AnnaGiuly
AnnaGiuly - Ominide - 2 Punti
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mi serve un intervista a vitangelo moscarda ricostruendo cn lui la sua vita interiore dopo essersi reso conto di non essere quello ke lui credeva di essere fino ad allora
wade.97
wade.97 - Sapiens - 349 Punti
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Il protagonista del romanzo è Vitangelo Moscarda, detto Gengè, figlio dell'usuraio di Richieri, dal temperamento incline alla riflessione filosofica e alla maniacale osservazione di se stesso, caratteristiche che lo renderanno incapace nell’esercizio di qualunque professione.
Un giorno la moglie gli fa notare che il suo naso pende verso destra. Questo innocente rilievo mette in crisi le sicurezze di Gengè e dà l'avvio all'intreccio che porterà il protagonista, dopo lunghe riflessioni e tragicomiche vicende a spogliarsi di tutti i suoi averi per non essere nessuno.


Il romanzo, occupandosi del tema dell’identità, sviluppa tesi che sembrano precorrere la psicologia e la sociologia contemporanea.
Al centro dell’opera si pone la constatazione che l’"io" non è una realtà compatta ma molteplice in quanto ogni essere umano ha, di sé, una particolare immagine che non coincide affatto con le infinite realtà che gli altri gli assegnano. Oltretutto la sua stessa percezione della propria identità muta a seconda dei momenti, delle occasioni, della prospettiva che assume. La ragione di tutto ciò risiede nel fatto che, ciascuno di noi, racchiude in sé una molteplicità di caratteri, fisionomie e personalità.

Lo scandaglio sulla nostra psiche, compiuto da Pirandello in questo libro, non ha ancora perso smalto e validità, confermando la dimensione di classico moderno dell'autore.
Ciascuno di noi costruisce gli altri e ciascuno non si riconosce nella forma data dall'altro.

La realtà è illusoria, relativa e soggettiva ed è l'espressione di queste costruzioni personali: la comunicazione umana è fatta di distorsioni soggettive.
Nessuno per sé, in quanto l’io è fondamentalmente “essere per l’altro”: il protagonista è contemporaneamente uno per quanti sono coloro che si mettono in relazione con lui e costruiscono la sua immagine, e dunque altri centomila.

Costruire se stessi e la propria immagine, questa sarà ricevuta per quanti sono coloro che si metteranno in relazione con quell’immagine. Ciò dimostra sì la relativita’ della relazione, ma anche l’assolutezza della comunicazione: è impossibile non solo non comunicare, ma e’ impossibile non comunicare la propria immagine seppure questa possa non coincidere con il vero "io" della propria personalità.
Eppure Pirandello parte da un altro assunto filosofico: è impossibile comunicare, l’uomo è destinato alla solitudine:



“Abbiamo usato, io e voi la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci; non ci siamo intesi affatto.”


L’unica strada per superare la chiusura della soggettività è essere consapevoli della relatività dei giudizi; ma, appunto, la solitudine e la chiusura in sé porterebbero ad occludersi ogni via di conoscenza, seppure costituirebbero la vera libertà. Il che sposta l’assunto pirandelliano, dall’incomunicabilità alla comunicazione e relatività comunicativa come via alla conoscenza.
D’altra parte lo stesso protagonista attua la salvezza dalla razionalità attraverso il suo pieno inveramento (decidere di essere l’uno/nessuno di se stessi senza curarsi delle centomila immagini diverse, distrugge le relazioni così come esse si erano maturate nel corso dell’esperienza esistenziale, porta alla libertà ma lo conduce al mendicio). E, in definitiva, anche la riconquistata riapproprazione del proprio essere, a seguire Pirandello, porterebbe ad un’altra immagine per gli altri, mai concidente con la propria vera.



“Uno, nessuno e centomila” è, dunque, un libro attuale che ha ancora molto da dire: ai giovani, così coinvolti dal tema dell'identità, così preoccupati da come sono visti dagli altri, in particolare dal gruppo dei pari; a tutti noi, che viviamo nella società dell'immagine e dell'apparenza.
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Salve chi è esattamente e cosa fa per vivere?
Sono una persona ordinaria, un uomo comune, ma più fortunato degli altri, da giovane ho ereditato la banca di mio padre e ora vivo di rendita"

Ma un giorno nella sua vita è successo qualcosa che ha cambiato la sua vita, cosa?
Un giorno mia moglie, perchè sono sposato, mi ha fatto notare un imperfezione nel mio naso e da quel momento è iniziata la mia crisi di identità.

Crisi di identità per un'osservazione? Che meccanismi ha innescato l'affermazione di sua moglie?
Ho pensato che le persone che mi guardano dall'esterno mi vedono in maniera diversa da come io mi vedo e quindi ho bisogno di scoprire, chi sono veramente...

E come ha iniziato la sua ricerca di Sé?
Ho deciso di stravolgere completamente la mia vita, tanto che mia moglie se ne è andata via da casa...

Come è finito in questo posto?
Alla fine è come se fossi arrivato ad un punto di follia e ho trovato una casa in questo ospizio, in cui mi sento realmente libero: qui non ci sono regole. L'unico modo per essere liberi è quello di vivere la vita attimo per attimo, rinascendo ogni momento...
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