Delu93
Delu93 - Sapiens - 376 Punti
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Se vi va aiutatemi sono carichissimo di compiti.....
Testo argomentativo a favore del maestro unico
klight
klight - Sapiens - 730 Punti
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Con l’inizio del nuovo anno, studenti e insegnanti dovranno affrontare le numerose variazioni del sistema scolastico e l’introduzione di una riforma operata dal Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, a discapito delle scuole a partire da quella dell’infanzia fino alle università. Molte di queste sono già in atto, altre saranno introdotte dall’anno prossimo, mutando radicalmente la struttura e l’immagine della scuola italiana nonostante rientrasse tra le più organizzate d’Europa. A seconda dei punti di vista questi cambiamenti possono nuocere o meno al rendimento degli alunni e alla minacciata categoria degli insegnanti. Il decreto legge, cioè un provvedimento adottato dal governo in casi straordinari, di necessità e di urgenza che non viene discusso dalla Camera e dal Senato ed entra in vigore alla pubblicazione sulla Gazzetta, comprende diversi articoli. Tra i più discussi e combattuti c’è l’introduzione del maestro unico per le elementari, che si pensa penalizzerebbe i bambini, in quanto verrebbe a mancare il confronto con più persone adulte, ognuna con una diversa specializzazione in materia e modo di insegnare. Inoltre a causa di questo verranno sottratte sei ore di lezione a settimana ostacolando anche gli impegni lavorativi della famiglia, che considerano la scuola un luogo sano e sicuro, che contribuisce alla corretta crescita dei bambini, a cui poter affidare i propri figli. Conseguenze molto negative ricadrebbero sugli insegnanti, che diminuirebbero del 30% eliminando così molti stipendi da retribuire, un’altra spesa in meno da affrontare per lo stato. Ma non è tutto, perché questo governo ha tagliato i fondi economici alla scuola pubblica, all’università e alla ricerca, contribuendo così alla privatizzazione della stessa, rendendola una sorta di azienda privata, vero obbiettivo di fondo della riforma. Gli effetti che si scaturirebbero sono totalmente a sfavore della popolazione dei ranghi più “bisognosi”; Così facendo diminuirebbe il numero degli studenti che, anche con tutta la buona volontà e la voglia soprattutto di studiare, ci rinuncerebbero, non avendo la possibilità di sostenere tali spese. Studiare è un diritto inviolabile di tutti, non solo dei più benestanti. Lo studio è il fulcro della vita umana, perché esso determina lo sviluppo del progresso, della ricerca e della qualità della vita stessa. Si potrebbe presupporre quindi, che il vero movente di questa energica iniziativa possa derivare dalla mancanza di fondi economici dello stato, che vorrebbe risanare la sua crisi attraverso una vera e propria degradazione dell’apparato adibito all’istruzione. Tutto ciò viene mascherato da motivi poco logici, visto che l’apparato scolastico italiano funziona correttamente, e sottolineo “l’apparato”, non la scuola in sé perché questo è un altro discorso, di cui si potrebbe occupare il nostro “preoccupato” Ministro. Egli invece ha preferito adottare soluzioni ad altri problemi, come per la lotta al bullismo, che ha reintrodotto il voto in condotta che sarà oggetto di valutazione per il giudizio finale, accusando i studenti italiani di essere troppo indisciplinati. Ma il sette in condotta non è della stessa sostanza? Era così di vitale importanza questa modifica? Non sarebbe stato meglio cercare di “sanare questa ferita” curandola in modo appropriato, magari attraverso progetti che aiutino a capire la natura di questo disagio sociale. La critica è rivolta non solo agli alunni, ma anche agli insegnati che sono considerati impreparati e incompetenti. Alcuni aspetti positivi possono essere l’inserimento dell’educazione civica come materia a tutti gli effetti, che verrà denominata “Cittadinanza e costituzione”, in cui si affronteranno argomenti riguardanti particolarmente noi giovani, sull’educazione stradale, ambientale e alla salute; e questo potrebbe funzionare a proporci degli esempi positivi. Bisognerà rivalutare meglio quali siano i pro, e quali i contro dell’adozione dei libri quinquennali perché potrebbero aumentare i costi degli stessi, e quindi non cambierebbe nessuna spesa, ma anzi contribuirebbero ad innalzare i costi degli articoli del settore editoriale. Sorge spontanea la curiosità di sapere se il Ministro avesse qualche nostalgia dei tempi passati, visto che la maggior parte dei provvedimenti presi erano usati tempi addietro
Quindi questo governo non è interessato a noi, alla nostra crescita, al nostro sviluppo, alla qualità della vita che vivremo un domani, come vuole farci credere, ma solamente a soddisfare i propri interessi. Ma ricordiamo alla “cara” Ministro, riguardo alla privatizzazione della scuola, che la cultura si impara, non si acquista. Sit in, cortei e striscioni contro la riforma…

Spero vada bene! Ciao!
Delu93
Delu93 - Sapiens - 376 Punti
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grazie mille sei molto gentile!
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