diana_91
diana_91 - Ominide - 34 Punti
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quali sono le differenze tra Pascoli e D'Annunzio?
micheluccia
micheluccia - Ominide - 43 Punti
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Sono due poeti che, pur movendosi nell'ambito del Decadentismo, presentano notevoli differenze. Il Pascoli, come si è detto, ha una percezione ansiosa e trepida della solitudine, che lo porta ad unirsi agli altri e ad invocare la solidarietà degli uomini tra loro;
D'Annunzio ha una percezione orgogliosa e arrogante della solitudine che lo porta ad isolarsi e ad affermare sugli altri la propria superiorità di individuo eccezionale.
Inoltre il Pascoli ha un carattere riservato, schivo e introverso, che lo costringa e ad una vita raccolta e umbratile; D'Annunzio ha un carattere estroverso che lo porta ad assumere atteggiamenti teatrali e a compiacersi del bel gesto e del motto per attirare su di sé l'attenzione, o comunque per sottolineare la propria eccezionalità.
Da questa differenza di caratteri deriva la differenza della loro poesia. La poesia del Pascoli è intima e raccolta, tutta vibrante della vita interiore del poeta; quella del D'Annunzio è opulenta e lussureggiante, «disumana», nel senso che è volta ad esaltare la vita e le esperienze eccezionali del poeta, al di là del bene e del male.
Il Pascoli è «il fanciullino» che guarda il mondo con occhi stupiti e «vede» sotto il velo della realtà il palpito di una vita più profonda; il D'Annunzio, è sempre l'uomo d'eccezione, esperto di raffinatezze e volottà, è l'eroe-centauro, mezzo uomo e mezzo bestia, un mostro cioè di «Volontà, Voluttà, Orgoglio, Orgoglio, Istinto», le quattro ruote della «quadriga imperiale» sulla quale corre al vento la sua vita e la sua opera.
cometa094
cometa094 - Ominide - 28 Punti
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Tra l’Ottocento e il Novecento si diffonde una nuova corrente letteraria in tutta Europa: il Decadentismo. Il periodo in cui si diffonde è uno dei più favorevoli per l’Europa. Siamo in piena rivoluzione industriale, la seconda, in cui nascono nuove invenzioni: la macchina, l’aereo, le prime pellicole e quindi i primi cinema. Avviene il processo della Urbanizzazione, cioè i contadini si trasferiscono dalle campagne alle città e nei paesi più industrializzati d’Europa e d’America. La borghesia mira soprattutto al potere, non come quando era a favore del popolo durante la Rivoluzione Francese. Dal 1870 in poi l’Europa conosce un lungo periodo di pace, fino al 1914 quando scoppia la Prima Guerra Mondiale.
Come ogni corrente letteraria, anche il Decadentismo ha la sua poetica. Infatti i poeti decadenti non credono nella ragione e affermano che i misteri e i problemi della vita si possono risolvere con l’intuizione. Vogliono evadere dalla realtà, cioè rimpiangono la vita primitiva e vorrebbero ritornare fanciulli. Un’altra caratteristica è quello dell’individualismo, cioè esaltano il proprio io e rifiutano i normali schemi della metrica con versi liberi e accostano parole dialettali a parole italiane.
Gli autori decadenti sono molti tra cui Paul Verlaine, Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello e Italo Svevo. Troviamo anche il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche che elabora l’idea del Superuomo (a cui faranno riferimento Gabriele D’Annunzio e Adolf Hitler per gli ideali nazisti) e il medico austriaco Sigmund Freud che fonda la psicoanalisi moderna.
Un autore molto importante del Decadentismo è stato Giovanni Pascoli. Esso nasce a San Mauro dove vive un’infanzia tormentata dalla morte del padre (a cui poi dedicherà una poesia chiamata “X Agosto”) e dalla morte, in seguito, della madre e di tre fratelli. Dopo aver vissuto delle difficoltà riesce ad avere una borsa di studio diventa allievo di Carducci a cui poi succede alla cattedra di insegnante di lettere all’università di Bologna. Muore a Bologna. Le sue opere più importanti sono “Canti di Castelvecchio”, “Il Fanciullino” e “La grande proletaria si è mossa”. La poetica del Pascoli è visibilmente decadente. Infatti esalta il proprio io fanciullo che può capire il significato delle “Piccole Cose”: gli alberi, i fiori, la casa, gli affetti familiari. Per questo Pascoli viene soprannominato “il poeta delle Piccole Cose”.
Un altro importante autore decadente fu Gabriele D’Annunzio. La sua vita è stata caratterizzata da incontri mondani, da amori e da moltissimi debiti. Per questo scappa da molte città. Alla fine si stabilisce a Gardone Riviera, dove si occupa di trasformare la sua villa nel museo della sua vita, che lascia in dono allo Stato dopo la sua morte, avvenuta nel 1938. Le sue opere sono state tante, tra cui “Alcyone”, “La figlia di Lorio” e “La pioggia nel pineto”. La poetica del D’Annunzio è pervasa dall’individualismo. Esalta l’idea del superomismo, cioè di un uomo che si deve differenziare dagli altri e fare differenza tra razze superiori e razze inferiori. Le analogie tra i due autori sono molte, ma una fra tutte è quella individualista. Pascoli esalta l’io fanciullo e D’Annunzio l’io superuomo. L’unica differenza, oltre alle tematiche che adottano, è la vita che hanno condotto. Pascoli ha condotto una vita normale, mentre D’Annunzio ha condotto una vita frenetica e mondana. A me tra, i due, è piaciuto di più Pascoli, per questa sua idea del fanciullino: dentro ognuno di noi c’è e ci sarà per sempre un animo fanciullesco.
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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ragazzi mettete la sitografia, cioè le pagine da cui avete preso il materiale...così un o può andare a controllare o approfondire...
comunque sono entrambi buoni materiali
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