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  • La concezione della figura femminile x Boccaccio

sra92
sra92 - Habilis - 191 Punti
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Dovrei fare un tema sulla concezione della figura femminile nelle novelle del Decameron di Boccaccio, con riferimenti ad esse...chi mi aiuta?
Aleksej
Aleksej - Mito - 20002 Punti
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leggiqui
orrfeos
orrfeos - Genius - 14616 Punti
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Il corpo e la figura femminile

In Boccaccio le donne acquistano dignità di personaggi per la prima volta nella nostra letteratura: la donna non solo è oggetto, ma anche soggetto di desiderio, né ha timore di esprimere i propri desideri erotici. La donna è anche capace di coraggio, dà prova di ingegno e di virtù, ma la sfera della sua azione è sempre ed esclusivamente limitata all'ambito erotico.

Appare in Boccaccio la consapevolezza di quanto questo ruolo esclusivamente erotico, considerato un dato naturale, condanni la donna alla marginalità sociale;legata al sesso e alla maternità la donna è amata finché giovane e bella, ma poi è considerata buona a nulla.La donna nel Decameron non è più la donna angelo: è la donna borghese, che unisce la naturalità del popolo alla nobiltà d'animo cortese, l'amore all'intelligenza e all'ingegno.

"Esser ti dové, Tancredi, manifesto, essendo tu di carne, aver generata figliuola di carne e non di pietra o di ferro", così Ghismunda pone l'accento sull'aspetto materiale dell'uomo e rivendica i diritti del corpo per legittimare il proprio desiderio d'amore e di felicità. Il corpo è il fondamento biologico dell'essere considerato innanzitutto nella sua fisicità. Il corpo non solo assume dignità in quanto espressione dell'anima, ma afferma anche un valore e un'autonomia propria: la felicità non può prescindere dalla vitalità e dalla soddisfazione del sesso. Nel Decameron il corpo, la donna e il sesso diventano la bandiera di una rivoluzione culturale; è infatti il corpo femminile ad attirare soprattutto l'attenzione del Boccaccio.

Le modalità di rappresentazione dei corpi variano in rapporto al cambiamento dei personaggi e degli ambienti sociali. In genere si può parlare di due tipi di corporalità, una ispirata alla bellezza cortese e un'altra grottesca; essi si riferiscono rispettivamente a personaggi elevati e a personaggi popolari. Tuttavia, anche quando, nelle opere giovanili, l'immagine del corpo è caratterizzata in senso cortese, essa appare sottratta alla stilizzazione tipica della letteratura stilnovistica e assume consistenza e visibilità. Il denudamento del corpo femminile diventa espressione della nuova realtà della donna terrena, contrapposta alla donna angelo. Uno svuotamento del modello stilnovista e comunque un rovesciamento dello schema di corteggiamento cortese nella novella della vedova e dello scolaro: quest'ultimo, rifiutato, infligge una punizione esemplare alla donna altera, vuota e crudele. E' il rifiuto del desiderio maschile della disponibilità ad amare da parte della vedova che fa scattare la punizione sul corpo della donna. Anche nella novella di Nastagio degli Onesti la bellissima donna ignuda della visione è straziata dai cani e dalla spada del cavaliere in una scena non priva di sadismo erotico: il corpo femminile che si sottrae dal desiderio è aggredito e distrutto, quasi non ci fosse altro modo di condurre a ragione "questi animali senza intelletto". Esiste tuttavia una gerarchia sociale dei corpi femminili: le donne di grado sociale elevato, oltre al corpo, hanno un'anima; quelle che si collocano ai gradini più bassi in genere conoscono solo la forza degli istinti e raramente dimostrano gentilezza d'animo.

Nel complesso, si può dire che l'ideale cortese del corpo viene conciliato, nel Decameron, con quello borghese: la proposta di Boccaccio in quest'opera consiste in un equilibrio ancora aristocratico fra rispetto dei diritti della corporalità e necessità di gentilezza d'animo e di onestà. Questo equilibrio viene invece rinnegato nel Corbaccio, dove la posizione di Boccaccio cambia bruscamente. Questo mutamento è stato spiegato come un cambiamento di poetica; tuttavia è anche un segno della precarietà di tale apertura al mondo femminile. La concezione aperta e spregiudicata della vita che si afferma nel Decameron permette al poeta fiorentino la rappresentazione di una fenomenologia amorosa estremamente varia e viva, in cui la donna gioca un ruolo importante. Caduto però l'interesse per l'eros e per la poetica che ad esso si ispirava, la donna, il corpo, il sesso diventano di nuovo una forza negativa da esorcizzare e condannare; esiste infatti un bisogno di censura e di repressione del corpo, la negazione e il rifiuto della donna e di tutto ciò che essa aveva significato nel Decameron.

tratti da [url=http://209.85.129.132/search?q=cache:Tb-7xKo7vgcJ:www.liceomedi.com/donna/parte1.htm+donna+boccaccio&cd=5&hl=it&ct=clnk&gl=it]quì[/url]
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