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  • il perfido inganno di sinone URGENTISSIMA VI PREGO!!!!

bau
bau - Bannato - 0 Punti
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raga vi prego mi serve urgentemente questa parafrasi inizia:"intanto dei pastori dardanidi traevano al re con grande clamore"e finisce:"dal larisseo achille da dieci anni da mille navi"

e per favore mi riassumete quello ke sinone dice al re per farsi credere


GRAZIE MILLE IN ANTICIPO E VI SUPPLICO FATE PRESTO!!!!!!!!!!!!
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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E' lunghissimo ti posto la parte che intanto ti ho parafrasato....

Intanto dei pastori dardanidi traevano al re
Intanto i pastori D portavano al re
con grande clamore un giovane,
tra le urla un giovane
con le mani legate sul dorso, che ignoto s'era offerto
che aveva le mani legate sul dorso e che si era offerto lui stesso ai Dardanidi
a chi veniva, per tramare proprio questo, aprire
colpevole di aver tramato di aprire
Iloia agli Achei, risoluto d'animo e pronto ad entrambe
Iloia agli Achei, egli aveva un animo risoluto ed era pronto alle due sorti:
le sorti, ordire inganni o incontrare sicura morte.
ingannare e morire
Per desiderio di vedere, la gioventù troiana s'affolla
COlta dal desiderio di vedere cosa accadeva, la gioventù troaina si affolla
ed accorre da tutte le parti, e gareggiano a schernire il
e giunge da tutte le parti, e fanno a gara a prendete in giro il prigioniero
prigioniero.
Ora ascolta le insidie dei Danai e dal crimine di uno solo,
ora lui ascolta le insidie dei troiani e dal crimine di un solo uomo
conoscili tutti.
li vede tutti
Infatti, come ristette in vista nel mezzo, turbato,
infatti, egli stava nel mezzo, turbato
volse intorno lo sguardo sulle schiere frigie:
e si guardava intorno e vedeva le schiere dei Frigi
"Ahi, quale terra ora disse, quali mari
"Ahi, quale terra, e quali mati
possono accogliermi, e che cosa ormai mi resta,
potranno ora accogliermi, e che cosa ora mi rimane, a me
sventurato che non ha luogo tra i Danai, e gli stessi
sventurato che non ho più un posto tra i troiani, che
Dardanidi ostili richiedono una pena di sangue?".
mi sono ostili e vogliono uccidermi?"
Al lamento mutano gli animi e tutto l'impeto s'arresta.
A questo lamento, cambiarono gli animi e si fermo l'impeto circostante
Lo esortiamo a dirci da che sangue nacque,
Esortiamo il ragazzo a dirci da quale famiglia proveniva
e a rivelarci che cosa rechi e con quali speranze si consegnò
e a rivelarsi che cosa lo recava da noi e con quali speranze si consegnò
prigioniero.
prigioniero
Egli, deposto infine il timore, parla così:
Egli messa da parte la paura disse:
Ti confesserò la verità, o re, qualunque cosa accada
ti confesserò la verità, o re, qualunque cosa accada
disse, e non negherò di essere di argolica gente;
e non negherò di appartenere al popolo Argolico
questo per primo; e se la sorte fece sventurato Sinone,
e questa è la prima cosa; e se la sorte non premio Sinone
non lo farà, malvagia, anche vano e mendace.
non lo farà, poiché è malvagia, ricordare anche come bugiardo e inutile
Se per caso, parlando, udisti il nome di Palamede,
Se per caso , parlando, unisti il nome di Palamede
stirpe di Belo, dall'inclita fama, che sotto
della stirpe di Belo, dalla fama conosciuta, che sotto
una falsa accusa, poiché si opponeva alla guerra,
una falsa accusa, poichè era contrario alla guerra
i Pelasgi misero a morte, incolpevole, con indegno giudizio,
fu condannato a morte dai P, lui incolpevole, e sottoposto ad un giudizio indegno
ed ora lo piangono spento; saprai che a lui
ed ora lo piangono come morto, saprai che per lui
mi mandò compagno e consanguineo il mio povero padre,
mio padre mi mandò perchè sono suo compagno e consanguineo
a combattere in questi luoghi fin dai primi anni.
per combattere in questi luoghi fin dai primi anni della mia vita
Finché Palamede partecipava da pari al potere ed aveva
Finchè P partecipava al potere ed esercitava la sua influenza
influenza nei concili dei re, anch'io ebbi una qualche rinomanza
sui concili dei re, anche io avevo una certa importanza
ed onore. Dopo che per l'invidia del perfido Ulisse
e onore. Dopo che il perfido ulisse, per invidia,
- espongo note vicende - scomparve dalle regioni
- parlo di cosa note - comparve dalle terre,
terrestri, afflitto traevo la vita nelle tenebre e nel pianto,
vivevo nell'afflizione e nel pianto
e mi dolevo della sventura dell'amico innocente.
e continuavo a soffrire per l'ingiusta condanna del mio amico innocente
Né tacqui, folle, e se la sorte lo avesse voluto,
ma non stetti zitto e se la sorte lo avesse voluto
se mai fossi tornato vincitore nella patria Argo,
se mai fossi ritornato vincitore nella patria di Argo
mi promisi vendicatore, e con le parole suscitai aspri odii.
mi promisi di vendicare l mio amico e con le parole suscitai grandi odii
Di qui il principio della mia rovina, di qui sempre
questo è l'inizio della mia rovina da qui
Ulisse ad atterrirmi con nuove calunnie, a spargere
Ulisse continuò ad atterrirmi parlando sempre male di me
ambigue voci tra il popolo, e cercare sagace i mezzi d'offesa,
e spargendo voci non vere tra il popolo, per cercare do offendermi in maniera sagace,
finché per opera di Calcante...
finchè grazie a Calcante....
Ma perché ritorno invano a narrare ingrate vicende?
Ma perchè torno a raccontare inutilmente queste vicende?
E perché vi tedio? Se ritenete tutti uguali gli Achei,
e perchè vi annoio? Se ritenete gli Achei tutti uguali,
e vi basta sapere che io lo sono, infliggetemi subito la pena;
e vi basta solo sapere che io lo sono, condannatemi subito;
ciò vorrebbe Ulisse, e a gran prezzo lo pagherebbero gli
questo lo vuole Ulisse e la mia morte sarebbe ben pagata dagloi
Atridi.
Atridi
Allora noi ardiamo di interrogare e di chiedere le cause,
Allora noi bramiamo di chiedere quali sono le cause
ignari di tanti delitti e dell'astuzia pelasga.
non conoscendo i delitti e l'astuzia dei Pelasga
Prosegue timoroso, e con falso animo parla:
prosegue timoroo, e parla con un animo falso:
Spesso i Danai desiderarono di prendere la fuga, lasciata
spesos i D hanno desiderato di fuggire, lasciata Troia
Troia, e di allontanarsi, stanchi, dalla lunga guerra
e si allontanarsi stanchi dalla lunga guerra
e lo avessero fatto! -; spesso lo impedì loro
e magari lo avessero fatto! Spesso
un'aspra tempesta del mare, e l'Austro li atterrì nel partire.
furono ostacolati dal mare in tempesta, e l'Austrò non volle più partire
Specialmente, quando già il cavallo si ergeva contesto
Specialmente, quando il cavallo gia era stato costruito
di tavole d'acero, risuonarono per tutto l'etere nembi.
con le tavole d'acero, e si sentiva risuonare per tutto il luogo le nuvole
Incerti mandiamo Euripilo a consultare l'oracolo di Febo,
Incerti mandiamo Euripilo a parlare con l'oracolo di Febo
ed egli riporta dal santuario questi tristi responsi:
ed egli dal santuario dell'oracolo di riporta dei tristi responsi
Col sangue placaste i venti e con una vergine immolata,
Placherete i venti solo col sangue di una Vergine sacrificata
o Danai, quando voleste venire alle iliache sponde; col sangue
O Danai, quando avete deciso di venire alla città di Ilio, col sangue
si deve cercare il ritorno, e fare sacrificio d'una vita
dovevate trovare la strada del ritorno, e sacrificare
argolica. Appena questa voce venne agli orecchi
la vita i una giovane di Argo. appena venne a sapere questo
del popolo, sbigottirono gli animi e gelido corse nel fondo
il popolo, gli animi furono colti di sorpresa e fino al fondo
delle ossa un tremore, a chi i fati preparino la morte,
delle ossa si avverti il tremore, della persona di cui il fato aveva predetto la morte
chi Apollo richieda. Allora Ulisse trascina nel mezzo,
di colei che Apollo voleva in sacrificio. Allora Ulisse trascina nel mezzo,
suscitando un grande tumulto, L'indovino Calcante, e recla
creando una grande confusione, l'indovino Calcante, che dice
di conoscere il volere degli dei. Molti mi predicevano
di conoscere la volontà degli déi, Molti mi predicevano
il crudele misfatto del perfido, o silenziosi prevedevano
il crudele misfatto dell'uomo perfido, o silenziosi prevedevano il futuro
il futuro. Quello per dieci giorni tace, e rinchiuso
l'indovino per 10 giorni rimase in silenzio, e rinchiuso
ricusa di rivelare alcuno e di mandarlo a morte.
non accetta di rilevare il nome di nessuno per mandarlo a morte.
A stento infine, spinto dai grandi clamori di Ulisse,
Con fatica infine, spinto da Ulisse
per segreto accordo erompe a parlare e destina me all'ara.
Per un loro accordo segreto decide di rompere il silenzio e di condannare me
Assentirono tutti, e ciò che ognuno temeva
tuti erano d'accordo e ciò che tutti temevano
per sé, tollerarono mutato nella rovina d'un solo infelice.
per loro, erano contenti di vedere mutata la loro paura ella condanna di un solo e povero infelice, me
E già l'orribile giorno si avvicinava; mi si preparava il sacrificio,
Si avvicinava il giorno del mio sacrificio, stavano preparandomi al sacrificio
e il salso orzo, e bende intorno alle tempie
con il salso orzo, e le bende intorno alle tempie
mi strappai, confesso, alla morte, e ruppi i legami,
confesso che scappai dalla morte e ruppi le corde che mi legavano
e la notte mi nascosi in un lago melmoso, oscuro tra l'erba
e la notte mi nascosi in un lago melmoso, coperto dall'oscurità tra l'erba
palustre, finché veleggiassero, se pure lo avessero fatto.
della palude finchè le navi navigavano.
Non avevo più speranza di rivedere la cara patria
non avevo più speranza di tornare in patria
i dolci figli, il sospirato padre, a cui forse
i miei figli, il padre,
quelli faranno scontare la pena per la mia fuga,
che forse avranno punti per la mia fuga
ed espieranno questa colpa con la morte degli sventurati.
ed espieranno questa olpa con lamorte degli sventurati
Per i celesti e per i numi consci del vero,
In nome degli dei e dei numi che conoscono la realtà
per la fede intemerata, se ancora ne resta
e in nome della fede vera, se ancora ne resta,
ai mortali, di questo ti prego, commisera tali travagli,
agli uomini che hanno compiuto questo condanna a tali sofferenze
commisera un animo che soffre immeritate sciagure a
abbi pena per un animo che soffre sciagure che non merita
compianto.
Priamo ordina per primo di togliere all'uomo i ceppi
ordina di togliermi questi ceppi
c gli stretti lacci alle mani, e parla con parole amiche:
e questi stretti lacci che legano le mie mani e parlami con parole amiche:




"Chiunque tu sia, da ora dimentica i Greci abbandonati;
sarai dei nostri; e rispondi il vero alle mie parole:
perché collocarono la mole dell'enorme cavallo? chi fu
l'ispiratore? che vogliono? è un segno religioso, o una macchina
di guerra?". Disse. Quello, esperto negli inganni e nell'astuzia
pelasga, sollevò liberate dai lacci le mani alle stelle:
Chiamo a testimoni voi, eterni fuochi, e l'inviolabile
vostro nume disse, voi are e spade nefande alle quali sfuggii,
e bende divine che portai in qualità di vittima: posso rivelare
le occulte decisioni dei Greci, e odiare quegli uomini
e portare alla luce tutti i loro segreti; non mi vincola legge
di patria. Purché tu mantenga le promesse, e salvata salvi,
o Troia, la fede, se dirò il vero, se renderò grande compenso.
Ogni speranza dei Danai e fiducia della guerra
intrapresa si fondò sempre sull'aiuto di Pallade.
Da quando l'empio Tidide e l'inventore di misfatti Ulisse,
accinti a strappare dal sacro tempio il fatale
Palladio, uccise le sentinelle del sommo della rocca
rapirono la sacra effigie e con le mani insanguinate
osarono toccare le virginee bende della dea,
da allora la speranza dei Danai rifluì e si ritrasse
dileguando, infrante le forze, awersa la mente della dea.
Per mezzo d'indubbi prodigi la Tritonia ne diede segni.
Appena posero il simulacro nel campo, arsero fiamme
corrusche nei suoi occhi sbarrati, e un salso sudore
corse per le sue membra, e tre volte - mirabile a dirsi -
sobbalzò lampeggiando sul suolo, brandendo lo scudo e
l'asta vibrante.
Subito Calcante vaticina che si deve fuggire per mare,
e che Pergamo non si può distruggere con armi argoliche,
non ricerchino auspici ad Argo e riportino il simulacro
trasportandolo con sé sulle acque e sulle curve carene.
Ed ora, poiché veleggiarono alla patria Micene,
si preparano armi e dei favorevoli, e rivarcato il mare
giungeranno improvvisi. Così interpreta gli auspici Calcante;
di lui collocarono questa effigie in compenso del Palladio,
in compenSo del nume offeso, affinché espiasse l'infausto
sacrilegio. Tuttavia Calcante ordinò di elevare l'immensa
Eneide, mole con roveri conteste, e di erigerla fino al cielo,
perché non si potesse accogliere tra le porte o condurre tra le mura,
né proteggesse il popolo all'ombra dell'antica religione.
Infatti se la vostra mano violasse i doni offerti a Minerva,
allora - prima gli dei volgano l'auspicio su Calcante! -
una grande rovina accadrebbe all'impero di Priamo ed ai Frigi;
se invece per mano vostra ascendesse alla vostra città,
L'Asia verrebbe spontaneamente con grande guerra alle mura
di Pelope, e questi fati toccherebbero ai nostri nipoti".
Per queste insidie ed astuzia dello spergiuro Sinone
la cosa fu creduta, e presi con inganni e forzate lagrime
coloro che non furono domati dal Tidide
dal larisseo Achille, da dieci anni, da mille navi.
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