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  • Immagine della donna nello Stilnovo

valya
valya - Erectus - 114 Punti
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cosa rappresenta l'immagine della donna nello stilnovo????a parte ke guida l'uomo verso il dio.....aiutooooo x favoreeee!!!!!

Questa risposta è stata cambiata da eleo (09-12-13 14:52, 3 anni 1 giorno )
lollo4ever
lollo4ever - Sapiens Sapiens - 1211 Punti
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Ciao!! Ti dò qualche link, spero possano esserti d'aiuto!
http://www.letteraturaitaliana.org/dolcestilnovo.html
http://xoomer.alice.it/marasmaa/Letteratura-Italiana.html
http://digilander.libero.it/maironidaponte/didattica_online/vita_nuova/pagine/stilnovo.html
Run
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Nello Stilnovo la donna è vista ora come un angelo: ha la straordinaria virtù di nobilitare l'animo dell'uomo e di fare da tramite fra questo e Dio, che inizia attraverso lo scambio d'un occhiata fugace.

Spero di esserti stato d'aiuto :dozingoff
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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La figura femminile evolve verso la figura donna-angelo, intermediaria tra uomo e Dio, capace di sublimare il desiderio maschile purchè l'uomo possegga un cuore gentile, cioè nobile d'animo; amore e cuore gentile finiscono così con l'identificarsi totalmente. Questa teoria, avvalorata nel componimento da molteplici sillogismi, rimarrà la base della poesia di Dante e di coloro che fecero parte dello Stil Novo, di generazione successiva, che vedranno in Guinizzelli e Alighieri i loro maestri. La corrente del "Dolce Stil Novo" segue e contrasta, grazie ad un approccio e ad una visione dell'amore del tutto innovativi, la precedente corrente letteraria dell' "amor cortese". Questa corrente infatti introduce nei testi riferimenti filosofici o morali o religiosi, tanto che autori contemporanei (Orbicciani ad esempio) si lamentarono della oscurità delle poesie.
Si afferma un nuovo concetto di amore, e quindi un nuovo concetto di donna, vista ora come donna angelo: la donna, nella visione stilnovistica, ha la straordinaria virtù di nobilitare l'animo dell'uomo e di fare da tramite fra questo e Dio, che inizia attraverso lo scambio d'un occhiata fugace. Per questo nella canzone " Al cor gentil rempaira sempre amore", Guido Guinizzelli immagina di doversi giustificare di fronte al Sommo Fattore che lo interroga sul motivo per cui indirizzò ad un essere umano le lodi e l'amore che a Lui solo convengono; a tali domande egli risponde con le seguenti parole: "Tenne d'angel sembianza / che fosse del tuo regno; / non me fu fallo, s'in lei posi amanza" (vv. 57-60). Questi ultimi tre versi esprimono il seguente concetto: "aveva l'aspetto (semblanza) di un angelo che appartenesse al tuo regno, non feci peccato (non me fu fallo) se posi in lei il mio amore (amanza).
(tratto da Wikipedia)
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