tartruga
tartruga - Ominide - 31 Punti
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Avrei bisogno della Parafrasi e dell'analisi della poesia "La Storia" di Montale.
Chi può aiutarmi?
Grazie in anticipo =D
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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SICURO DI VOLERE AL PARAFRASI? è molto chiaro come testo!
http://www.atuttascuola.it/scuola/compito_di_italiano.htm da qui puoi fare la parafrasi perchè sono spiegate le poche parole non quotidiane.

Analisi del testo

La poesia riflette la posizione profondamente antistoricistica del poeta, che non crede, nei destini migliori dell’umanità, con una totale svalutazione del concetto di sviluppo storico. Attraverso l’uso dell’anafora (che non ha un valore declamatorio, ma puramente enunciativo ed espositivo), si sussegue una serie di definizioni tutte al negativo, che negano alla storia ogni intrinseca razionalità o finalità. La storia non è una linea di progresso ininterrotta, ma procede in maniera disordinata e imprevedibile, al di là di ogni tentativo di indirizzarla e di interpretarla. La storia non contiene in sé certezze conoscitive o criteri morali, da cui si possano ricavare elementi di assoluzione e di condanna.
Montale rifiuta così la concezione della storia come “maestra di vita”, propria della tradizione classica e umanistica. Ugualmente netto è il dissenso nei confronti delle ideologie “positive” contemporanee, nelle varie forme (dallo storicismo idealistico, proprio ad esempio di Benedetto Croce, allo storicismo marxista, materialistico e dialettico), che consideravano comunque la storia come un fattore indiscutibile di progresso, capace di trascendere le sue stesse aberrazioni nella logica di un disegno superiore, quasi provvidenziale. Il pessimismo montaliano – che si esprime nelle forme di un disincanto epigrafico e sentenzioso, senza nessuna concessione di gusto retorico – sottolinea invece la radicale e incolmabile estraneità della storia nei confronti dell’individuo, che non può ritrovarvi certezze o consolazioni.
da: http://cmapspublic.ihmc.us/rid=1088422404218_700762497_1644/MONTALE.doc.

Aggiunto 25 minuti più tardi:

questo invece è il mio commento:

Nella lirica Montale imposta la sua definizione di storia negando innanzitutto ciò che essa non è; utilizza quindi in modo insistente la litote (figura retorica che consiste nel dire una cosa negando il suo contrario) e l'anafora (ripetizione di una o più parole all'inizio di versi consecutivi) non per incapacità di dare una propria definizione del concetto, ma per sottolinare l'aspetto negativo di questa realtà e demolire tutte le teorie che alla storia avevano dato grande peso. Per Montale la storia non è fatta di cause ed effetti, non c'è una sequenza temporale ricostruibile, non punisce i malvagi per premiare i buoni (quindi non ha una provvidenza che la guidi), non ha un andamento graduale, non rispetta le regole che l'uomo le impone e men che meno può insegnare qualcosa (non è magistra vitae).
Il poeta demolisce quindi tutte le certezze che gli uomini hanno riposto nel concetto di storia:
- che abbia una sua giustizia intrinseca
- che sia fatta dai grandi eroi o dai filosofi
- che sia una forma di meglioramento continuo
- che abbia una telologia (cioè una finalità propria, una meta)
ma la storia ha anche qualche aspetto positivo; lascia che qualche essere umano le sfugga di mano. La fortuna cioè è quella di non entrare a far parte della storia, di riuscire a nascondersi abbastanza bene da non essere mai nominati nei libri, nei documenti, sui monumenti, nelle canzoni patriottiche...anche se questo anonimato non è facile da mantenere perchè la storia, come una rete a strascico, raschia il fondo per catturare nelle sue maglie tutti gli esseri umani e quei pochi che si salvano non sanno che fortuna hanno e vengono disprezzati anche da coloro che, dall'interno della rete, li considerano miseri "nessuno" che non lasceranno traccia di sè nel mondo.
Soprattutto quest'ultimo concetto è prepotentemente attuale: in una società dove apparire, essere famosi, far parlare di sè (anche a sproposito)è un valore aggiunto, Montale sembra portabandiera dell'anonimato, dell'uomo qualunque (che oggi ha assunto una connotazione tanto peggiorativa) che nessuno conosce perchè entrare a far parte della storia non è un merito nè un valore aggiunto, proprio perchè la storia non ha nessun significato per l'uomo ("la storia non è intrinseca / perché è fuori" e ancora "La storia non è magistra / di niente che ci riguardi";).
Non c'è però nessuna forma di compiacimento in questa demolizione sistematica: il poeta stesso ci avverte che quello che lui sta dicendo non può cambiare l'essere stesso della storia ("Accorgersene non serve / a farla più vera e più giusta";).In questo modo toglie anche l'ultima possibilità di consolazione, quella di aver demolito, a fin di bene, un baluardo metafisico tanto caro agli uomini.
La storia resta solo un dato di fatto, esterno ed estraneo all'uomo che non può con essa interagire nè lottare...solo nasconderis in un cunicolo lasciato dalla sua ruspa...... una scena da Matrix!
carlotta sara
carlotta sara - Sapiens - 626 Punti
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http://www.bing.com/search?q=%22La+Storia%22+di+Montale&form=QBRE&filt=all
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