - Erectus - 141 Punti
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Il libro si kiama IDI DI MARZO ed è dello scrittore MANFREDI..
Il compito è: trascrivere delle frasi importanti ke ci sono nel libro e commentarle nel senso " questa frase mi ha colpito xkè" o " è importante xkè " o " la riflessione mi ha fatto pensare" e bla bla bla..

Grazie mille in anticipo..
RagazzaItaliana
RagazzaItaliana - Erectus - 83 Punti
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Una frase che mi ha colpito particolarmente è il messaggio in codice che bisogna far arrivare a Roma per salvare Cesare: " l'aquila è in pericolo". Senza dubbio il termine aquila è riferito a Cesare e il pericolo consiste nella congiura, quindi al pericolo di morte per il console. C'è da dire che Cesare è considerato da molti un tiranno, per altri una sorta di salvatore per Roma, una persona estremamente potente. Quando il messaggio viene recapitato, Cesare è già morto, quindi colui che riceve il messaggio, risponde "l'aquila è morta". La cosa che più mi ha stupita è il modo in cui viene chiamato Cesare: aquila.
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Di seguito scrivo alcune frasi bellissime del libro, poi il perché ti colpiscono puoi scriverlo tu in poche righe, mi sembra molto personale...

Si era convinto che le donne sono depositarie di una sapienza terapeutica notevolmente superiore a quella degli umini, sulla base di una semplice considerazione, vale a dire che le donne da tempo immemorabile si sono dedicate alla cura dei figli e, siccome tenevano alla loro sopravvivenza più che alla propria stessa vita, avevano elaborato rimedi di cui avevano con certezza sperimentato l'efficacia. In altri termini, a loro non interessava da cosa fosse generata la malattia, da quali squilibri o squilibri di umori ed elementi derivasse, a loro interessava una cosa sola: che non uccidesse i loro figli e quindi combatterla con rimedi validi.

Eppure, quando se l'era vista davanti vestita solo di un lino finissimo e trasparente, i capelli acconciati alla maniera egiziana, gli occhi lucenti segnati di nero, le ciglia incredibilmente lunghe, il seno prepotente, tutto era svanito, le armate che lo cingevano d'assedio, la testa mozza di Pompeo, le subdole manovre di quei piccoli greci intriganti. Solo lei era rimasta, superba e tenera.

O riuscirà o morirà.

Lui è il più grande di tutti, Antistio. E solo un grande può sfidare la morte con tale noncuranza.

C'è sempre una spiegazione, Silio. E se non c'è, non significa che ci troviamo di fronte a un miracolo ma semplicemente alla nostra ignoranza e inadeguatezza, significa che non siamo ancora in grado di capire le ragioni di un fenomeno.

Recuperare la verità storica dei fatti è impossibile. Non solo perché la memoria di ogni uomo ha diversa estensione, ma perché ciò che attrae l'attenzione di uno sfugge a quella dell'altro. Anche ammettendo la buona fede di ognuno, ciascuno ricorda quanto ha attratto l'attenzione, non ciò che è passato realmente sotto il suo sguardo.
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