mafiosa91
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la condizione attuale dell'inquinamento globale
cichinella
cichinella - Genius - 5407 Punti
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prova a vedere se trovi qualcosina qui...

http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11103:e-in-gioco-la-nostra-salute&catid=5:ultime&Itemid=121&lang=it
coltina
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http://it.answers.yahoo.com/question/index? OPPURE
qid=20100303085328AAk3wfmhttp://digilander.libero.it/secondome3/Temi/inquinamentoambiente.htm
Inquinamento ambientale

Negli ultimi decenni, la salubrità dell'aria, del verde e la bellezza della natura sono stati gravemente danneggiati dall'uomo.
Perché ciò si è verificato e cosa è necessario fare per ristabilire l'equilibrio naturale.



Il progresso industriale e tecnologico, sviluppatosi nell’ultimo secolo in gran parte del Pianeta, ha purtroppo il suo rovescio della medaglia: l’inquinamento dell’aria, del mare, del terreno.

Nella corsa alla grande produzione, per rispondere alla domanda crescente di prodotti tecnologici, energetici, chimici, alimentari, le industrie pur di assicurarsi fette di mercato sempre più vaste, non hanno lesinato a disperdere nell’ambiente sostanze residue delle lavorazioni spesso molto tossiche e in alcuni casi addirittura radioattive.

Le autorità preposte ai controlli, spesso con il beneplacito dei governi locali, sono state molto superficiali, chiudendo "un occhio" (e a volte anche tutti e due) sulle irregolarità compiute dalle industrie nello smaltimento dei rifiuti speciali nonché sulle emissioni di sostanze tossiche derivanti dai processi produttivi.

I governi locali infatti si sono sempre preoccupati soltanto di far competere le aziende del proprio territorio per garantire posti di lavoro (e… assicurarsi voti elettorali N.d.r.).

Una politica atta a limitare l’impatto ambientale degli agenti inquinanti, era considerata controproducente, perché i maggiori costi da sostenere a carico delle aziende si sarebbero inevitabilmente ripercossi sui prezzi al consumo dei prodotti. I consumatori, preferendo i prodotti a più basso prezzo delle aziende estere non sottoposte a parametri ecologici da rispettare, avrebbero decretato di fatto il successo di queste ultime a discapito delle aziende locali, con riflessi negativi sull’occupazione, quindi sullo sviluppo tecnologico ed economico del Paese.

In effetti trovare l’equilibrio non è facile in nessuna situazione e con l’avvento della "globalizzazione" diventa sempre più difficile.

Occorre una strategia comune di tutti gli Stati del mondo. Ma i recenti summit internazionali sul tema, come l’ultimo tenutosi a Kyoto, si sono rivelati un fallimento a causa della resistenza, anche di grandi potenze economiche (leggi USA), a intraprendere una strada che porterebbe in rotta di collisione con gli interessi delle potentissime lobby multinazionali (che finanziano le faraoniche campagne elettorali dei candidati alla presidenza N.d.r.).

Purtroppo però i danni sono stati fatti e bisogna assolutamente correre ai ripari al più presto. Il fenomeno "Effetto Serra" non si aggiusta da solo se non interveniamo almeno riducendo le emissioni di gas di ogni tipo nell’aria! I fiumi, i mari non diventano miracolosamente "acqua azzurra acqua chiara" se continuiamo a sversargli dentro rifiuti di ogni tipo!

Quale futuro tramandiamo ai posteri? Quali le conseguenze sulla nostra salute fisica e psichica?

L’uomo si adatterà, o meglio vorrà adattarsi, a vivere nelle città usando le mascherine protettive? A subire le bizze del clima impazzito? A mangiare cibi modificati geneticamente che non hanno più nulla di naturale?

Ma che vita sarà? Possiamo definirla vita? O piuttosto si tratterà di sopravvivenza?!

Io credo che l’evoluzione tecnologica non può e NON deve comportare una rivoluzione dell’"habitat" naturale in cui l’uomo è vissuto per migliaia di anni.

L’essere umano, questa creatura così intelligente, non può permettersi di diventare succube del "Dio denaro". Sarebbe una sconfitta per tutti, una vergogna da tramandare ai nostri figli.

Possiamo notare già oggi quali modificazioni stiamo subendo sulla salute fisica e l’equilibrio psichico: un aumento delle malattie nervose ed episodi di intolleranza dovute allo stress; un aumento vertiginoso di fenomeni allergici, per non parlare di malattie cancerogene mortali, ecc…

I recenti "allarmi alimentari" come il caso "mucca pazza", "polli alla diossina", "pesce al mercurio", ecc. devono farci riflettere. A tutto c’è un limite. Forse il limite l’abbiamo già oltrepassato.

Se il progresso tecnologico cresce in modo proporzionale al regresso in termini di vivibilità, il prezzo da pagare è troppo alto! Dobbiamo avere la forza, il coraggio di dire: <<NO, io non ci stò>>.

La vita è il bene più prezioso. La "sopravvivenza" si può accettare solo per calamità naturali e per brevi periodi, non è accettabile che sia l’uomo stesso a causarla!

L’uomo è artefice della sua vita e, se è vero come è vero che siamo una "razza" intelligente, se è vero come è vero che siamo tutti "democraticamente" partecipi di questo mondo, ebbene, sta ad ognuno di noi levare una voce univoca, forte, determinata. Un grande NO planetario per dire basta ad abusi e offese alla natura che danneggiano anche la salute di tutti noi.

Un pressante appello a pervenire ad un punto di equilibrio tra progresso e vivibilità, quello che in una parola il WWF (Fondo Mondiale per la Natura) definisce "Sviluppo Sostenibile".

Si può fare, si DEVE fare!
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